Scuole elementari e medie: garantire il diritto alla continuità didattica

Scuole elementari e medie: garantire il diritto alla continuità didattica

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Luigi Silvano ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

Onorevole Ministro Azzolina,

nell'incertezza che incombe sul riavvio del prossimo anno scolastico, l'unica certezza è purtroppo il consueto avvicendamento degli insegnanti, che negherà a migliaia di studenti il diritto alla continuità didattica.

    Stiamo parlando, è bene ricordarlo, non soltanto di un principio sulla cui validità generale concordano pedagogisti e docenti, ma di un diritto sancito più volte dal legislatore, a partire dal D.M. 4/3/91: «la continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto del bambino/ragazzo a un percorso formativo organico e completo [… ] a livello psicologico, pedagogico e didattico»; e ancora: «la sua attuazione contribuirà a costituire l'identità del singolo individuo». Nonostante tale principio sia stato successivamente ribadito in più occasioni in sede legislativa e sia stato anche oggetto di pronunciamenti da parte della giustizia amministrativa, esso è rimasto troppe volte lettera morta.

    Nel drammatico frangente del dopo-COVID, questo male cronico della Scuola italiana viene a sommarsi al danno, ormai irrimediabile, costituito dalla privazione di quasi quattro mesi di scuola in presenza (per molti anche a distanza). Proprio in un momento in cui si avverte ancora più forte la necessità di creare un clima accogliente e di benessere per gli alunni, in special modo i più piccoli (gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado) e i più fragili (per contesto familiare, perché inabili ecc.), l'avvicendamento degli insegnanti all'interno dello stesso ciclo scolastico rischia di compromettere gravemente i processi di apprendimento, e di avere ripercussioni disastrose sulla vita emozionale e relazionale degli alunni.

    Chiediamo che il Ministero si adoperi, con un provvedimento d'urgenza, per scongiurare l'ennesima turnazione di massa degli insegnanti, ad esempio conferendo un punteggio premiale, fruibile con decorrenza immediata, ai quei docenti che, avendo già svolto sulla medesima cattedra un numero di annualità pari almeno ai due quinti (o a un terzo) di quelle previste per ciascun ciclo di istruzione, optino per proseguire con la stessa/le stesse classi loro affidate nell'anno appena concluso; chiediamo altresì che il Ministero impartisca direttive cogenti alle Direzioni scolastiche affinché esse tutelino la continuità didattica, garantendo in primo luogo, in caso di cattedre vacanti, il posto all'insegnante uscente, anche a fronte di domande di trasferimento di personale interno o esterno in possesso dei titoli per accedere alle cattedre in questione; chiediamo, infine, che la continuità sia garantita a fortiori per le classi in cui sono presenti alunni disabili, e che si applichi sempre e comunque anche al personale impegnato sul sostegno, come stabilito dalla legislazione vigente e auspicato da Codesto Governo nell'Atto di indirizzo politico-istituzionale del 7 febbraio 2020 n. 2 (cfr. D.L. 13 aprile 2017, n. 66).

    Non solo questo sarebbe un provvedimento "a costo zero" e largamente popolare; esso verrebbe anzitutto a sanare un'annosa disfunzione del sistema scolastico, e a rimediare a un'ingiustizia che si protrae da decenni, con grave detrimento per gli studenti, le famiglie, e lo stesso corpo docente, oltre che per l'immagine, invero già piuttosto ammaccata, della Scuola pubblica.

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