Liberate i pescatori di Mazara del Vallo

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Dal 1° settembre 2020, 18 pescatori della flotta peschereccia di Mazara del Vallo (TP)  sono sequestrati in Libia ed allo stato attuale sono nello stato di detenzione. Inizia tutto la notte del 1° settembre quando 4 pescherecci mazaresi, Medinea, Antartide, Nicolino ed Annamadre vengono affiancati da alcuni militari libici a bordo di motovedette che intimano ai pescherecci di fermarli e seguire facendo salire a bordo di un gommone i capitani delle quattro imbarcazioni.

Durante il tragitto verso il porto di Bengasi due dei pescherecci riescono a fuggire mentre gli altri due, Antartide e Medinea invece arrivano in porto. L'accusa mossa dai militari libici sotto il regime del generale Haftar, è quella di aver invaso le acque nazionali libiche pescando in esse ma così non è perché per il diritto internazionale le acque nazionali si estendono fino a 12 miglia nautiche dalla costa del paese invece la Libia autonomamente ha deciso di espandere i confini nazionali fino a 74 miglia marittime.
Fatto sta che dal primo settembre 18 pescatori sono detenuti nelle prigioni di Bengasi senza avere nessun contatto con i propri familiari che, l'ultima volta, li hanno sentiti il 16 settembre grazie ad una telefonata che sono riusciti a fare ma che è durata appena qualche minuto.

La soluzione al problema è quella che il Ministro degli Esteri Luigi Di Majo insieme alle varie ambasciate e soprattutto insieme alla Comunità Europea di cui l'Italia fa parte, dovrebbe interloquire con il generale Haftar ed avviare delle trattative internazionali aiutato dall'ONU e dalla Comunità Europea così da poter risolvere una volta per tutte il grande problema della acque internazionali e della acque nazionali libiche.

E' assurdo che delle persone che per 20-30 giorni sono lontane da casa, in mezzo al mare per lavorare, debbano essere costantemente sotto attacco da parte dei libici che decidono autonomamente di sequestrare persone, decidere leggi, chiedere riscatti come se l'Italia non fosse neanche considerato uno Stato.
La grande soluzione è, tramite ONU e Comunità Europea, ridefinire i confini e delinearli una volta per tutte così che i nostri pescatori vadano a lavorare senza rischiare la propria vita e le proprie imbarcazioni.

La causa ci sta molto a cuore perché come abbiamo detto, non si può andare a lavorare dovendo rischiare l'esistenza. L'Italia apre la sua Costituzione con la frase “l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul Lavoro”, ma il Governo, il Parlamento e tutti gli organi preposti devono garantire i diritti ai lavoratori, non può lasciarli allo sbando più totale in questo caso in mezzo al mare.

I pescatori di Mazara del Vallo hanno reso grande la marineria Italiana, oggi sono conosciuti per il Gambero Rosso di Mazara del Vallo apprezzato nei migliori ristoranti del mondo. Mazara del Vallo è stata per anni la più grande flotta peschereccia del Mediterraneo… Questo ennesimo sequestro non deve diventare l'inizio della fine di un comparto cosi importante per l'economia della città di Mazara del Vallo. Grazie per il vostro aiuto. 

 



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