#lozainodisaman #unadinoi

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Francesca Dall'Acqua ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Parlamento e Preg.mo Sottosegretario di Stato Andrea Costa (Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute)

Stare accanto alle donne. Non con un femminismo a corrente alterna, senza la pietà e l’indignazione a orologeria, evitando di dimenticare non appena un femminicidio arriva al taglio basso della prima pagina dei giornali o a breve trafiletto nelle pagine di cronaca.

Per questo, lo zainetto di Saman, quello che resta di questa  ragazza musulmana barbaramente uccisa da un sistema familiare che aveva sentenziato la sua morte perché non seguiva e non osservava i precetti di quella religione, lo dobbiamo mettere sulle spalle noi.

Perché di Saman, intorno, ce ne sono tante.

Forse ognuna di noi ne ha vista una, dietro un velo. Forse è una compagna di classe delle nostre figlie. Forse è una mamma che sulla chat del gruppo della classe non scrive mai. Hanno doppie catene: quelle delle loro famiglie e quelle della nostra indifferenza.

Noi non siamo per il relativismo culturale: nessuna religione su questa terra deve decidere del corpo e della vita delle donne. E non possiamo permettere che da noi si consumino riti semi- tribali, perché di questo si tratta- se vogliamo chiamare le cose con il loro nome.

Saman è stata uccisa, il suo zaino è tornato orrendamente da solo. Questo è quello che rimane della sua vita e questo dobbiamo metterci sulle spalle.

Uno zaino che contiene un “fidati di me”, un “ raccontami cosa ti succede, ti aiuto” o semplicemente un “ ti accompagno dalla polizia o in un centro che saprà aiutarti”.

Uno zaino di lotta per costituire centri d’ascolto per vittime di consuetudini religiose interpretate in senso di umiliazione e violenza sulle donne.

Uno zaino di competenze messe a disposizione da noi tutte: legali, psicologiche, pedagogiche, giornalistiche.

Questo è lo zaino per non dimenticare Saman e tutte le altre Saman, ogni giorno intorno a noi.

Uniamoci adesso: domani, dopo, tra qualche ora, un minuto in più, è  già troppo tardi. Come me: tutte le nostre colleghe, le nostre amiche, le donne che incontreremo per strada e tutte quelle che non conosciamo e non conosceremo mai sappiamo che in questo momento #unadinoi sta vivendo il dramma della violenza, dell’abuso e del maltrattamento. Le violenze, i maltrattamenti e gli abusi sulle donne, in tutto il mondo, derivano da un fenomeno strutturale, che affonda le sue più profonde radici nelle mentalità che prevedono di subordinare le donne agli uomini. Siamo in presenza di un rapporto sociale che si è naturalizzato e che concepisce il corpo della donna come una merce da vendere e comprare. Perciò, non basta liberare le sole donne dagli uomini, bisogna anche liberare gli uomini dal dominio di altri uomini e iniziare a concepire qualunque diseguaglianza tra persone, in qualunque posto del mondo, come una condizione inaccettabile.

Di #unadinoi

A #unadinoi 

Da #unadinoi

In #unadinoi

Con #unadinoi

Su #unadinoi

Per #unadinoi

Tra #unadinoi

Fra #unadinoi

Verso #unadinoi

Sara Tagliente Giornalista

Francesca Dall’Acqua Consulente pedagogico giuridico 

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