Uscita autonoma alle scuole primarie: la legge lo permette ma molte scuole vietano​.​Perché?

Uscita autonoma alle scuole primarie: la legge lo permette ma molte scuole vietano​.​Perché?

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Gent.ma Ministra Azzolina, 
La Convenzione sui Diritti dell’infanzia afferma il diritto di ogni giovane cittadino a camminare sicuro per le strade da solo, incontrare gli amici e giocare, avere spazi verdi, piante e animali, vivere in un ambiente non inquinato. Eppure a differenza degli altri paesi europei, in Italia la mobilità autonoma dei bambini non viene favorita, anzi, viene attivamente osteggiata.

Da decenni si procede a togliere i bambini dalle strade, per lasciarle monopolio delle auto. Secondo uno studio longitudinale dell’ISTC del CNR su 15 paesi del mondo, l’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola è passata dal 90% nel 1970, all’11% nel 2002, al 7% nel 2010. Nel 2019 mancano dati aggiornati ma possiamo facilmente immaginare che la percentuale sia ulteriormente scesa. Per fornire un metro di paragone l’autonomia dei bimbi inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%, quella dei finlandesi al 90% (Shaw, et al, 2013). In Italia, quindi, la stragrande maggioranza dei bambini viene accompagnata a scuola in auto. 
Dopo la pandemia Covid, urge ancora di più la necessità di non creare assembramenti davanti alle scuole e non inquinare l'aria con i mezzi a motore. 
Per questo, oltre a rinnovare l'appello per creare aree pedonali davanti alle scuole di ogni ordine e grado  (#stradescolastiche)  le chiediamo di fare in modo che fin dalle primarie si incentivi al massimo la mobilità autonoma e sostenibile, e venga permessa (su autorizzazione dei genitori), l'entrata-uscita autonoma (così come alle medie). 
A 8-9-10 anni, i bambini in genere sono perfettamente capaci di percorrere brevi tragitti in autonomia, eppure negli ultimi anni la scuola ha negato questa competenza, non l'ha favorita e in molti casi l'ha colpevolizzata. I regolamenti di molti istituti, negano a prescindere questa possibilità per i bambini delle primarie: non c'è la possibilità di firmare un'autorizzazione, non viene valutato il percorso, il grado di autonomia.

I genitori devono andarli a prendere anche se abitano vicino, anche se i bambini sono autonomi. Con il corollario di congestione, inquinamento, insicurezza, e (non ultimo) rischio di contagio. Se impossibilitati ad andarli a prendere all'orario prestabilito, i genitori devono pagare per usufruire del doposcuola. Con la previsione di ingressi e uscite scaglionate, per i genitori sarà ancora più complicato correre a prendere i propri figli e rispettare gli orari. 

Ci sono belle eccezioni, è vero, ma restano eccezioni, come il progetto "A scuola da soli" di Pesaro. 

Eppure la legge del 2017 (n. 272 art 19-bis. Disposizioni in materia di uscita dei minori di 14 anni dai locali scolastici, ndr) integrata dalla nota del MIUR 2379 del 12 dicembre 2017, già permette l'entrata uscita autonoma: "I genitori.. dei minori di 14 anni, in considerazione dell'età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo volto alla loro autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l'uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell'orario delle lezioni. L'autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità all'adempimento dell'obbligo di vigilanza."

La negazione della mobilità autonoma da parte dei regolamenti dei Consigli di Istituto, oltre a contraddire la legge, creare problemi alle famiglie, assembramenti e inquinamento, danneggia il diritto dei bambini di muoversi in autonomia. Come afferma Francesco Tonucci, responsabile del Laboratorio di Psicologia della Partecipazione infantile dell’ Istc-Cnr, ideatore del progetto internazionale “La città dei bambini”.
"Abbiamo problemi come l’obesità infantile che dipende molto dalla scarsa mobilità autonoma e abbiamo problemi di deficit di attenzione che recenti ricerche hanno dimostrato dipendenti anche dalla modalità con la quale i bambini vanno a scuola. I bambini che vanno e tornano da soli, a piedi o in bici, hanno un livello di attenzione significativamente più alto dei bambini che vanno a scuola in macchina con i genitori" 
Per questo, ministra Azzolina, le chiediamo di emanare una circolare prima dell'inizio dell'anno scolastico, indirizzata a tutti gli Uffici Scolastici e ai Dirigenti Scolastici, invitandoli a rispettare la legge 272/17 art 12 bis, affinché non precludano a priori la mobilità autonoma (entrata-uscita) alle primarie,  soprattutto a partire dalla terza classe, su autorizzazione dei genitori, sottolineando le ripercussioni positive di questa scelta in termini educativi, ambientali e di salute pubblica. 
 
Linda Maggiori, blogger, scrittrice e mamma di 4 bambini.

Primo aderente alla petizione: 

Laboratorio di Psicologia della Partecipazione infantile dell’ Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR 

A seguire altre adesioni di singoli ed associazioni.



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