Meno pressione sugli studenti italiani

Meno pressione sugli studenti italiani

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Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 100 firme!
Pietro Soldà ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

Si stima che gli studenti italiani, nell'unione europea, siano fra quelli più soggetti a problemi psicologici dati da ansia, depressione. I dati ISTAT riportati da un articolo del Corriere indicano che il 10% degli 8 milioni di ragazzi italiani sono in difficoltà. Il vero problema è costituito dalla scuola italiana che è composta, per la maggior parte, da professori mitificati e dall'ego smisurato che, a livello razionale, propongono lezioni e indicazioni spesso impraticabili, dal peso ineffabile e dalla gestione difficilissima, proponendo la solita ratio ai loro ragionamenti: "Siete in DAD, avete più tempo!". Senza rendersi conto che il tempo è sempre quello: nessuna didattica a distanza porta la durata di una giornata a 48 ore, è sempre di 24.

Cito non a caso la convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che afferma all'articolo 31 che ogni studente deve obbligatoriamente avere un periodo minimo di riposo e di scholè , adeguato ovviamente all'età del ragazzo; ma non è umanamente possibile che la maggior parte dei docenti stia sfruttando in maniera becera questa situazione per sopraffrarci di incarichi domiciliari e di prove di verifica perché nella maggior parte dei casi si prendono in ritardo.

Oltre a tutto ciò, si aggiunge il PCTO, il Percorso per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento, che era, è, e sarà sempre una forma improba e assurda di sfruttamento degli studenti che - a favore di grandi aziende e di istituzioni pubbliche -non sono neppure ripagati (come sarebbe giusto nel senso "dikaios" del termine) con rimborsi spese o forfait; anche se l'alunno deve dedicare tante ore tanto quanto il percorso di studio ne obbliga di effettuare; oltre a dover obbligatoriamente frequentare corsi di formazione sulla sicurezza e altre materie. 

Aggiungo in ultima battuta questa considerazione. Dal momento che la situazione epidemiologica non permette una vita sociale continuativa o intermittente come anzitempo, il supporto fra compagni di classe è diminuito e il non poter godere di quella giornata che riuscivi a scavarti tra un impegno e l'altro, il rendimento valutativo scende vertiginosamente non potendo contare su un abbraccio o su una consolazione che faceva sempre bene.

Tutto ciò è triste, a tratti imbarazzante e deludente.

Firma questa petizione per cambiare. Cambiare veramente.

Soprattutto se sei un professore. Dimostra che la scuola ti sta veramente a cuore.

 

PROMOTORI

lapostadeglistudentiinansia@gmail.com

(Tommaso, Isabella, Pietro e Gaia)

(per segnalazioni, informazioni, un po' di tutto)

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