Riapertura Punto Nascita a Latisana e rilancio come Ospedale dell'emergenza-urgenza.

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Preg.mo Governatore, dott. Massimiliano Fedriga,
Preg.mo Vicegovernatore, Assessore alla Salute, Politiche Sociali e disabilità, dott. Riccardo Riccardi,
l’Amministrazione Comunale unitamente a tutti i capigruppo consiliari e ai Sindaci del Territorio della Bassa Friulana si rivolge a Voi affinché sull’Ospedale di Latisana siano fatte scelte tali da garantirne un effettivo e duraturo potenziamento.
Quello che ormai da anni chiediamo è che nel nosocomio latisanese possano essere erogati gli stessi servizi che altri ospedali spoke regionali offrono (Tolmezzo, San Vito al Tagliamento, Monfalcone, San Daniele), servizi necessari a dare risposta alle esigenze del territorio e dei cittadini, nel rispetto del modello Hub-spoke.
Nei passati incontri avuti con il Vicepresidente e Assessore alla Salute, Politiche Sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia-Giulia, dott. Riccardo Riccardi, abbiamo apprezzato la capacità d’ascolto dell’Assessore e colto la complessità e la difficoltà delle azioni che questa amministrazione regionale sta portando avanti nell’ambito della pianificazione e della programmazione nel settore sociosanitario regionale. Nell’ambito di un confronto costruttivo, crediamo utile con questa missiva ricordare, ancora una volta, le ragioni per cui sosteniamo convintamente che a Latisana debbano essere garantite le urgenze base della popolazione vale a dire la chirurgia generale, la ginecologia, l’ostetricia, la pediatria, l’urologia, l’otorinolaringoiatria. 
            La strategicità dell’Ospedale di Latisana nel tessuto regionale è evidente per ragioni di tipo territoriale. L’Ospedale di Latisana, infatti, serve un territorio assai ampio e decentrato rispetto agli altri ospedali regionali che comprende sia la Bassa Friulana sia una parte del Veneto Orientale (il Comune di San Michele al Tagliamento, la meta turistica di Bibione, le altre comunità friulanofile oltre il confine regionale).
Vogliamo ricordare che per la sua prossimità al Veneto, l’ospedale di Latisana è fonte di introiti di prestazioni sanitarie extraregionali che fruttano al bilancio regionale alcuni milioni di Euro e che potrebbero aumentare in caso di ripristino dei servizi tolti; viceversa aumenterà in maniera considerevole la fuga extraregionale, con ripercussioni negative sul bilancio regionale.
            Un secondo criterio di valutazione è che gli utenti che gravitano sull’Ospedale di Latisana, preme ribadirlo, non sono solo regionali ma anche extra-regionali. Nei mesi da maggio a settembre (inclusi) sull’Ospedale di Latisana orbita il flusso turistico di Lignano Sabbiadoro e Bibione, località rientranti nella Top 20 delle spiagge italiane per numero di presenze di turisti nel panorama nazionale (complessivamente oltre 8 milioni di presenze).
Non è un caso se l’Ospedale di Latisana è stato uno dei primi ospedali a essere interessato, negli anni ‘90, da una profonda riconversione edilizia finalizzata a razionalizzare gli spazi in piastre poliambulatoriali e dipartimenti di degenza con l’obiettivo di conseguire il miglior coordinamento possibile del personale, eliminando spese accessorie e adeguando il livello di confort.
Tale investimento ha prodotto risultati positivi in termini di efficacia ed efficienza ed ha inciso in termini di attrazione sui professionisti. Vero è, infatti, che sempre negli anni ‘90, dalla verifica delle performance ospedaliere operate ai fini della definizione della rete ospedaliera regionale (Legge regionale n. 13/95) l'Ospedale di Latisana presentava il più basso impegno di personale sia per posti letto sia per prestazione, pur erogando prestazioni di media complessità tipici dell'ospedale di rete.
Poi il cambio di passo. Dalla precedente riforma sanitaria fino ad oggi l’Ospedale di Latisana è stato protagonista di un inesorabile ed inarrestabile ridimensionamento. La storia è nota: la sospensione tecnica del punto nascita, la chiusura della degenza pediatrica e della guardia attiva notturna, la soppressione della struttura complessa di ORL, dell'urologia, della terapia del dolore. Ultimo in ordine di tempo il rischio di una possibile sospensione della guardia ginecologica.
Tali criticità devono essere definitivamente superate.
A seguire si elencano alcune delle distanze chilometriche e i relativi tempi di percorrenza che sono tenuti a percorrere gli utenti quando non trovano i servizi necessari a Latisana e devono andare presso altri nosocomi:
LIGNANO-LATISANA                                  21 km              28 min;
LIGNANO - UDINE                                       67 km              62 min;
LIGNANO – PORDENONE                          63 km             52 min;
LIGNANO – SAN DONA’ DI PIAVE             73 km              62 min;
LIGNANO-MONFALCONE                          68 km              62 min;
LIGNANO-GORIZIA                                      78 km              68 min;
LIGNANO – SAN VITO AL T                         45 km              52 min;
LIGNANO- PALMANOVA (OSP)                  49 km              49 min;
(Fonte distanzechilometriche.net)
           Nel 2018 l’attuale Amministrazione Regionale ha scelto, opportunamente, di ridisegnare i confini delle Aziende sanitarie. In particolare, l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale interverrà entro la data del 1° gennaio 2020 così come stabilito dall’art. 11, 6 comma, L. R. n. 27 del 18.12.2018. 
           Il 2019 è un anno transitorio per la costituzione delle nuove aziende (tra cui Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e Azienda Sanitaria Giuliano Isontina), durante il quale definirete le attività dei presidi ospedalieri spoke e le modalità di coordinamento con il presidio ospedaliero Hub di Udine. In questa delicata e complessa fase d’integrazione dell’Ospedale di Latisana con la realtà aziendale Udinese crediamo sia necessario, al fine di conseguire le finalità previste nell’art. 1 della L.R. n. 27 del 18.12.2018, fare le scelte che consentano alla sede ospedaliera di Latisana di funzionare pienamente come nodo strategico della rete regionale delle emergenze-urgenze, svolgendo prestazioni decentrate per acuti, in condizioni di emergenza, urgenza ed alta specializzazione in collegamento diretto con l’Ospedale Hub di Udine per i casi particolarmente complessi e per quelle discipline specialistiche tipiche dell’ospedale HUB.
           Noi sosteniamo che tali scelte consistano nella riapertura del punto nascita e del reparto di pediatria presso la sede ospedaliera di Latisana ove deve continuare ad essere assicurata la guardia pediatrica H 24 oltre al ripristino della struttura complessa di ORL al pari di Monfalcone, San Vito al Tagliamento e Tolmezzo.
           Crediamo che la passata unificazione tra le aziende della Bassa Friulana ed Isontina, profondamente diverse nei modelli organizzativi e di gestione, non abbia giovato in termini di risorse umane e materiali per il mantenimento di gestioni in linea con i processi di ottimizzazione e che quindi si debba invertire la rotta. Le scelte fatte che si sono succedute nel tempo hanno privato di servizi essenziali un presidio ospedaliero ritenuto strategico con funzioni territoriali di area vasta e, aspetto su cui poniamo l’accento, non hanno comportato quella paventata redistribuzione delle prestazioni presso gli altri ospedali dell’ormai ex azienda di appartenenza.
E dunque, preso atto che si prevede l’esistenza di un unico punto nascita tra l’Ospedale di Latisana e quello di Palmanova, per le ragioni sopra esposte, crediamo fermamente che il punto nascita debba essere garantito a Latisana.
La mancata sostituzione dei medici della pediatria è stata presa a pretesto per la sospensione tecnica del punto nascita.
Sono stati poi emanati dei protocolli per la gestione delle emergenze pediatriche che hanno ulteriormente indebolito il nostro nosocomio, fino a poco tempo prima in grado di erogare la maggior parte delle urgenze pediatriche (escluse quelle, numericamente più basse, da centro Hub).
Oggi i bambini che arrivano a Latisana e che devono essere operati per urgenze chirurgiche o che hanno altri problemi di tipo non chirurgico che richiedono un’osservazione prolungata (gastroenteriti, polmoniti, appendiciti ed addome acuti, qualsiasi trauma, tutte le fratture ecc) devono essere trattati a Palmanova.
La popolazione locale è dunque costretta a percorrere lunghi tragitti con i propri mezzi, non essendo agevole l’uso di mezzi pubblici, e a recarsi presso i presidi di Palmanova o Gorizia per ottenere prestazioni diagnostiche e terapeutiche.
Oltre alla percezione di un peggioramento dell’offerta sanitaria sul piano del rapporto con l’utenza, si evidenziano altri effetti non desiderati che le scelte degli anni passati hanno comportato su Latisana.
Un esempio: i protocolli prevedevano che fossero mantenute almeno 1 o 2 sedute al mese di chirurgia ORL (tonsillectomie, asportazioni di adenoidi ect, patologie ORL per le quali in passato l’Ospedale di Latisana è sempre stato un riferimento per la regione Friuli Venezia-Giulia ed il Veneto Orientale); ciò non è stato mantenuto ed in assenza di un reparto di pediatria, dove accogliere i bambini sottoposti ad intervento ORL, la popolazione è costretta a percorrere lunghe distanze per soddisfare i propri diritti di cura, scegliendo di andare in altri ospedali anche extraregionali (Portogruaro -VE).
Altro esempio: la decisione assunta di centralizzare tutta l'attività di chirurgia urologica su Gorizia, rinunciando all'utenza extraregionale che aveva trovato in Latisana un punto di riferimento, ha rappresentato nei fatti la volontà di proseguire un’azione programmatoria miope e non una valida strategia in termini di efficacia ed efficienza in termini di programmazione per il sistema sanitario regionale.
Latisana è sede di attività per la chirurgia maggiore però i servizi annessi (centro trasfusionale ed emodialisi urgenti) sono solo parzialmente rappresentate. Giacché la vita media è in costante aumento e le patologie urologiche nei cittadini di età avanzata sono sempre più frequenti, è indispensabile un servizio di urologia che faccia fronte alle esigenze di queste persone.
Senza dilungarci oltre, ci rivolgiamo a Voi auspicando una pronta risoluzione delle emergenze ormai croniche in atto nel presidio di Latisana.
Un ospedale dell’emergenza urgenza come quello di Latisana per poter ben funzionare deve poter contare su un punto nascita e di un reparto di pediatria.
Vogliamo ricordare che dal 2014 giace un’intera area ospedaliera ristrutturata (costata diversi milioni di Euro) creata ad hoc per accogliere l’area materno-infantile, chiusa, inutilizzata e mai inaugurata.
La recente nomina del dott. Roberto Copetti quale responsabile dell’area Pronto Soccorso e dell’Area dell’Emergenza/Urgenza rappresenta indubbiamente un segnale incoraggiante ma temiamo non possa bastare per conseguire l’obiettivo di un effettivo potenziamento del nosocomio anche in termini di attrattività di giovani e validi professionisti.
            Nella speranza di aver fornito qualche elemento utile alle Vostre valutazioni, l’occasione è gradita per porgere i migliori auguri di buon lavoro.