Italiani all'estero e rimpatri ai tempi del Covid-19: nessun aiuto dal nostro Stato

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Abbandonati a noi stessi, in balia dell'emergenza Covid-19, questo siamo da ormai due mesi.

Siamo migliaia di studenti, lavoratori, viaggiatori ma anche figli, fratelli, nipoti, che si ritrovano in una realtà durissima, lontani da casa preoccupati per noi e le nostre famiglie, essendo stati privati di tutti i nostri più cari affetti.

Siamo avviliti e delusi, sono settimane che proviamo a fare sentire la nostra voce con ogni mezzo possibile, ma lo Stato Italiano appare sordo al nostro appello.

E' veramente dura, riuscire ad andare avanti, in questa pandemia globale.

Ad alcuni di noi terminerà il periodo di affitto nella casa in cui stiamo vivendo, ad altri sono terminati i soldi necessari per poter vivere e permettersi una vita dignitosa essendo lontani da casa e tanti genitori non hanno fisicamente le liquidità per poterci mantenere per ulteriori settimane.

Chi siamo noi per meritarci questo? 

Non abbiamo voli, le compagnie aeree europee continuano a cancellare voli giornalmente, già pagati e non rimborsati e l'unica cosa che vorremmo è quella di poter contare sul nostro Paese, ma sembrano solo sogni lontani.

Tuttavia, l'Ambasciata Italiana organizza voli di rado nonostante le mille telefonate giornaliere, mail costanti da parte di tutti noi a cui non hanno mai saputo darci risposte concrete, le uniche cose a cui possiamo aggrapparci sono voli di rimpatrio una volta al mese, che costano una fortuna. Chi se lo può permettere?

L'unica cosa che hanno fatto è stato organizzare un volo dopo un mese della cifra di €700 a persona, per la tratta Dublino-Roma. Un volo della durata di due ore e mezzo, personalmente non credo un italiano con stipendio medio riesca a  permettersi un volo versando una cifra simile.

Siamo al corrente inoltre dei fondi dell'UE, per i voli di rimpatrio, essi coprono fino al 75% dei costi dei voli di rimpatrio, permettendo così che i costi dei biglietti rimangano accessibili e non gravino ulteriormente sui i cittadini europei;

tanti stati membri hanno già organizzato centinaia di voli, tutti, tranne l'italia, che ad oggi ne conta solo un paio. Ci chiediamo perché?

Ho 23 anni e mi trovo in Irlanda, bloccata qui, inerme.

Parlo a nome mio e di tanti espatriati che vorrebbero un minimo di considerazione, un cenno da parte del Nostro Paese per farci capire che noi valiamo e abbiamo il diritto di ricongiungerci con le nostre famiglie, specialmente in questa situazione critica, volando ad un prezzo ragionevole e accessibile per chiunque lo voglia.

Chiedo a gran voce a nome mio e di tanti italiani qui in Irlanda, che il Ministero degli Affari Esteri e le Ambasciate Italiane possano fare dopo mesi qualcosa di concreto per noi, constatare quest'assurda situazione dei prezzi folli e dei voli inesistenti e aiutarci!

Siamo delusi ed amareggiati, stanchi di sperare invano.

E' ora di darci aiuti reali e sostenerci.