Riconoscimento della professione di lashmaker

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Egregio On. Di Maio,
siamo un gruppo di lashmaker che, da diversi anni, opera nel settore della bellezza come applicatrici di extension ciglia.
Nel corso degli ultimi anni, questo trattamento ha visto un grande aumento di richiesta da parte delle clienti e possiamo dire, con assoluta certezza, che questo settore è in crescita.
Ognuna di noi, per un motivo o per un altro, si è inventata questa professione, che svolge con serietà e a seguito di numerosi corsi professionali.
Ad oggi, però, la nostra professione non è riconosciuta legalmente e ci rifiutiamo di aspettare oltre 20 anni, come è successo alle onicotecniche.
Il nostro lavoro viene erroneamente categorizzato sotto la qualifica di estetista e lo stato, per permetterci di aprire un'attività in proprio, ci chiede di dedicare 3 anni della nostra vita e una decina di migliaia di euro a una scuola estetica, dove, per assurdo, questa tecnica non viene nemmeno insegnata in modo altamente professionale.
Numerose estetiste, infatti, per imparare la tecnica si vedono costrette a frequentare corsi esterni.
Noi non operiamo sul corpo delle clienti: non facciamo massaggi, non facciamo pulizie viso, non facciamo cerette, non facciamo trattamenti corpo e non usiamo macchinari. Non siamo estetiste.
Le competenze tecniche per svolgere il lavoro di lashmaker (anche denominate come "tecniche delle ciglia) le abbiamo già ampiamente acquisite e troviamo assurdo dover seguire un percorso formativo finalizzato a imparare un lavoro che non ci interessa e non faremo mai.
Questo mancato riconoscimento, inoltre, permette a molte ragazze di lavorare nell'illegalità, applicando extension ciglia a casa e in nero senza nemmeno aver seguito un corso (imparando, ad esempio, da youtube), causando seri danni alle clienti che si affidano a loro.
Richiediamo, pertanto, di essere ascoltate: la professione di lashmaker è riconosciuta in tutta l'Europa come figura a sè stante, tranne che in Italia.
Se dobbiamo far parte dell'Europa, vogliamo farne parte anche sotto questi aspetti.
Richiediamo, quindi, di vederci riconosciute legalmente come "tecniche delle ciglia", e non estetiste, e di poter aprire legalmente le nostre attività.
Ovviamente ci rendiamo disponibili ad affrontare esami di stato mirati a qualificarci come applicatrici professionali, in modo da poter combattere l'abusivismo ma di dare anche la possibilità alle persone oneste di poter lavorare liberamente e in pace con lo stato.
La preghiamo di fornirci una risposta, siamo anche disponibili a un incontro faccia a faccia per discutere della questione, qualora lo ritenesse necessario.
Le referenti da contattare sono:
Sabrina Costanzo
sabrina.costanzo@yahoo.it
338.2207604
Michela 
michelaerri@yahoo.it
Grazie,