Scegliamo il vero bene per i nostri studenti

Scegliamo il vero bene per i nostri studenti

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Roberta Perego ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

Gent.ma sig.ra Ministro della Pubblica Istruzione,

ieri sera ci siamo addormentati con l’amaro in bocca, quando le diverse agenzie di stampa battevano la notizia che allo studio “sul suo tavolo” ci sarebbe la possibilità di una promozione per tutti gli studenti, indipendentemente dai debiti formativi.  Il condizionale è d’obbligo, perché quello che tutti ci auguriamo è che questa sia solo una delle tante notizie inattendibili messe in circolazione con lo scopo di creare confusione in un Paese che già sta affrontando la più grande crisi dal secondo dopoguerra.

Perché ci auguriamo che non sia notizia attendibile e perché come docenti saremmo così contrari?

In primo luogo una simile scelta corrisponderebbe a una dichiarazione di totale mancanza di fiducia nei confronti della nostra categoria, della nostra professionalità e della nostra etica. E lo diciamo non solo al nostro Ministro, ma soprattutto a chi, fino a due anni fa, come ci ricordava Lei stessa nella lettera che ci ha inviato pochi giorni or sono, era nostra collega.

Noi insegnanti sappiamo che questa crisi sta avendo ripercussioni durissime su tanti aspetti della vita del Paese e dei nostri concittadini: sappiamo che molti dei nostri ragazzi stanno facendo i conti con la paura, l’ansia, la fragilità, amplificate dalla loro età, e che in molte famiglie si respira l’angoscia di non sapere come arrivare alla fine del mese. Non siamo macchine intransigenti e sapremo, ancora più di quanto abbiamo sempre fatto fino ad ora, leggere le difficoltà dei nostri studenti, capire e ponderare quanto queste abbiano cambiato il loro modo di lavorare. Sapremo, ancora più di prima, distinguere persone da prestazioni, ma soprattutto sapremo riconoscere la tenacia, la buona volontà e la responsabilità.

O ha perso la fiducia nei suoi colleghi?

In secondo luogo, ma questo è ciò che più di tutto ci toglie il sonno, siamo preoccupati perché questo sarebbe il più grande errore educativo che si possa commettere nei confronti dei nostri ragazzi.

Ci sono studenti che, nonostante tutto, nonostante il dolore di perdite familiari, nonostante l’ansia economica respirata in famiglia, stanno facendo un lavoro egregio. É la loro forma di resistenza, e la stanno mettendo in atto, per la maggior parte, sorprendendo anche noi per serietà e maturità. Perché dovremmo dire a questi giovani coraggiosi che il loro sforzo non ha valore, e che per noi non ci sono differenze tra chi non perde una videolezione e chi latita nelle presenze e nelle consegne? E ovviamente non stiamo parlando di quei ragazzi che hanno difficoltà nel reperire strumenti per seguire questa nuova forma di scuola: su quelli,  ancora di più, stiamo concentrando i nostri sforzi perché crediamo in una “scuola che non lasci indietro nessuno”.

Lei, che è insegnante, sa benissimo che “garantire la promozione a tutti” - usiamo volutamente un’espressione forte - significherebbe correre il rischio di vedere  diminuito l’impegno degli studenti: sono ragazzi tra i 14 e i 19 anni e non tutti, per giunta in questo momento, hanno ancora la maturità e la consapevolezza che non si studia per il voto e hanno bisogno di rinforzi positivi.I nostri ragazzi hanno radicato in loro un profondo senso di giustizia e il nostro compito è coltivarlo e nutrirlo.

Se quello che leggiamo fosse vero, significherebbe dare ai nostri ragazzi un messaggio profondamente sbagliato, quello cioè che di fronte alle difficoltà si può smettere di fare il proprio dovere.

È un messaggio sbagliato per la loro carriera scolastica, ma è un messaggio estremamente sbagliato per la vita in generale.

Gentile Ministro, troviamo soluzioni, troviamole insieme. Ma non perdiamo di vista il nostro ruolo di educatori: di fronte a un ostacolo non diciamo ai nostri ragazzi di cambiare strada, ma prendiamoli per mano e superiamolo insieme, sapendo che si cresce anche attraverso la fatica.

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