Restituiamo classi sottratte in organico di diritto

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Siamo circa 212 docenti perdenti posto nella scuola secondaria di secondo grado della provincia di Cosenza, di cui 68 sui corsi serali e 34 sulle sedi carcerarie, secondo l’organico di diritto pubblicato dall’ATP di Cosenza il 10 giugno, con soppressione di classi per la formazione degli adulti, nonostante i numeri risultanti dai dati che ogni scuola si è premunita di raccogliere e inviare.
Ecco cosa scrivono alunni dei corsi serali e delle sedi carcerarie in lettere inviate alle autorità competenti:
“… Non una grigia stanza con tanti banchi in file parallele, no! Una seconda opportunità. […] privarci oggi del diritto inalienabile all’istruzione, domani di vederci penalizzati nel non occupare un posto in società… Studio, istruzione, da domani solo un sogno per noi studenti padri e lavoratori, solo paroloni da leggere su un dizionario.”
“La Scuola rappresenta per noi detenuti l’unica scelta LIBERA all’interno delle mura carcerarie… ci offre una speranza per il futuro. Toglierci la scuola significa toglierci tutto perché la scuola è tutto ciò che abbiamo.”
Si tratta di una lesione del diritto all’istruzione non rispettando l’art. 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e l’art. 34 sul diritto allo studio, ai danni di tutte quelle persone che fino a qualche giorno fa ancora pensavano di poter scegliere quando iscriversi a scuola senza limiti di età o di condizione sociale.
Abbiamo appena svoltato il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e non ci vergogniamo di attaccare in modo così vile il Diritto all’istruzione.
In un momento storico in cui si parla tanto di Inclusione a vasto raggio, chiudiamo le porte alla scuola nelle carceri e nei corsi serali, cioè neghiamo il diritto all’istruzione pubblica alle persone in difficoltà, alle persone sofferenti, alle persone che sono fuori dal contesto.
In-cludere, portare dentro un contesto chi ne sta fuori. Invece chiudiamo le classi e chi è fuori resti fuori per sempre.
Oggi questo… e domani?
È importante firmare e diffondere questa petizione per tutelare un diritto fondamentale di ogni persona