CARCERE: FACCIAMOLI LAVORARE per una detenzione Ri-educativa

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Ho sempre pensato che la prigione fosse una bruttissima punizione per un essere umano, ma essere detenuto senza fare niente tutto il giorno per l'umano può essere pure peggio. Peggio per quanto riguarda l'impoverimento delle risorse dell'essere, peggio perchè quando esci da lì SEI PEGGIO !!!

Credo che lavorare, pianificare, costruire, progredire possano veramente nobilitare l'animo di una persona e possano anche integrarlo di più che uscire SENZA SAPER FARE NULLA. Se un detenuto imparasse a fare cestini di vimini, lavorare il marmo, fare il falegname, fare l'imbianchino, l'idraulico, fare entry data (lo Stato avete una vaga idea di quanto Entry Data avrebbe bisogno ?!?), quindi usare il computer, rispondere alla posta interna (ovviamente non per comunicare esternamente...), coltivare, etc. uscirebbe dal carcere con una proposta sociale, un progetto su di sè, delle nuove competenze spendibli e non si sarebbe fatto mantenere per giorni, mesi, anni.

Una volta un paziente mi disse "Dottore, io potrei andare in comunità o in prigione. Quasi quasi vado in prigione così non devo fare i lavoretti come in comunità, mi mantengono e quando esco sono più rispettato nel quartire perchè ho fatto la galera...!".

E' questo il messaggio che passa, è questa l'educazione che impartisce la prigione: nobilitarti nell'ambito della criminalità e non della società.

Cambiamo la legge, se posso obbligarti a non essere libero allora posso indurti anche a lavorare, non nascondiamoci dietro una ipocrisia.



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