Fermiamo l'ampliamento (di 360mila metri cubi!) della discarica di Santa Lucia, Atri (TE)

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Nonostante nel 2018 in una procedura di ampliamento ben più modesta (di 12mila metri cubi), il nostro Comune era stato chiarissimo esprimendo parere negativo a qualunque ampliamento ed anche la Asl si oppose per motivi igienico-sanitari, ad oggi si ripropone un nuovo ampliamento che prevede due nuovi lotti, di 360mila metri cubi in totale (QUADRUPLICANDO la volumetria dell’invaso attuale!!!).

Una discarica vicina poche centinaia di metri da famiglie (oltre 20), in prossimità di una riserva naturale e soprattutto vicina ad aziende con produzioni agricole di alto pregio per il nostro territorio, minacciate quotidianamente dall’espansione della discarica. Una discarica che il Consorzio promuove ancora nel 2019 come se fosse la sola strada per il territorio, restando agganciato alle logiche degli anni’80 e’90, senza aggiornarsi sulle pratiche migliori e senza fare davvero gli interessi dei Comuni e dei cittadini.

L’inquinamento dell’acqua di falda è realtà da molti anni, e ha avvelenato i pozzi per l’irrigazione dei campi ad oggi inutilizzabili, generando un danno all’economia del territorio mai quantificato. Il Consorzio avrebbe dovuto monitorare e promuovere progetti di risanamento, al contrario si sono avvicendati CdA e tecnici che ritenevano più urgente discutere degli emolumenti che della grave situazione in cui versava la discarica. Nel frattempo due sentenze (l’ultima del 2011), e i verbali dell’ARTA accertavano il perdurare di sversamenti nell’ambiente, nessun ente si è assunto la responsabilità di interrompere la compromissione del luogo, promuovendo l’iter per la caratterizzazione e la bonifica fino al 2016.

I cittadini sottoscrittori e firmatari di tale petizione chiedono: il non ampliamento e la chiusura definitiva dell’impianto di discarica e trattamento rifiuti, sito in contrada Santa Lucia del comune di Atri.

La presente richiesta è finalizzata a:

  • tutelare la salute generale dei cittadini;
  • evitare la contaminazione delle falde idriche presenti che avrebbero un forte impatto sulle attività agricole;
  • evitare l’alterazione della qualità dell’aria nonché della stabilità dei di terreni ove essa ubicata;
  • preservare un sito di interesse comunitario (S.I.C.) e posto sotto vincolo paesaggistico.