Lettera aperta al Presidente Emiliano da parte dei ragazzi pugliesi

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Gentilissimo Presidente. Dott. Michele Emiliano,

con questa nota Vogliamo porre alla Sua attenzione, la nostra situazione di “tirocinanti extracurricolari”. Molti di noi, nel biennio 2019/2020 hanno intrapreso un percorso di formazione all'interno di società presenti sul territorio pugliese.

Il 9 marzo 2020, come ben noto, l’intera nazione ha dovuto limitare la vita socio-economica, vedendo cosi stravolte le proprie prospettive future, limitando fortemente i percorsi formativi extracurricolari.

Difatti, con il DGR n. 282/2020 (Disposizioni conseguenti all'adozione del DPCM del 4/3/2020 in materia di politiche attive e formazione professionale) e il DPCM 9/3/2020, in ragione della persistenza della situazione di emergenza sanitaria, è stata disposta la sospensione di tutti i tirocini extracurricolari svolti nell'ambito del territorio regionale pugliese.

Il 17.5.2020, con D.P.C.M., è stata autorizzata la ripresa delle attività economiche-produttive così come richiamato espressamente all'art.1 e confermato, poi, in conferenza Stato- Regione. Alla luce di ciò la Puglia ha concesso la ripresa delle attività, estendendo altresì con ordinanza n. 240 del 19.5.2020, la ripresa anche alle aziende ospitanti dei tirocinanti, con decorrenza dal 20 maggio u.s.

Tuttavia, giova evidenziare, ed è il motivo della nostra nota, che, seppur l’ordinanza anzi detta, la modalità di svolgimento in smart-working non è prevista per il proseguo dei tirocini extracurricolari. Infatti, la regione Puglia è stata contraria sin da subito nell'adottare questa modalità, poiché la ratio di tale percorso “non si configura come un rapporto di lavoro” ma bensì come un periodo di orientamento a lavoro e di formazione e in quanto tale deve essere svolto all'interno dell’azienda e con la costante guida del proprio Tutor.

Orbene, alla luce di quanto anzi detto, è necessario considerare che molte società, specie quelle che svolgono attività di servizi, consulenza, finanziarie, di gestione, di programmazione di software, sono realtà che hanno adottato lo svolgimento del lavoro da remoto, al fine di poter tutelare al meglio i principi di distanziamento sociale e anti-contagio, in virtù dell’emergenza sanitaria, tutelando il lavoratore. Principio, questo, che è stato a sua volta ribadito dal Decreto Rilancio del 21 maggio del 2021, all’art 90 prevedendo la possibilità di poter lavorare in modalità agile per tutto il periodo dell’emergenza e al massimo fino al 31.12.2020.

Diverse sono le realtà che hanno deciso di investire e di adoperare lo “smart-working”, dal privato alla pubblica amministrazione, purché tale modalità sia compatibile ovviamente con la tipologia di lavoro svolto. Infatti, come si evince da diverse circolari regionali, lo smart working è consentito laddove la specificità del soggetto ospitante (pubblico o privato), sia dal punto di vista dei contenuti del progetto formativo, sia dal punto di vista della disponibilità di tecnologie telematiche, ha la possibilità di garantire il totale svolgimento del percorso formativo, “fatta salva la condivisione dai soggetti coinvolti ovvero del promotore, dell’ospitante e del tirocinante”. Questo permette alla società ospitanti di operare in autonomia garantendo il buon andamento e la prosecuzione del progetto formativo, con apposite attività di controllo e monitoraggio da parte dei tutor.

Molte sono le regioni italiane che, sin dal primo momento, hanno esteso tale modalità anche per i tirocinanti.

Alla luce di ciò, noi scriventi, siamo tutti tirocinanti che hanno intrapreso un percorso formativo in realtà societarie che ad oggi hanno adottato le modalità di lavoro da remoto, ovvero ciò che la Regione Puglia non ci permette.

Il nostro appello, Presidente, è un grido di aiuto di tanti giovani pugliesi che sono costretti a vivere una situazione di limbo, anche fino a luglio 2020. Questa sospensione non è pregiudicante soltanto per il profilo socio-economico, in quanto molti di noi hanno dovuto richiedere sostegno alle proprie famiglie, gravando maggiormente il peso del lockdown, ma pregiudica fortemente un nostro ingresso nel mondo del lavoro, a seguito del completamento del lungo percorso formativo.

Pertanto, Le chiediamo di valutare il proseguo dei tirocini extracurricolari in modalità agile, sulla base delle necessità di ogni realtà societaria, permettendoci di restare attivi e sempre al passo con l’evoluzione del tessuto sociale economico. Questo permetterebbe, anche, la percezione delle indennità economiche utili a poter garantire un distaccamento dal regime economico familiare. Ma soprattutto, Presidente, ciò permetterebbe a tutti noi giovani ragazzi pugliesi di non abbandonare il sud. Ulteriore aspetto da sottoporle è la durata dei tirocini extracurriculari. Molti stage hanno una durata di sei mesi e per molti tirocinanti la data finale degli stessi scadrebbe ancor prima che possano rientrare in azienda, a seguito di tutto questo lungo periodo di sospensione.

Il Nostro Paese, la nostra regione e tutto il meridione ha bisogno anche di noi per ripartire.

Consapevoli di poter confidare in Lei, considerato anche il periodo storico particolarmente difficile che stiamo attraversando Le vorremmo ricordare che la Carta Costituzionale, all’art. 1, sancisce il principio fondamentale: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

E sulla scorta dell’insegnamento di un grande padre costituente, Piero Calamandrei vogliamo concludere aggiungendo che:

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”.

E noi tirocinanti, ai tempi del covid-19, abbiamo tutto il combustibile e l’entusiasmo di riprendere ciò che è stato lasciato sospeso, ma abbiamo bisogno del Suo aiuto.

Sottoscritta dal:

Comitato stagisti indipendenti.