Gli insegnanti devono poter fare domanda di mobilità volontaria per altra amministrazione

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Il lavoro dell’insegnante è indubbiamente un lavoro che richiede molte energie non solo per quello che si svolge in classe, ma anche per la mole di lavoro che viene portato a casa a discapito della vita personale e familiare. A questo bisogna aggiungere una preparazione sempre più legata alle necessità didattiche con un continuo aggiornamento ed una notevole promiscuità di incombenze burocratiche sempre più logoranti.

L’avanzare dell’età, inoltre, produce una minore dose di energia necessaria alla gestione della classe, ma anche un divario generazionale che non aiuta nell’interazione con gli studenti.

Un insegnante che vuole fare bene il suo lavoro si trova, quindi, inevitabilmente, a subire una mutazione dei parametri di stima del proprio operato: si provano senso di impotenza, sensi di colpa per non essere performanti come un tempo e una serie di somatizzazioni oramai più che note.

Si innesca un fenomeno di isolamento perché il soggetto ritiene di non avere abbastanza credibilità nel manifestare il proprio disagio, certamente gli stereotipi ormai conclamati nella società riguardo il lavoro degli insegnanti non aiutano.

Il malessere si riflette sia in ambito professionale che familiare e l’idea di non avere vie di uscita, alternative lavorative e tempo per una riconversione professionale inducono in una discesa verso un baratro in cui l’insegnante scrupoloso e dedito anima e cuore al suo lavoro rimane senza energie, schiacciato dal senso di fallimento e di impotenza con inevitabili riflessi sulla salute.

Il fatto che si tratti di un lavoratore puntuale, professionale, scrupoloso, che ha sempre fatto il suo dovere e che può ancora essere molto utile alla società se tolto dall’ambiente scolastico dove ha dato tutto quello che poteva dare non trova riscontro nelle possibilità che l’amministrazione offre per casi del genere. Un lavoratore serio e con esperienza potrebbe essere ancora un valido elemento da inserire in altra amministrazione e lascerebbe il posto a giovani leve con energie fresche e maggiore feeling generazionale con gli studenti.

Attualmente la normativa prevede la mobilità volontaria verso altra amministrazione per tutti i dipendenti statali di qualsiasi amministrazione, tranne che per gli insegnanti. Tale limite è sicuramente discriminante e non se ne ravvisa la ragione.

Pertanto si propone una petizione affinchè il legislatore cambi l’attuale normativa e permetta ad un insegnante che ha raggiunto i cinquanta anni di età e che ha maturato almeno venti anni di servizio negli istituti statali di poter, volontariamente, se ne ravvisa la necessità, far ricorso alla mobilità volontaria presso altra amministrazione potendo svolgere un ruolo secondo le sue competenze e, come già avviene per i dipendenti di altri enti, mantenendo la situazione contributiva più favorevole tra quella precedente e quella percepita dai dipendenti della nuova amministrazione a parità di livello.



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