NON UCCIDERE L'ORSO!

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Violenta, irragionevole, irrazionale, rozza e volgare, l'iniziativa del Presidente della Provincia di Trento che delibera di uccidere un orso in seguito a un incontro ravvicinato avvenuto lunedì 22 giugno in Trentino.

I due, cacciatori padre e figlio, si trovavano sul monte Peller in perlustrazione per una prossima battuta di caccia, a quanto pare.

Il comunicato stampa della provincia, emesso nella serata dello stesso giorno, non racconta molto di quanto è accaduto, ma riporta che l'attacco dell'orso è partito solo dopo che il padre del giovane, caduto a terra alla vista del plantigrado, ha aggredito l'orso.

https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/Orso-ferisce-padre-e-figlio-sul-monte-Peller

I due sono cacciatori e dovrebbero sapere come ci si comporta in aree frequentate da orsi, anche in caso di incontri ravvicinati che avvengono a precise condizioni, una delle quali si è verosimilmente verificata: l'orso non li ha sentiti arrivare e non ha avuto il tempo di mettersi al sicuro. Come hanno fatto ad arrivare a ridosso dell'orso senza che questo si accorgesse della loro presenza? È bene precisare che il monte Peller è una delle aree in cui è segnalata, sul sito Grandi carnivori in Trentino, la presenza di femmine d'orso con cuccioli. Non si hanno notizie sull'orso coinvolto nell'accaduto, ma è possibile che si tratti di una mamma orsa che proteggeva i cuccioli.

Dispiace per le ferite riportate dai due cacciatori e l'augurio è di una pronta guarigione senza altre conseguenze. È necessario, però, auspicare che rivalutata l'importanza della vita, depongano le armi e cessino di uccidere animali indifesi.

La Provincia di Trento, insieme con altre istituzioni che tacciono, avrebbe il compito di tutelare la vita, la libertà, il benessere degli orsi e di tutti gli altri animali nel territorio. Invece il presidente trentino è conosciuto come organizzatore di grigliate a base di carne d'orso!

È necessario informare la popolazione correttamente sulla presenza degli orsi e su come ci si comporta per garantire pacifica convivenza, azzerare i rischi, tutelare questi splendidi rappresentanti di biodiversità.

L'amministrazione trentina ignorando a lungo i nostri suggerimenti, solo dopo l'uccisione di Daniza e per via delle nostre insistenze ha installato alcuni cartelli nelle aree frequentate da orsi. Iniziativa poco efficace, presa solo per togliersi l'obbligo.

Il comportamento del Presidente della Giunta Provinciale trentina, denuncia l'odio della locale pubblica amministrazione per i grandi predatori, che hanno, è bene rammentarlo, un regime di tutela speciale sancito da norme e convenzioni nazionali e sovranazionali.

Che al regime di particolare tutela non si debba derogare neanche per il Trentino, ci è stato confermato durante un incontro in Commissione Ambiente Europea. Non deve essere consentito uccidere orsi soprattutto quando si comportano da orsi.

Chiediamo con forza al Ministero dell'Ambiente di adottare le necessarie iniziative per rendere inoffensivo il Presidente della Provincia di Trento.

Il Presidente Fugatti, esperto in grigliate di carne d'orso, inoltre, con l'ordinanza di uccisione di un orso sconosciuto, apre un nuovo capitolo nella storia del suo odio contro gli orsi: l'uccisione preventiva. Senza indagare sul come e sul perché, ordina l'uccisione di un orso per il solo fatto che comportandosi da orso, abbia reagito a un'aggressione. Anche questo è assolutamente inaccettabile! 

Chiediamo al Ministro dell'Ambiente di rispondere alle nostre richieste d’incontro: c'è molto da discutere per la tutela degli orsi e degli altri animali selvatici che hanno regime di tutela.

Agli amanti degli animali, della biodiversità, chiediamo di continuare a sostenere le nostre iniziative, perché la quantità di persone che si esprimono in favore della tutela degli orsi è decisiva.

Per ogni contatto, e offerta di collaborazione, mailto:orso@orsolibero.it

Aggiornameto 26 giugno 2020

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Inventata una nuova tipologia di orso da parte della giunta della Provincia Autonoma di Trento: "Orso Dannoso"!

Con lo scopo di poter soddisfare i sadici istinti di qualcuno, l'assessore alla caccia del Trentino ha tirato fuori dai meandri delle proprie fantasie deviate una nuova specie di orso.

Non esistono “orsi deviati”, “orsi serial killer”, “orsi collezionisti di ossa”, come sostiene l’assessore che evidentemente ha guardato troppi telefilm! Esistono invece, umani deviati che pensano di rimediare a ogni difficoltà, vera o presunta, mettendo mano alla doppietta.

Non esistono orsi pericolosi: la pericolosità di un orso è determinata dai comportamenti scorretti di umani poco informati e malintenzionati!

Il progetto "Life Ursus" viene così trasformato e snaturato, diventando "Kill the bear – Uccidi l’orso". qualcuno ha chiesto agli appositi organismi europei, finanziatori del progetto, se approvano? Ovviamente no! Forse che il Trentino è una Repubblica indipendente anche da tutti gli organismi internazionali?

La decisione dell'assessore alla caccia trentino, avallata da tutta la giunta che la fa propria deliberando, è insensata, volgare e sciagurata.

E' necessario che la meschina delibera della giunta della Provincia Autonoma di Trento sia revocata. Il compito della Provincia è quello di gestire la presenza dell'orso in trentino, ma nei compiti di gestione non è contemplata l'uccisione!

La Provincia deve:

- Favorire il rafforzamento della popolazione di orsi presenti sul territorio.

- Risarcire gli eventuali danni che erano già preventivati.

- Educare la popolazione sulla necessità della presenzadell'orso e sui comportamenti da adottare per una pacifica e naturale convivenza.

- Informare gli operatori economici: allevatori, gestori di strutture ricettive, malgari e quant'altro su come prevenire i danni da orso, fornendo gli adeguati strumenti.

La Provincia non deve e non può favorire la persecuzione degli orsi, come invece ha fatto in questi anni. Non può dare il via libera ai cacciatori anche contro gli orsi. Questo, infatti, come già da noi ipotizzato, sembra il vero scopo della delibera che appare come il primo passo concreto verso l'autorizzazione alla caccia all’orso.

Chiediamo la revoca, della delibera di uccisione, alla Giunta della Provincia Autonoma di Trento e che, finalmente, assolva concretamente ai suoi doveri di tutela dell'orso.

Chiediamo che la Giunta della Provincia Autonoma di Trento apra un tavolo di confronto con LAC e le altre associazioni che vorranno prendervi parte per concordare le iniziative più opportune per rafforzare la presenza dell'orso in Trentino.

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Aggiornamento del 12/9: 

Il 3 settembre scorso, abbiamo incontrato l'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento.

Gli abbiamo consegnato le prime 65.000 firme raccolte con la nostra petizione per chiedere la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio.

L'assessore, Michele Dallapiccola, pur confermando le decisioni prese riguardo alla gestione degli orsi in trentino, aveva garantito personalmente per l'incolumità di mamma orsa Daniza, coinvolta, suo malgrado, in una colluttazione, lo scorso 15 agosto, con un cercatore di funghi che la molestava.

Non abbiamo fatto in tempo a condividere un aggiornamento, che mamma orsa Daniza, colpevole di aver difeso i propri cuccioli, è stata uccisa!

Invece di usare la trappola a tubo, per catturarla, improvvisamente è stato ordinato agli operatori di usare la telenarcosi: all'orsa è stata sparata una dose di narcotico per poterla catturare e trasferire a vita in una prigione.

Daniza, però, ha ricevuto una dose di narcotico letale, preparata, con ogni evidenza da un veterinario incompetente.

Altri due orsi in passato sono stati uccisi perché maldestramente narcotizzati: i rischi di questo metodo di cattura sono ben noti.

Daniza è stata uccisa! Dopo questa uccisione, tutti gli altri orsi trentini rischiano la vita: semplicemente si dichiara che un orso è dannoso e si ordina l'uccisione.

La vicenda di mamma orsa Daniza è direttamente collegata alla delibera della giunta PAT (Provincia Autonoma di Trento) che inventa la categoria dell'orso dannoso e ne prevede l'uccisione, come misura di prevenzione.

Senza quella sciagurata delibera, non sarebbe stato così facile ordinare la cattura, con possibilità di uccisione, di un'orsa incolpevole: gli esperti interpellati hanno dichiarato che il comportamento dell'orsa non ha avuto i connotati dell'aggressione, ma della difesa.

In breve, questi sono i motivi che impongono di continuare a sostenere questa petizione per la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio 2014.

Semplicemente, aggiungiamo adesso la richiesta di dimissioni dell'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento. ASSESSORE MICHELE DALLA PICCOLA, SI DIMETTA: CON IL SUO COMPORTAMENTO SI E' DICHIARATO INAFFIDABILE E INCOMPETENTE.

Aggiungiamo la richiesta di dimissioni di Ugo Rossi Presidente della Provincia Autonoma di Trento e di Romano Masè responsabile del dipartimento foreste della Provincia Autonoma di Trento: INAFFIDABILI E INCOMPETENTI.

Hanno affermato che l'orsa rappresentava un pericolo per i cittadini trentini della val Rendena: Daniza non era pericolosa, gli orsi non sono pericolosi. La pericolosità degli orsi è determinata dai comportamenti scorretti degli umani.

Possiamo, invece, affermare che la giunta provinciale trentina, così emotiva, incapace di affrontare i problemi con lucidità e freddezza, è estremamente pericolosa per la sicurezza della popolazione trentina.

Insistiamo nel chiedere: 

La revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio. L’istituzione di un tavolo permanente con le associazioni per la gestione dell'orso in Trentino.

Aggiungiamo la richiesta di dimissioni del Presidente PAT Ugo Rossi, dell'assessore alla caccia Michele Dallapiccola, del responsabile del dipartimento foreste Romano Masè.