Contro l'ottusa e tirannica gestione dell'istituto scolastico "Medi" di Barcellona P.G.

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Richiesta di sospensione/trasferimento/revoca dell’incarico per incompatibilità ambientale ai sensi degli artt. 468 e 469 D.lgs. 16/4/1994 n 297 e successive modifiche e integrazioni, e per mancato raggiungimento degli obiettivi ex art. 21 D.lgs. 30/3/2001 n. 165 e successive modifiche ed integrazioni.

Un dato incontrovertibile conferma il fallimento: è il numero degli iscritti.

 L’utenza ha ben capito, tant’é che il numero degli studenti è diminuito di circa 200/300 unità.

Alla data della sua nomina presso il liceo classico Valli (2014), questo aveva quattro sezioni. Nel 2018 è passato ai soli 23 iscritti della prima classe. Le due classi terze di quest’anno 2018 sono state accorpate per mancanza di alunni.

 Neanche il calo demografico potrebbe giustificare il disastro, in quanto gli iscritti delle scuole del circondario non hanno subito un decremento così vistoso e preoccupante:

 - il Classico Valli aveva circa 400 iscritti nel 2014, nel 2018 vi sono circa 180 iscritti con una perdita quindi che si aggira intorno al 60%; negli ultimi quattro anni si è registrato un costante peggioramento, smaltite le due attuali classi IV e V è possibile prevedere una ulteriore contrazione a 75/80 iscritti, con una perdita dunque, rispetto al 2014, dell’80% circa;

- il liceo Copernico di Barcellona P.G. ne aveva 850 nel 2014, ne ha 760 nel 2018, con una leggera perdita del  10%  circa;  

- il Fermi di Barcellona P.G. dal 2014 è pressochè stabile;

- il liceo Classico Impallomeni di Milazzo dal 2013 è stabile, quest’anno ha aumentato gli iscritti di qualche unità;

- l’Istituto E. Maiorana di Milazzo ha quasi 1800 iscritti;  

- i licei classici nazionali registrano un boom di iscrizioni.

Quel liceo Valli con una classe docente seria, preparata ed esigente (veniva definita terribile) come si addice ad una scuola che ha il compito di formare la futura classe dirigente, non esiste più. Non ci sono più i vari professori Ginebri, Sclafani, Aragona, Aparo, Leotta, Manganaro, Pagano, Calabrò, ci scusino se ne abbiamo dimenticato qualcuno. L’attuale classe insegnante è lo specchio della dirigenza ed in massima parte mediocre sotto tutti gli aspetti ed acriticamente supina ai voleri della dirigente. Le poche eccezioni alcun argine possono porre a questa alluvione di mediocrità, anzi vengono mobbizzate proprio per la loro autonomia intellettuale e per la loro dignità che non gli permette di assumere squalificanti atteggiamenti  cortigiani tanto cari alla dirigente.

A questo dato incontrovertibile, si può aggiungere quanto segue:

1.  sul sito della scuola non è mai stata pubblicata la situazione patrimoniale della dirigente e del prof. Claudio Rosanova, suo vicario. Mancanza sanzionata dall’art. 47 del D.lgs. 14/3/2013 n. 33.

 2. Le regalie alla dirigente sono una costante,  in spregio al Codice di comportamento dei pubblici dipendenti (DPR n. 62 del  16/4/2013) i cui artt. 4 e 13 vietano per l’appunto di accettare regali.

3. I finanziamenti europei dovrebbero colmare il divario rispetto alle altre regioni italiane e fornire quindi servizi agli studenti. La finalità viene clamorosamente disattesa dall'estratto del PTOF - Piano Triennale Offerta Formativa con il quale è stato stabilito, fra l'altro, che gli studenti devono versare un contributo volontario di € 50, che viene ridotto a 15 per i ragazzi svantaggiati a cui però sono precluse tutte le offerte formative (corsi pomeridiani, gite, partecipazione ai progetti formativi, ecc.). È palese come la dirigente ignori i principi costituzionali di uguaglianza e delle pari opportunità (articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana) specificati nell'art. 34 della Costituzione stessa, nonché il principio cardine di tutta la normativa scolastica finalizzato a rimuovere ogni ostacolo alla formazione degli studenti.

4. In più occasioni sono stati chiesti contributi extra in denaro, anche piccole somme di € 0,50 a ciascuno studente; è avvenuto -per citare un’occasione- per la mega festa organizzata per l'inaugurazione del nuovo plesso Palacultura di via Sant'Andrea (peraltro, in seguito  risultato non in regola con  la normativa sulla sicurezza). Di tutti questi contributi non è mai stato dato alcun resoconto.

5. Il “Bonus docenti”  deve essere assegnato da una Commissione di valutazione a chi si è  particolarmente distinto. Ebbene:

-- sui criteri per l’assegnazione sorgono seri dubbi che derivano dal fatto che vi sono docenti bravi e pure qualche eccellenza a cui non viene assegnato il bonus, anche creando i presupposti a monte per impedire loro di accedervi (ad esempio non gli si consente di svolgere alcuna attività per far venire meno questo tipo di presupposto per l’assegnazione) riservandolo ai fedelissimi, a prescindere dal merito;

-- il rappresentante degli studenti nella Commissione di valutazione non è mai stato democraticamente eletto ma scelto per cooptazione dalla dirigente, mentre tutti i docenti della Commissione di valutazione si sono auto assegnati il bonus. Quando il rappresentante degli studenti (quello democraticamente eletto) ha chiesto spiegazioni è stato trattato malamente e gli è stato detto dalla dirigente: “Me ne frego della democrazia, questa è la mia scuola e faccio quello che voglio”.   

Ci si ferma qui, altrimenti l’elenco delle malefatte diverrebbe sterminato. Comunque si resta a completa disposizione del MIUR per gli approfondimenti del caso.



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