Esami in sicurezza: per tutti, non per pochi!

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Buongiorno,


Le scriviamo in qualità di studenti preoccupati per la propria salute e per la propria carriera universitaria. Il 30 novembre ci è stata inviata una mail con la quale siamo stati informati che a partire dal 2 dicembre gli esami si sarebbero svolti nuovamente in presenza.

Le vorremmo elencare alcune nostre preoccupazioni in merito a questa decisione comunicataci con così poco preavviso, a così pochi giorni dall’inizio della sessione straordinaria.

1) Vorremmo farLe presente che un elevato numero di studenti dell’Ateneo è fuori sede e che, dopo aver ricevuto la comunicazione, si trova nelle condizioni di dover acquistare biglietti per treni, aerei e altri mezzi, che oltre ad essere molto costosi in generale e a maggior ragione se prenotati con scarsa tempestività, in alcune situazioni addirittura non sono più acquistabili. Nella condizione epidemiologica attuale i mezzi di trasporto rappresentano i luoghi a più alto rischio contagio e in determinate regioni per raggiungere un aeroporto o una stazione si deve necessariamente usufruire di altri mezzi come pullman o treni con un aumento sostanziale del rischio.

Inoltre, il rischio di contagio si aggrava nel momento in cui vengono riuniti nella stessa stanza studenti provenienti da varie parti d’Italia. Alcuni studenti stanno svolgendo il tirocinio nelle proprie regioni di residenza ed essere costretti a viaggiare per svolgere gli esami rappresenta un ulteriore ostacolo che si aggiunge alla già difficile situazione che tutti noi stiamo affrontando.

Le chiediamo di considerare il fatto che molti studenti hanno pagato l’affitto di case in cui non hanno abitato per mesi e che di conseguenza hanno deciso di tornare nella propria regione per non gravare ulteriormente sul bilancio familiare e anche per stare vicini alla propria famiglia in un momento così delicato. Questi studenti ora sarebbero costretti a mobilitarsi con vari mezzi e dispendio di risorse economiche già esigue per poter attraversare le regioni. Le motivazioni per le quali alcuni di noi hanno deciso di ritornare nelle proprie città di residenza sono svariate ma ci terremmo a sottolinearne una in particolare: il fattore psicologico. Crediamo sia un nostro diritto trovarci nel luogo in cui ci sentiamo a nostro agio in una situazione così delicata.

2) Anche se potrebbe sembrare irrilevante, ma nella maggior parte dei casi non lo è, ci terremmo a far presente che la mancanza di un adeguato preavviso nelle comunicazioni provoca svariati disagi, tra cui il cambiamento delle modalità degli esami che, salvo rare eccezioni, comporterebbe un diverso approccio alla preparazione.

3) Ci teniamo a sottolineare che nella maggior parte degli Atenei italiani, anche in zona gialla, gli studenti hanno la possibilità di scegliere la modalità di svolgimento degli esami. È stata presa una decisione coerente per tutto il semestre ed è stata mantenuta tale senza modifiche improvvise che mettessero in difficoltà gli studenti e le loro famiglie a livello economico e/o organizzativo. Le chiediamo quindi di considerare le altre realtà universitarie e magari di allinearci alle loro scelte, dal momento che tutti gli studenti dovrebbero avere gli stessi diritti a livello nazionale, senza alcune distinzioni di Ateneo. Riteniamo inoltre opportuno che i rappresentanti, e così gli studenti stessi, venissero informati e coinvolti prima di prendere determinate decisioni, poiché impattanti sostanzialmente su di Noi.

4) Tra le motivazioni fornite alla stampa per quanto riguarda il ritorno alla classica modalità di svolgimento degli esami una in particolare è stata messa in risalto: la possibilità di copiare. Riteniamo che ci siano diversi modi per assicurarsi che ciò non avvenga: condivisione dello schermo durante lo svolgimento, sguardo fisso verso la webcam, software utilizzati da altri Atenei che indicano addirittura il movimento del mouse e altri accorgimenti che potrebbero essere adottati dai Docenti. Inoltre in un'intervista in diretta TV nazionale è stato affermato che in assenza della didattica in presenza gli studenti bighellonassero.

In definitiva Le chiediamo: maggiore preavviso per i futuri cambiamenti e le rispettive comunicazioni, maggiore coinvolgimento dei rappresentanti e degli studenti per quanto riguarda le decisioni che riguardano la nostra carriera universitaria, allineamento alle modalità di gestione dell’emergenza adottate dagli altri Atenei italiani, rivalutazione delle scelte prese il 30 novembre dal momento che molti studenti non saranno in grado di essere presenti in Università per problemi di trasporto e di sicurezza e, di conseguenza, saranno obbligati a perdere una sessione di esami molto importante.


Comprendiamo quanto sia complesso prendere decisioni definitive in un momento così particolare e la ringraziamo per il tempo che ci dedicherà leggendo quanto abbiamo scritto.

In attesa di un Suo riscontro
Cordiali saluti

Martedì, 1 Dicembre 2020