Riconoscere la meritocrazia dei vincitori concorso docenti 2016 ingiustamente licenziati

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Siamo i docenti della scuola secondaria che hanno superato le prove suppletive del concorso 2016.
Siamo stati ammessi dalla giustizia amministrativa a sostenere tali prove, predisposte
appositamente dal MIUR e volte all’accertamento di competenze disciplinari e didattiche. I
partecipanti totali alle prove suddette in forza di diversi ricorsi sono stati circa diecimila in tutta
Italia. Un migliaio di ricorrenti le ha brillantemente superate, a testimonianza del fatto oggettivo
che è avvenuta una seria e reale selezione. In attesa di secondo grado di giudizio vi sono diversi
ricorsi (es. n. 4536/2016), ma la situazione più grave ad oggi riguarda circa trecento docenti, già
licenziati o in corso di licenziamento, interessati dai ricorsi n. 4516-4518/2016 TAR Lazio in quanto
l’iter giuridico di seguito esplicitato è risultato più rapido rispetto ad altri:
● Il 22 Febbraio del 2019 il TAR Lazio con sentenze n°2366 e 2368/ 2019 accoglie il ricorso. Gli USR
rettificano le graduatorie del concorso 2016 compiendo tutti gli atti consequenziali utili ai fini delle assunzioni. L’ 8 marzo 2019 i docenti in posizione utile in graduatoria per la nomina in ruolo hanno partecipato alla procedura di mobilità, ex ordinanza ministeriale n. 203;
● Nell’aprile 2019 il MIUR impugna la suddetta sentenza chiedendone la riforma previa sospensione. Il 20 giugno 2019 il Consiglio di Stato con ordinanze n. 3144, 3147 e 3149/2019 non sospende la sentenza, confermando il diritto dei docenti ad essere immessi in ruolo per effetto del
superamento della prova concorsuale e fissa l’udienza di merito per il 7 Novembre 2019;
● Nel corso degli anni 2018 e 2019, i docenti in turno di nomina prendono regolarmente servizio
firmando il contratto di assunzione a tempo indeterminato;
● Il 13 novembre 2019 con sentenza n. 7789/2019 il Consiglio di Stato ha giudicato inammissibili al
suddetto concorso 2016 i docenti interessati. Il 3 dicembre 2019, a seguito di ricorso in Cassazione
per profili di nullità della suddetta sentenza, con decreto cautelare monocratico n. 03586/2019 il
Consiglio di Stato ne sospende gli effetti e fissa la discussione in camera di consiglio per il 30
Gennaio 2020. Il 7 febbraio 2020 con ordinanza collegiale n. 00617/202 il Consiglio di Stato non
conferma il decreto cautelare monocratico di sospensione del 3 dicembre 2019;
● ad oggi pende in Cassazione il ricorso contro la sentenza n. 7789/2019 del Consiglio di Stato.

CHIEDIAMO con forza e speranza che il Parlamento riconosca nel merito il superamento del
concorso docenti 2016, con il conseguente diritto a permanere, anche in CODA ai docenti
abilitati, nella graduatoria concorso 2016.
CHIEDIAMO di non essere ignorati, ancor più in questo drammatico momento emergenziale, in
quanto convinti che sia compito del Parlamento riconoscere la situazione di fatto creatasi a
seguito di scelte amministrative lente e incoerenti tutelando la continuità didattica e quella
occupazionale dei docenti meritevoli;
Onorevole Presidente, Onorevoli Senatori nel salutarvi e ringraziarvi per il tempo concessoci vi
lasciamo con la citazione di Jean-Louis de Lolme, (Ginevra, 1740 – Canton Svitto, 16 luglio 1806), "il
parlamento può fare tutto, tranne che trasformare una donna in uomo e un uomo in una donna".

EVIDENZE
1. Abbiamo avuto accesso al concorso ordinario 2016 tramite ricorso superandone tutte le
prove suppletive selettive (due o tre a seconda delle classi di concorso);
2. I partecipanti totali alle prove suddette in forza di diversi ricorsi sono stati circa diecimila in
tutta Italia. Un migliaio circa le ha superate.
3. La situazione più grave riguarda circa trecento docenti che hanno superato le prove
suddette in quanto interessati dai ricorsi al TAR Lazio n° 4516-4518/2016 poichè è stata
emessa sentenza sfavorevole n° 07789/2019 dal Consiglio di Stato del 13 novembre 2019
che ha ribaltato il giudizio di primo grado n. 2368/2019 del 22 febbraio 2019 del T.A.R.
Lazio. Pende il ricorso in Cassazione per evidente profilo di nullità nell’errata composizione
del collegio giudicante.
a. Gli effetti tangibili di questa decisione sono il depennamento dalle graduatorie di
merito del 2016 per tutti i docenti che hanno superato le prove suppletive e il
tempestivo licenziamento per chi è stato già immesso in ruolo o ha addirittura
superato l’anno di prova: a tal riguardo occorre evidenziare che l’USR Piemonte e Campania hanno 
già reso esecutivo il provvedimento depennando e licenziando in tronco i colleghi in
forza al suo Ufficio e, non potendo procedere con l’immissione in ruolo, ha
convocato altri docenti per supplenze brevi. Paradossalmente alcuni docenti
licenziati sono stati convocati per la supplenza dalla terza fascia, altri hanno avuto trasformazione del contratto prima a tempo indeterminato  poi a tempo determinato  fino a 30 giugno. A questa
situazione si aggiunge il danno provocato alle scuole e agli studenti che perdono
la tanto invocata continuità didattica.
b. La decisione degli USR è stata quella di dare seguito alla sentenza, centinaia di
docenti (e di famiglie) si trovano dall’oggi al domani senza un lavoro (in alcuni
casi unica fonte di reddito), dopo aver rinunciato alle precedenti attività lavorative
(licenziamento da tempo indeterminato, chiusura di ditte e imprese) che come ben
si sa sono INCOMPATIBILI con il lavoro docente o hanno affrontato trasferimenti
importanti, o ancora hanno rinunciato agli incarichi (certi) di supplenza annuale. In
più si prefigura l’impossibilità di accedere all’assegno di disoccupazione. Infine vi
sono incertezze circa la validità giuridica del servizio prestato ai fini del calcolo del
punteggio.
4. Pendono al Consiglio di Stato ricorsi analoghi che interessano circa settecento docenti che
al momento sono in classe senza problemi.
5. Altri docenti non abilitati nella nostra stessa situazione hanno ricevuto una pronuncia
totalmente opposta alla n. 7789/2019 del Consiglio di Stato (cfr 3546/2018) ed ora sono
confermati in ruolo.
6. I percorsi abilitanti ordinari sono stati indetti in maniera discontinua, a numero chiuso, con
costi elevati, senza prevedere la totale copertura del territorio nazionale e, per alcune
classi di concorso, non sono mai stati attivati.
7. Con decreto D.lgs n. 59/2017 sono stati abrogati i vecchi percorsi abilitanti passando al
sistema FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio) che prevedeva un percorso triennale e con la
legge di conversione n.159 del 20 dicembre 2019 del Dl n. 126 del 29 ottobre 2019 (decreto
scuola) si è passati dal FIT al nuovo concorso abilitante e al "percorso annuale di
formazione iniziale e prova" che paradossalmente e di fatto rispecchia il nostro iter di
immissione in ruolo.

8. Molti sono i posti disponibili per il personale docente tanto che migliaia di cattedre sono
coperte tramite l’impiego di personale precario.
9. Il nostro caso è differente da quello dei docenti della scuola primaria ed infanzia che furono
inseriti in graduatoria ad esaurimento con un ricorso in forza del solo titolo di studio, per
poi essere assunti.

Siamo docenti selezionati in ingresso tramite Concorso 2016 dalle stesse commissioni di concorso 2016 nominate dal MIUR che hanno selezionato gli abilitati.

10.Nei ricorsi n° 4516-4518/2016 al TAR Lazio sono coinvolti anche colleghi controinteressati
abilitati (circa sessanta) che si sono costituiti in giudizio contro di noi, in quanto per alcune
classi di concorso sono stati da noi superati per punteggio in graduatoria. Per tali colleghi è
stato presentato atto di sindacato ispettivo n. 4-02605 del 11/12/2019, prima firmataria
Sen. Angrisani.
11.In merito ai colleghi controinteressati di cui sopra non è (e non era) nostra intenzione
danneggiarli, per cui siamo disposti ad accettare soluzioni che ci vedono essere inseriti in
graduatoria in coda per le classi di concorso in cui è avvenuto il superamento.
12.Molti docenti abilitati che non hanno superato il Concorso docenti 2016 hanno avuto
l’opportunità di sanare questa situazione attraverso il Concorso non selettivo 2018.