NO alla delibera veneta che trasforma gli OSS in infermieri

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Federica Rosteghin ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Luca Zaia (Presidente Regione Veneto) e a

Il 2 aprile 2021 è stata approvata la delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 305 del 16 marzo 2021: Approvazione del percorso di "Formazione complementare in assistenza sanitaria dell'Operatore Socio-Sanitario" e modalità organizzative di carattere generale.

Tale provvedimento consente il percorso formativo denominato “Formazione complementare in assistenza sanitaria” destinato prioritariamente agli Operatori Socio-Sanitari in attività presso le strutture extraospedaliere residenziali e semiresidenziali per anziani, pubbliche e private accreditate, con lo scopo di contrastare la carenza di personale dovuta all’emergenza pandemica.

Questa risoluzione appare quanto mai svilente per gli infermieri in questo periodo critico per la professione (contratti non rinnovati da anni, mentre premialità Covid e bonus Renzi tentano di arginare una professione non ancora considerata tale). Imparagonabile è il percorso universitario infermieristico di tre anni (comprensivi di lezioni approfondite su anatomia, psicologia, etica e diritto e di tirocini professionalizzanti della durata superiore di 500 ore sul campo) con le sole 400 ore totali (di cui 150 ore teoriche e 250 ore di rodaggio) che faranno dell'OSS un "piccolo" infermiere.

Si ritiene che “… per far fronte alle crescenti esigenze di assistenza sanitaria nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private…”, in tale situazione pandemica l'infermiere non necessiti di un clone, ma di colleghi che abbiano avuto un'adeguata formazione ed è opportuno mantenere la delega delle attività dell'OSS già esposte nell'Accordo Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.

In un momento cruciale come quello attuale nell'ambito sanitario, la decisione del Presidente Zaia appare una soluzione "tampone", per niente risolutiva al problema della carenza di personale infermieristico, non accettabile e pericolosa per la qualità assistenziale erogata.

Gli OSS rimangono una figura insostituibile, tanto quanto gli infermieri, ma i compiti di ciascuna figura professionale non vanno confusi. La rilevazione dei parametri vitali, l'esecuzione e l'interpretazione di base di un elettrocardiogramma, la somministrazione di farmaci tramite le diverse vie e la gestione di pazienti che presentano cannule tracheostomiche, PEG o stomie non è cosa da poter imparare in 400 ore. Di fondamentale importanza resta in questo periodo l'igiene del paziente, il sostegno psicologico che gli si può offrire, l'aiuto nell'assunzione dei pasti, la sua sicurezza, il suo trasferimento e trasporto, la sicurezza e la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Si richiede che il personale sanitario sia formato ciascuno per il proprio ruolo e che, in mancanza di personale infermieristico, venga concesso allo stesso l'importanza del ruolo che svolge con un adeguamento di stipendio e il riconoscimento dei master specialistici. Si pensi che se necessario è possibile aprire l'iscrizione all'università in anticipo quest'anno o eliminare la modalità d'accesso previo superamento di test d'ingresso obbligatorio, per dare a chi lo sogna l'opportunità di diventare infermiere.

Dice Zaia "Non ci vuole la Laurea per fare una iniezione"; sicuramente non serve per diventare Presidente di Regione.

https://nursetimes.org/ordini-del-veneto-no-a-scelte-che-mettono-a-rischio-professionisti-e-assistiti/117486

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