La scuola deve ripartire

La scuola deve ripartire

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Alessandra Barbero ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

Oggetto: Feedback sulla didattica a distanza. Garanzia di interventi per messa in sicurezza, adeguamento, ristrutturazione delle strutture scolastiche esistenti e creazione di nuove scuole. Smembramento delle classi numerose.

In qualità di cittadini ci rivolgiamo alle istituzioni preoccupati del trattamento riservato alla scuola nel corso di questa emergenza sanitaria e delle previsioni circa il futuro della scuola.

In Italia le scuole di ogni ordine e grado hanno chiuso per prime in Europa e si apprestano, pare, a riaprire per ultime.

Mentre in altre nazioni vicine ed anche duramente colpite dal virus Covid 19, come ad esempio la Francia, è già cominciato il rientro a scuola fin dall'11 maggio, dopo uno stop cominciato ben dopo quello italiano, recenti dichiarazioni della Ministra prospettano una non riapertura durante il corrente anno scolastico ed addirittura un avvio a settembre avvalendosi della didattica a distanza.

La previsione è agghiacciante per gli studenti, per le loro famiglie, per il corpo docente e per la collettività in toto.

Sul punto ci preme di affermare con chiarezza che la didattica a distanza non funziona e non può in alcun modo considerarsi sostitutiva della didattica in presenza.

Può essere accettabile per un periodo emergenziale, temporalmente contenuto o come strumento integrativo della didattica in presenza. Ciò per alcuni evidenti e da più parti denunciati motivi:

1. una rilevante percentuale di studenti e insegnanti non è raggiunta dalla rete e non può pertanto prendere parte alla didattica a distanza;

2. la didattica a distanza costringe i bambini e i ragazzi a trascorrere lunghe ore davanti ad uno schermo, immobili, con conseguenze negative sullo sviluppo psico-fisico delle nuove generazioni;

3. la didattica a distanza è assolutamente non inclusiva poiché va inevitabilmente ad escludere le fasce più deboli della popolazione (famiglie non dotate di strumenti informatici, incapaci di seguire i figli nella didattica a distanza - che richiede un massiccio intervento genitoriale, specialmente per gli studenti della scuola primaria – o impossibilitate a farlo perchè impegnate al lavoro) con conseguente violazione di almeno due diritti costituzionalmente garantiti: il diritto all’uguaglianza e il diritto allo studio;

4. da ultimo, ma solo in ordine espositivo, si rileva come anche nella più idilliaca delle situazioni (rete e strumenti informatici funzionanti, famiglia presente e in grado di supportare l'allievo) la didattica a distanza non sia che un pallido surrogato della scuola: manca il confronto personale e diretto con i pari e con gli insegnanti, la possibilità di essere valutati congruamente per l'attività prestata, l'essere in una struttura idonea, pensata e creata per l'attività didattica,... .

Ciò che particolarmente inquieta i firmatari della presente è la sensazione che questa situazione emergenziale non sia trattata come l'occasione per riformare la scuola studiando un orario più duttile, ridimensionando le classi, adeguando i locali, ecc..., ma solo come un periodo da superare, con il palliativo della didattica a distanza, per tornare esattamente come prima, in “classi pollaio” e in edifici inidonei e pericolanti, in un'organizzazione rigida e antica.

Per quanto sinteticamente esposto chiediamo che il Ministero dell'Istruzione, in persona della Ministra pro tempore, riscontri la presente fornendo concrete garanzie circa l'utilizzo di parte dei fondi della ristrutturazione per costruire nuove scuole e/o ristrutturare quelle esistenti al fine di renderle idonee alla ripresa dell'attività scolastica in sicurezza, anche consentendo il distanziamento sociale ove necessario, in modo da tutelare il diritto allo studio durante questa emergenza sanitaria ed eventualmente nella altre che dovessero seguire. Nel breve periodo chiediamo che si intervenga per un riavvio scaglionato o parziale dell'attività scolastica in presenza, studiando modalità e strategie per tutelare la salute degli studenti e degli insegnanti.

Chiediamo inoltre che si ponga rimedio alla piaga delle “classi pollaio” smembrando le classi numerose al fine di poter effettivamente garantire una didattica inclusiva e personalizzata, come previsto dalla nostra legislazione e dalla Costituzione.

Restiamo in attesa di pronto riscontro.

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