Esami di Stato: le regole si danno all’inizio del gioco.

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.


Immaginate di essere un ballerino che per 5 anni lavora alla preparazione del saggio il cui superamento determinerà la sua carriera professionale e, dunque, buona parte della sua esistenza. Il ballerino prepara ed esercita passi e coreografia, in 5 anni di studi e prove. Poi, poco tempo prima della prova finale, gli si dice che invece che Tchajkovkij avrà come base musicale Ravel e che non potrà utilizzare le sue scarpe abituali, ma che gli verrà fornito un diverso paio. In un estremo tentativo il ballerino chiederà almeno di avere le nuove scarpe in tempo per potervi adattare piede e movimenti, al fine di dare il meglio di sé, ma viene messo in un’inutile attesa che riduce ulteriormente i giorni che lo separano dalla prova finale.

Quanto sin qui tratteggiato è pressappoco la versione ridotta e semplificata della condizione di lavoro di Studenti e Docenti di tutta Italia in conseguenza della riforma dell’Esame di Stato. Una riforma somministrata come una cura omeopatica, a piccolissime e progressive dosi distribuite nell’arco dell’anno scolastico in corso.

L’Esame di Stato è l’accertamento del percorso quinquennale dello Studente oltreché, per gli Studenti, un momento di passaggio carico di significati e attese. Come può questo esame essere incongruente nei contenuti e nelle forme rispetto a quei 5 anni di percorso? Un esempio di grave incongruenza è (cito solo uno dei più discussi) la marginalizzazione della storia nel nuovo esame di stato, in contrasto con la centralità che essa deve assumere in un sano sistema d’istruzione per costruire gli anticorpi contro l’inselvatichirsi e contro la regressione della civiltà. Altrimenti non è scuola.

All’inizio di ogni anno scolastico i docenti dedicano ore su ore ai momenti collegiali per strutturare programmazioni di classe e di dipartimento coerenti con le Linee guida ministeriali e in vista di una preparazione dell’esame finale.Si operano scelte didattiche e metodologiche conformi “alle regole” e periodicamente, con ore su ore di altri momenti collegiali, se ne valutano l’efficacia e la pertinenza con le direttive ministeriali.

Ora, nell’anno scolastico in corso, è accaduto che le direttive ministeriali hanno apportato radicali cambiamenti all’esame (che è come dire all’intero percorso formativo) senza considerare che il percorso formativo delle attuali classi quinte è ormai giunto quasi al termine ed è dunque immodificabile rispetto ad un esame inesorabilmente modificato.

L’aspetto più preoccupante della scuola legale per chi invece lavora nella scuola reale è che tali modifiche, ad oggi 4 marzo 2019, ancora non sono complete. Ci travolge lo sconcerto, inoltre, nel constatare che le fonti informative sono spesso prima le pubblicazioni sui social media poi i decreti (“O tempora, o mores”).

L’Esame di Stato è cosa seria, dunque le regole si stabiliscono all’inizio e l’inizio coincide almeno con il 3° anno di scuola superiore. Solo dopo un triennio finale programmato in vista dell’esame riformato si potrà affrontare seriamente e dignitosamente (nonché ragionevolmente) un nuovo Esame di Stato.

In conclusione: con la presente petizione si chiede che nell’Esame di Stato 2019 almeno il colloquio si svolga nelle modalità e con le finalità che erano proprie degli esami degli anni precedenti. Almeno il colloquio poiché è la fase d’esame rimasta più incerta nelle sue modalità di attuazione. Almeno il colloquio per consentire di assimilare, per coerenza con il principio omeopatico, prima le novità delle prove scritte che già di per sé pongono varie problematiche (come dimostrano gli errori e le incongruenze emersi nei testi delle simulazioni già pubblicate). Ciò consentirebbe almeno di non aggiungere le numerosissime incertezze inerenti al colloquio riformato, evitando così che questo cambiamento di regole, tanto intempestivo e scriteriato, in corso di gioco non ci veda tutti perdenti.

Maria Giovanna Gori



Oggi: maria giovanna conta su di te

maria giovanna gori ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Marco Bussetti: Esami di Stato: le regole si danno all’inizio del gioco.". Unisciti con maria giovanna ed 257 sostenitori più oggi.