Riconoscimento del titolo di studio per l’Indirizzo Professionale Socio Sanitario

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Chiedo a tutti di sostenere la petizione per il riconoscimento del titolo di studi dell’Indirizzo Professionale Servizi Socio Sanitari, visto che questi “studenti vengono formati sul campo ed orientati per la costruzione del proprio futuro; queste, in sintesi, sono le dichiarazioni del sottosegretario Salvatore Giuliano.

Il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano afferma che questo”deve essere un impegno condiviso quello di valorizzare la formazione negli istituti professionali, dando risposte concrete alle domande di competenza che provengono dal mondo del lavoro.”

“Al termine di un ciclo quinquennale, gli studenti conseguono un diploma non abilitante e pertanto non possono sottrarsi dal frequentare un corso regionale a pagamento per conseguire la qualifica di operatore Socio-Assistenziale e Socio-Sanitario di III livello. Solo dopo potranno immettersi sul mercato del lavoro.”

La deputata (M5S) dichiara:“Una situazione cui porre rimedio se si pensa che non tutti possono sostenere i costi di tali corsi – in taluni casi anche molto elevati – e che, comunque, la qualifica conseguita è la medesima di chi ha una formazione meno qualificata.

Una possibile soluzione, come si legge, potrebbe essere quella di creare una nuova figura professionale di IV livello: in tal modo, avremo diplomati abilitati liberi .”

Ringraziamo calorosamente la deputata Flora Frate (M5S) per aver portato alla luce questo annoso problema  e per aver presentato l’interrogazione parlamentare .

Testo dell’interrogazione
Al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro della Salute – Per sapere – premesso che: l’indirizzo dell’istituto professionale socio-sanitario, della durata di cinque anni, ha lo scopo di formare professionalmente i discenti alla figura di operatore socio-sanitario. Tuttavia, il diploma conseguito non è di per sé abilitante: difatti, per esercitare tale professione è necessaria l’iscrizione ad un apposito corso regionale, a pagamento, al termine del quale si acquisisce la qualifica di operatore socio-sanitario di 3° livello; l’operatore socio-sanitario affianca gli infermieri nelle strutture ospedaliere e nelle R.S.A. con mansioni di forte responsabilità e la mancanza di un diploma può, in taluni casi, significare una preparazione parziale. Non a caso, negli ambienti sanitari, sta affermandosi la consapevolezza e la necessità di impiegare personale maggiormente qualificato, onde garantire uno standard di assistenza qualitativamente superiore. Un esempio è offerto dalla città di Bergamo che, bandendo un concorso per operatore socio sanitario, ha indicato quali requisiti sia la qualifica regionale che il conseguimento di un diploma quinquennale; il Decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 61, all’articolo 1, comma 4, recita che: “ Il sistema dell’istruzione professionale ha la finalità di formare la studentessa e lo studente ad arti, mestieri e professioni strategici per l’economia del Paese […] nonché di garantire che le competenze acquisite nei percorsi di istruzione professionale consentano una facile transizione nel mondo del lavoro e delle professioni”; una possibile soluzione per chi ha conseguito il diploma quinquennale potrebbe essere l’introduzione di una nuova e specifica figura professionale: quella di tecnico dei servizi socio-sanitari di 4° livello EQF. Ciò consentirebbe ai diplomati di accedere direttamente al mercato del lavoro – garantendo che le competenze acquisite nel percorso di istruzione siano immediatamente spendibili senza dover frequentare corsi regionali a pagamento – e con il conseguente miglioramento delle prestazioni sanitarie offerte:- se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda assumere al riguardo per quanto di competenza.


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