Diretta a Luca Bergamo ed a(d) 2 altri

NO ALLA CHIUSURA DEL TEATRO STABILE DEL GIALLO

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IL TEATRO STABILE DEL GIALLO COSTRETTO A SOSPENDERE LA PROPRIA ATTIVITA’
Cari amici,
con dispiacere vi portiamo a conoscenza della sospensione della nostra attività nel pieno della stagione teatrale e con uno spettacolo che avrebbe dovuto debuttare in questi giorni, perché la burocrazia ancora una volta non tutela la cultura e chi della cultura e dei luoghi in cui cerca di affermarsi ne fa un mestiere.
Vi riportiamo la nostra storia che spiega i passaggi che ci hanno condotto a questa decisione nella speranza di poter risolvere a breve la disputa che segna questo momento così delicato:
Nel 2001 il nostro gruppo artistico ricevette lo sfratto dal proprietario dei locali in zona Cassia presso i quali, dal 1974, svolgeva la propria attività culturale e di teatro, conosciuto come Stabile del Giallo. In considerazione del ruolo sociale e culturale che la nostra Compagnia svolgeva nel quartiere, unica esperienza di questo tipo nel territorio dell’allora Municipio XX (oggi XV), e dell’attenzione che le istituzioni e la stampa dedicarono al destino del Teatro Stabile del Giallo, il Campidoglio si impegnò attivamente, nella persona dell’allora Sindaco Veltroni, dell’allora Assessore alla Cultura Borgna e dello stesso Presidente del Municipio, a trovare una soluzione alternativa che garantisse la permanenza dello Stabile del Giallo sul territorio municipale in collegamento con il più ampio progetto di garantire presidi culturali ed in particolare teatri nella periferia di Roma.
La soluzione, che vide anche l’approvazione di un ordine del giorno da parte del Consiglio Comunale (18 ottobre del 2001), fu individuata nella messa a disposizione di alcuni locali nella Scuola media E. De Filippo, in Via al Sesto Miglio n. 78, di proprietà del Comune di Roma. Gli spazi necessitavano però di un adeguamento alle normative vigenti e lo Stabile Del Giallo presentò un progetto di gestione del Teatro che coinvolgeva altre realtà socio-culturali del territorio (Istituto Comprensivo di Via Vibio Mariano, 162° Circolo Didattico di Roma, Centro Sperimentale di teatro integrato “La Voce della Luna” della ASL Roma E, firmatarie del progetto) ed il Municipio stesso che avrebbe potuto utilizzare gli spazi per proprie programmazioni culturali.”
Nel 2002 con Ordinanza del Sindaco fu ordinata l’assegnazione dei locali. Tale assegnazione, era definita a carattere provvisorio e in base alla stessa Ordinanza avrebbe dovuto essere formalizzata con successiva concessione amministrativa, mentre la consegna del bene era differita al termine dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative vigenti. Nel dicembre 2004 ci fu infine consegnato il Teatro.
In questi anni, in cui noi abbiamo tenuto fede ai nostri impegni sul territorio, nonostante le continue richieste, nostre dei vari Assessorati e dello stesso Municipio , il Dipartimento del Patrimonio -che avrebbe dovuto, da ordinanza, stipulare il contratto – è rimasto inerte non formalizzando lo stesso come del resto ha fatto con moltissime altre strutture che oggi versano nelle stesse nostre condizioni.
Nel 2013, a seguito di una verifica da parte della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, l’Amministrazione del Comune di Roma ha chiesto adeguamenti necessari; successivamente, con verbale n. 29 del 12.02.2014 prot. QD 4659, è stato approvato il progetto a cui lo Stabile del Giallo avrebbe dovuto adeguarsi nel rispetto delle regole tecniche. I lavori sono stati eseguiti a nostre spese e la ‘Scia’ è stata regolarmente presentata ai Vigili del fuoco che hanno effettuato il sopralluogo e dato parere positivo, e al Dipartimento Quarto.
Tutto a posto? No. Perché mentre da una parte L’Amministrazione ci faceva ristrutturare il teatro, dall’altra il Dipartimento del Patrimonio continuava il suo letargo e la sua indifferenza, e non stipulava il contratto.
E arriviamo alla nota storia delle 860 raccomandate arrivate nel 2016 che applicando la delibera 140/15 ,nata a seguito dello scandalo di affittopoli in cui decine di immobili erano stati concessi a privati a canone irrisorio , ha colpito anche teatri, centri diurni per bambini disabili, per malati di mente, Associazioni,che, come noi,avevano ricevuto quegli spazi dall’amministrazione e che lavoravano in perfetta buona fede.
A seguito della richiesta di rilascio immediato del nostro spazio e del pagamento di € 813488,68 da pagare “tramite versamento con bollettino postale o bonifico bancario entro 30 giorni dalla data di ricevimento della raccomandata” come qualunque lavoratore la cui vita viene minacciata,abbiamo risposto con nostre memorie scritte e documenti che chiarivano la nostra posizione.
Inoltre ci siamo rivolti alle istituzioni della città – Municipio e Comune – le quali ci hanno detto di aspettare e che si stavano occupando della faccenda. In un incontro pubblico sul tema l’Assessore all’Urbanistica di Roma ha dichiarato che il Comune non avrebbe permesso uno scempio così ingiusto e privo di etica e che se ne sarebbe occupato.
Da quel momento abbiamo aspettato fiduciosi cercando di non far morire il frutto del lavoro di una vita di tante persone.
Non avendo ricevuto  alcuna risposta siamo costretti a sospendere la nostra attività.

Questa petizione sarà consegnata a:
  • Luca Bergamo
  • Sindaco di Roma
    Virginia Raggi
  • Andrea Mazzillo


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