Precari scuola come neolaureati?!

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Dopo anni tra università e scuola ho scelto di essere prof alle superiori dedicandomi con passione solo a quello. Ho un dottorato e diversa esperienza maturata in ambito accademico (nella stessa disciplina - letteratura italiana - che insegno in classe), cui si aggiungono gli anni come precario nella scuola (che significa molte cose, ma semplificando: per le supplenze brevi, fare in modo che le classi non perdano tempo e continuità didattica; per le supplenze annuali, programmare e insegnare come se si potesse accompagnare la propria classe attraverso tutti gli anni che la separano dal diploma e in realtà doverla abbandonare ogni anno). Parliamo tanto dell'importanza dell'educazione (della prevenzione, dei giovani etc.): è possibile che adesso i tantissimi, troppi prof che fanno funzionare la scuola in nome di una passione che con la professione ha in comune solo la rima - visto che sono appunto "precari" e ogni anno devono ricominciare da capo tutto -, debbano trovarsi considerati alla stregua di neolaureati?! Il prossimo concorso per la scuola che il ministro prospetta non dà alcun riconoscimento all'esperienza pregressa (come pure ai dottorati e a tutti quei periodi di formazione postdoc e assistentato universitario che, paradossalmente, spesso concorrevano alla formazione proprio dei futuri docenti): è possibile che nessuna sigla sindacale ritenga doveroso intervenire in merito?! C'è bisogno dell'aiuto di ciascuno perché la scuola non divenga una scatola dove inserire indistintamente figure professionali imprecise, con poca o nulla esperienza e scarsa motivazione!



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