Vittoria confermata

Solidarietà per la Mostra " Razzismo in cattedra "di Trieste

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1.053 sostenitori!


Onorevole Ministro,

siamo educatori , docenti e Dirigenti Scolastici, e ci rivolgiamo a Lei , quale garante del Ministero che cura e sostiene le politiche scolastiche del nostro Paese , chiedendo un suo autorevole intervento sui  noti e preoccupanti fatti che recentemente hanno coinvolto  la comunità educativa del Liceo Petrarca di Trieste. Riteniamo doveroso esprimere la nostra piena e totale solidarietà al Liceo Petrarca, alla Dirigente scolastica, ai docenti e agli studenti  che hanno lavorato tanto, e con tanto rigore scientifico e storico, per preparare la mostra “Razzismo in cattedra” nella consapevolezza di fare quanto richiesto alla Scuola di Stato dalla Costituzione.La mostra doveva richiamare alla mente di tutti quanto accaduto 80 anni fa: la messa in atto di un percorso discriminatorio e innegabilmente razzista che tanto male ha fatto alla scuola e alla società italiana.Noi che facciamo della ricerca storica e  della  riflessione attiva e condivisa uno strumento per la comprensione del passato e per la costruzione del futuro, non possiamo che rimanere perplessi su quanto è accaduto e ci interroghiamo sul significato profondo di quella che appare come una vera e inspiegabile “censura” da parte di una Istituzione pubblica nei confronti di un’altra importante istituzione pubblica – la scuola- che ,peraltro,  operava in stretta collaborazione con alte istituzioni della conoscenza  come l’Università .  La scuola ha il pieno diritto/dovere di favorire la libera espressione nell’ambito di un dovere che promana dalla Costituzione e noi educatori lavoriamo quotidianamente per fornire agli studenti strumenti per costruire autonomamente quello spirito critico necessario a diventare persone mature e cittadini consapevoli e responsabili.  Abbiamo sempre favorito l’incontro delle giovani generazioni con i grandi testimoni della Storia e non possiamo dimenticare o sottacere di aver sentito la profonda sofferenza di molti testimoni, sopravvissuti alle discriminazioni e allo sterminio. Per molti di loro, allora bambini o ragazzi,  tutto era cominciato proprio con quella triste giornata in cui la scuola e  gli insegnanti ,che tanto amavano e rispettavano, li costrinsero ad allontanarsi dall’ aula familiare,  dalla loro classe, dai propri compagni e amici con cui fino al giorno prima avevano condiviso tutto! Ascoltare  le testimonianze di Piero Terracina, Sami Modiano, delle sorelle Bucci e di molti altri  è sufficiente per comprendere che il messaggio che proviene da quella semplice locandina della  mostra -  peraltro una delle tante che in tutta Italia si sono susseguite in questo anno di commemorazioni-  non è “troppo forte” ma racconta in tutta la sua drammaticità ciò che 80 anni fa è stato e che non possiamo e non vogliamo dimenticare . Certo la mostra di   Trieste assumeva un significato ancor più rilevante : basta guardare le immagini  e rileggere le parole pronunciate all’epoca in una gremitissima Piazza Unità d’Italia per rivivere con sofferenza e orrore un’offesa all’Uomo e al tessuto sociale e civile del nostro Paese! La scuola tiene viva e attenta la coscienza dei giovani che le vengono affidati, sia  quotidianamente attraverso la didattica e lo studio delle diverse discipline che  grazie ai diversi percorsi sulla Memoria. Noi dirigenti e docenti siamo abituati alla trasmissione attraverso la parola e non  abbiamo dunque paura delle parole né delle immagini ,perché sappiamo che esse sono neutre e che  la lettura errata sta nella mente e nel cuore di chi ascolta o legge. Siamo abituati a chiamare le cose con il loro nome e pertanto l’espressione “Razzismo in cattedra” non ci indigna perché rende in modo esplicito e non allusivo un quadro chiaro di cosa è avvenuto 80 anni fa con la speranza e l’impegno che tutto questo non accada MAI PIU’, impegno che noi fermamente rinnoviamo con responsabilità e senso delle istituzioni democratiche.

 



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