RIFORESTIAMO!

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RIFORESTIAMO!

Grazie alla Regione Veneto, che nel 2003 ha emanato un’apposita legge – L.R.n°13/2003 “Norme per la realizzazione di boschi nella pianura veneta” – e sulla spinta di una maggior consapevolezza dell’importanza dei boschi anche nelle nostre pianure e vicino alle nostre città, la superficie coperta dai boschi di pianura negli ultimi 30 anni è decuplicata, arrivando a coprire oltre 500 ettari.

La Carta di Sandrigo, presentata esattamente 2 anni fa, il 27 ottobre 2017, ribadisce l’importanza del bosco planiziale anche come azione di contrasto all'inquinamento e al cambiamento climatico e si prefigge lo scopo di riforestare, entro il 2050, almeno 5.000 ettari della pianura veneta, ritornando ad una superficie boschiva come quasi ai tempi della Serenissima.

La Città Metropolitana di Venezia e il Veneto Orientale ad oggi vantano tra le realtà boschive di pianura più interessanti e importanti sul piano nazionale sia per estensione che biodiversità.

Per citare alcuni esempi a Mirano c'è il Bosco del Parauro con i suoi 15 ettari e 40.000 piante di specie autoctone, a san Stino di Livenza ci sono il Bosco Bandiziol e Presaccon con un'estensione di 110 ettari, e a Concordia Sagittaria il Bosco delle Lame di circa 24 ettari.

E soprattutto ricordiamo il Bosco di Mestre in Comune di Venezia che comprende diversi nuclei boscati (Bosco dell'Osellino, Ottolenghi, Zaher, Campalto, di Franca) per un totale di 230 ettari e che, secondo il Piano Regolatore, dovrebbe raggiungere le dimensioni di circa 1400 ettari.

I residui lembi di antichi boschi planiziali, con habitat, flora e fauna di grande valenza naturalistica, sono stati inoltre inseriti nella Rete Natura 2000 dell’Unione Europea, e sono stati individuati come ZSC (Zone Speciali di Conservazione), già SIC, come ad es. il Bosco di Cessalto e il Bosco di Carpenedo ed altri: grazie anche ai Servizi Forestali Regionali e ad alcuni Comuni, sono stati oggetto di attente cure volte a migliorarne la composizione e la struttura.

Tuttavia dopo una partenza che lasciava ben sperare tutto sembra essersi fermato.

E’ necessaria una svolta!

Sappiamo che attraverso il processo di fotosintesi l'albero sottrae naturalmente CO2 dall'atmosfera: un bosco è quindi un grande serbatoio dove si può immagazzinare la CO2 in eccesso che sta aumentando l’effetto serra.

La riforestazione anche nelle aree urbane e periurbane può essere di fondamentale aiuto per contrastare i Cambiamenti Climatici: entro il 2030 dobbiamo ridurre del 50% le emissioni di gas serra, secondo quanto raccomandato dall’IPCC e richiesto dagli Accordi sul Clima di Parigi.

Un’area boscata migliora la qualità urbana ed ambientale di una città e può dare un contributo fondamentale per migliorare le condizioni termiche dell’aria: rinfresca e riduce l’effetto “isola di calore”, causato da superfici urbane impermeabili o con edifici, aree industriali, strade e asfalto.

Nelle nostre pianure c’è inoltre un peggioramento della qualità dell’aria con un aumento dell’inquinamento da PM10 e PM2,5, nel periodo autunno invernale, soprattutto a causa del traffico veicolare e degli impianti di riscaldamento, per la particolare situazione climatica della pianura padana, che sta cambiando in peggio anche per via del riscaldamento globale.

L’incremento delle aree boscate rappresenta quindi un ottimo strumento per abbattere l’inquinamento dell’aria sia per il particolato, che per altri inquinanti sospesi nell'aria.

Servono boschi ben progettati, con la giusta composizione, che possono migliorare il grado di Biodiversità, anche vicino alle nostre città, e aumentare i servizi ecosistemici offerti agli esseri viventi, quindi a tutti noi.

Serve una svolta nelle politiche pubbliche per favorire il rimboschimento nelle aree di pianura attraverso nuovi impianti forestali, ma anche un’oculata gestione e manutenzione dei boschi esistenti su cui è importante coinvolgere anche le figure professionali adeguate a partire da forestali, naturalisti, agronomi, biologi ed ecologi.

Il coordinamento metropolitano di Venezia dell'European Green Party propone una raccolta firme per chiedere alla Regione Veneto ed alla Città Metropolitana di Venezia e ai Comuni interessati di:

1) decuplicare la superficie dei boschi di pianura entro il 2030 nel nostro territorio, avvicinandoci all’1% della superficie agricola veneta, secondo gli obiettivi stabiliti dalla Carta di Sandrigo, anche attraverso l’adeguamento degli strumenti urbanistici;

2) rifinanziare con adeguate risorse la L.R. 13/2003 “Norme per la realizzazione di boschi nella pianura veneta” che da troppi anni ormai non viene più sostenuta, chiedendo altresì di rivedere tale norma e/o integrarla inserendo delle clausole sulla necessità di destinare una parte di finanziamenti aggiuntivi alla manutenzione per garantire una sostenibilità gestionale ai boschi di nuovo impianto, come prevedono le buone pratiche di assestamento forestale.