Riconfermiamo i docenti precari per il 2020/21

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La comunità dell’ ITT Marco Polo di Firenze si sta ponendo il problema dell’avvio del prossimo anno scolastico, soprattutto a seguito della proposta del Ministero di recuperare gli apprendimenti svolti in modalità ‘a distanza’ dal 1 settembre 2020. La nostra scuola, come ogni altra scuola in Italia, ha moltissimi precari in servizio e sa che il lavoro di questi colleghi è doppiamente prezioso, perché sostiene ogni anno la sopravvivenza stessa delle attività scolastiche e perché ogni anno offre un contributo di grande qualità. Sappiamo tutti che la continuità didattica è auspicabile sempre, anche se ogni anno interrotta dalla condizione di precariato, ma specialmente in questo periodo di emergenza la continuità nel prossimo anno scolastico, sia sui posti disciplinari che sui posti di sostegno, porrebbe un valido rimedio alle incertezze e al disorientamento di tanti nostri bambini e ragazzi durante questi mesi. Ricordiamo che al di là di ogni retorica la cosiddetta didattica a distanza si risolve di fatto con una riduzione della quantità e della efficacia del lavoro e nell’esasperazione delle disuguaglianze già esistenti.

Dunque al fine di garantire una maggiore efficacia del recupero per tutti, pensiamo che sia utile, là dove sia possibile e non collida con altri diritti, e là dove i colleghi lo desiderino, una conferma dei contratti a tempo determinato nelle stesse classi in cui i docenti precari hanno lavorato quest’anno, affinché siano gli stessi insegnanti che hanno portato avanti la didattica a distanza in questi ultimi mesi a lavorare con gli studenti al rientro a scuola nel prossimo difficilissimo anno scolastico.

Sappiamo anche che la situazione del precariato scolastico – anche per i colleghi ATA – è questione tecnicamente assai complessa, e che molte sono le tipologie di precari, i cui interessi negli anni sono stati differenziati e contrapposti dalla gestione dei governi. Ma esistono già attualmente proposte sindacali che vale la pena di discutere seriamente e che trovano una soluzione all’interno del quadro complesso dei nuovi concorsi, delle graduatorie e delle mobilità. Noi aggiungiamo che da quest’anno la continuità didattica deve essere presa sul serio con un provvedimento per i precari.

A livello europeo si discute di misure straordinarie e in Italia si fanno sforzi considerevoli per capire come gestire tutta la lunga fase che ci riporterà alla normalità. Pensiamo che anche nella scuola non si debba pensare di gestire lo straordinario con misure ordinarie, che erano già ritenute discutibili da molti prima dell'emergenza. Se non si immaginano strumenti straordinari che mettano assieme la salvaguardia dei diritti lavorativi di tutto il personale scolastico e del diritto costituzionale allo studio degli alunni non si va da nessuna parte.

Chiediamo che questo passaggio di anno venga colto dal governo come occasione per ripensare il problema con buon senso, semplicità, atteggiamento di collaborazione e rispetto per i lavoratori della scuola e per gli studenti.