Scuola in presenza: o tutti o nessuno

Scuola in presenza: o tutti o nessuno

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Arianna Segato ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Il ritorno della DAD in alcune regioni e luoghi d'Italia ha riportato alla luce quella che, secondo noi, è una grave ingiustizia che mina i diritti fondamentali espressi nella nostra Costituzione.

E' infatti stabilito che per i figli di alcune categorie di lavoratori, detti Key Workers, sia garantita la didattica in presenza. In soldoni: i figli di medici e infermieri e di altre categorie non ancora del tutto specificate, possono frequentare la scuola regolarmente. Gli altri no.

Riteniamo che questa attuazione del Miur relativa alla direttiva del 4 marzo 2021 che ingloba il Piano Scuola 2020-2021 (“Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione”, approvato con DM 26 giugno 2020, n. 39) sia in netto contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana che dice espressamente:

tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

E ancor di più è in contrasto con l’art. 34 della Costituzione che dice espressamente:

"la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita." 

Non riteniamo corretto che le scuole possano assecondare questa dinamica senza battere ciglio e così ghettizzare bambini e creare un precedente su un principio fondamentale che è il diritto di ogni singolo bambino all’istruzione che è, tra l'altro, un diritto costituzionale.
Riteniamo che in un paese civile non sia accettabile che possano esistere dei bambini di serie A e dei bambini di serie B e, ancora peggio, che la scuola non possa mobilitarsi o contrastare questa nota del Ministero dell’Istruzione.

Nel programma di educazione civica della scuola primaria ai nostri figli viene insegnato quanto segue:

"Ogni bambino e ogni ragazzo ha i diritti elencati nella Convenzione; non ha importanza il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parla, né se è disabile, né se è ricco o povero."

Art. 2, tratto dalla Convenzione sui diritti dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.

Capiamo che i singoli istituti possano essere impotenti davanti ad una decisione calata dall’alto; tuttavia desideriamo esprimere la nostra disapprovazione rispetto a quanto sta avvenendo, sperando che questa nostra petizione serva da spunto per una riflessione più ampia e profonda rispetto a quella sulle problematiche logistiche legate alla gestione dei figli.

Riteniamo che siano in gioco valori più assoluti quali l’uguaglianza e il rispetto dei diritti che tutti noi cittadini abbiamo indistintamente, senza distinzioni di alcun genere e che se tutti noi genitori dovessimo avere anche solo un modo per opporsi o per far sentire la propria voce alle istituzioni, sia necessario adottarlo.

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