Maria Giovanna Maglie chieda scusa a Greta... le parole contano.

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Chi si assume la responsabilità di fare opinione o esprimere riflessioni pubbliche, non può utilizzare linguaggio e intenzioni violente.
Gravissimo quanto accaduto nel corso della trasmissione radiofonica di RAI RADIOUNO “Un giorno da pecora” durante l’intervento di Giovanna Maglie che, parlando di Greta Thunberg, ha detto: “Greta Thunberg? Se non fosse malata la metterei sotto con la macchina".

Giovanna Maglie chieda scusa pubblicamente alla giovane attivista svedese, e rifletta su quanto pericoloso sia quanto ha affermato superando il limite consentito della libertà di espressione. Nessuno ha interpretato la sua risposta come una battuta, ma piuttosto come una riflessione mirata solo a delegittimare e sminuire la figura di una giovane e straordinaria “piccola donna” che sta scuotendo le coscienze di Tutt*. 

La Casa delle Donne del Mediterraneo lancia questa petizione anche per invitare Tutt* a reagire dinanzi alle cattive maestre o ai cattivi maestri. Chi ha titoli per parlare in pubblico, non li utilizzi come strumento di arrogante prevaricazione.

Si, da Bari, vogliamo farci sentire. Perché per noi, lasciar correre significa non opporre resistenza alla deriva di volgarità e violenza che sta investendo sempre più frequentemente i mezzi d’informazione e di comunicazione.

Come possiamo chiedere alle ragazze e ai ragazzi (anche alle migliaia che hanno manifestato venerdì scorso) di denunciare chi li offende e li umilia, se poi da noi non arriva l’esempio? E dunque, come Donne impegnate nell’ambito della difesa dei Diritti e dell’educazione al Rispetto, sentiamo forte il dovere di dare il nostro contributo anche in questa occasione. Non vogliamo aggiungere odio all’odio, ma chiediamo un segnale di maturità.

 


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