Lo "Stato" e' un'istituzione obsoleta, lo dice il nome stesso.

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Arrestare, condannare, recludere chi avesse violato le leggi dello Stato contrasterebbe con che l'art. 21 della Costituzione sancisce che: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione." volendo porre l'attenzione su "...manifestare liberamente il proprio pensiero..." pensiero che ribadiro' in seguito essere limitato da regole contemplate non sempre nell'ottica di favorirne la sua manifestazione che quindi l'impedirebbero iniquamente generando i comportamenti deviati che poi avremmo la pretesa di giudicare senza un diritto acquisito che ne desse adito. 

Riflettere nel merito d'ogni violenza che dipinge senza tregua le pagine dei media ha fatto emergere alla consapevolezza che dopo 40 anni suonati che si sono chiusi i manicomi ora si dovrebbe adoperarsi a che: 1) s'abolissero le carceri offrendo se richiesto a chi vi fosse detenuto un tetto a porte aperte e quanto fosse utile per soddisfare i bisogni primari, 2) s'estendesse il disarmo dal nucleare a tutte l'armi da fuoco ad uso nell'esercito incluse le forze dell'ordine. Queste misure se attuate rivoluzionerebbero la struttura della società ma altresì senza questo “sacrificio” tra virgolette poiché si tratta di buon senso, solidarietà ed umanità non sarebbe possibile liberare l'essere umano dalla schiavitù d'un potere delirante che altrimenti non cambierebbe nulla anche se ci si votasse per farlo, 3) tutti s'avesse il diritto alla stessa paga oraria e conseguentemente allo stesso stipendio ed alla stessa pensione eliminando stipendi e pensioni d'oro in toto, 4) si suddividesse equamente la ricchezza d'una comunita' tra i cittadini nei limiti del possibile, 5) s'istituisse una sanità gratuita per tutti, 6) non vi fossero limiti alla legalizzazione delle droghe leggere che contrasta l'uso di quelle pericolose per la salute. La clandestinità per gli adulti come per i minori è uno stimolo alla trasgressione, non si cresce mai ma il limite imposto del massimo contenuto di principio attivo e' discutibile ed impedisce il diffondersi delle rivendite autorizzate che offrono un prodotto di bassa qualita' favorendo l'abusivismo e la diffusione delle droghe pesanti, 7) non si dovesse discriminare per sesso, eta' e quant'altro desse adito di farlo anche per partecipare ad un'attivita' sportiva poiche' siamo sempre pronti con molto zelo a dichiarare di non essere razzisti, per non contraddire i nostri principi ed essere coerenti con noi stessi, perche' fare sport significasse partecipare e condividere momenti non solo idealmente e perche' denaro e competizione non continuassero a vedere sfociare spesso le manifestazioni sportive in atti di violenza assurda.                                                               

Potrebbe porsi il quesito da dove iniziare o se operare i cambiamenti contemporaneamente, io darei la/le priorita' ai punti 2) e 1) simbolicamente come ora indicati che indicherebbero a chiare lettere lo scopo manifesto d'eliminare ogni residua forma di razzismo e diseguaglianza tra i cittadini. L'essere umano non e' umano che debba temere gli altri esseri umani e se non s'instaura un rapporto di fiducia incondizionata tra noi non otterremo mai la liberta' che a tutti sarebbe dovuta.

Se un ministro non emanasse un decreto per chiedere i cambiamenti contemplati ai precedenti punti dall'1 al 7 al Parlamento sarebbe necessario raccogliere le firme richieste (500'000) per indire un referendum che chiedesse ai cittadini di scegliere di cambiare.

Quasi 29 anni fa è stato abbattuto il muro di Berlino per riunificare la Germania e si dovrebbero ora aprire tutte le frontiere perché il mondo appartiene a tutti. Vivendo sulla stessa terra perchè abbiamo innalzato muri per rivendicare diritti sui territori? Non è umano, non possiamo appropriarci di cosa non ci appartiene, potrebbero appartenerci le opere che abbiamo costruito noi stessi ma per fare questo abbiamo usato i doni della terra ed essa non appartiene a nessuno, è di tutti!                                                                                                                                                        La guerra non è civiltà né cultura ed il disarmo va esteso dal nucleare a tutte le armi ad uso bellico ed infine alle forze dell'ordine che in realta' creano esattamente il contrario basti guardare alla Francia di questi giorni (novembre/dicembre 2018). Il referendum popolare chiesto con questa petizione metterebbe i cittadini a confronto con sé stessi, la loro maturità e la loro civiltà.           

Sono passati 40 anni dalla chiusura dei manicomi e se si pensa alle carceri ed ai poveri disgraziati che pur compiendo ogni sorta di delitti e crudeltà vi vengono imprigionati mi chiedo se fosse peggiore il crimine o la pena o se pensassimo con il carcere d'ottenere un giorno che certi crimini non avessero più adito d'essere commessi. Che diritto s'ha di giudicare? Se lo si fa' non si rida' la vita a chi l'ha persa e non si rende il mal tolto condannando un disgraziato. Contemplare le carceri lascia adito solo a dubbi e significa rimuovere una realtà scomoda per allontanarla dai propri pensieri ma condannare un criminale non pone fine alla sofferenza che si perpetua con la condanna alla stessa stregua dei crimini stessi chiedendo altro dolore ed altro sangue. Condannare chi commette un reato è una inconsapevole forma di razzismo. Si proiettano su chi ha rubato ucciso e quant'altro tutte le colpe dell'umanità ma sono i valori della società che sono da rivedere. I delinquenti sono un prodotto della società e s'e' tutti colpevoli di cio' che accade. La giustizia va riformata poiche' non s'è votata alla giustizia dichiarandosi superficialmente quasi prendendosi gioco di chi la dovesse subire “uguale per tutti” nel bene come nel male quindi giusta o sbagliata che fosse e questo non può giustificarla. La giustizia non si può imporre poichè essa lo farebbe da sè se fosse parziale. Se una legge fosse giusta come potrebbe lasciare adito d'essere violata!

La nostra cultura inconsapevolmente esalta la violenza forse perché non la comprende, quando viene commessa una violenza non c'è alternativa valida alla ricerca del capro espiatorio, chi compie una violenza può finire paradossalmente per diventare quasi un'eroe, un simbolo vincente, la cinematografia esalta la violenza proponendola in tutte le salse finendo per fare credere che fosse indispensabile. I miti proposti dal cinema sono obsoleti poichè propongono una soluzione alla violenza che non è in grado di cancellarla e che serve solo a tenere in vita un mito.

Le cronache dei telegiornali nel merito d'ogni crimine, violenza o quant'altro fosse vietato dalla Legge e' pura istigazione all'odio. Commentare un crimine serve solo, pure involontariamente non volendo demonizzare alcuno, a stigmatizzarne l'autore e la colpa e' dello stato che per far rispettare le leggi si serve d'un esercito armato.

L'era del computer portando da una parte innovazione, progresso ecc., ha trasformato le menti in altrettanti computer facendo perdere di vista i sentimenti ed i risultati si vedono: guerre, terrorismo, violenze d'ogni genere. E' necessario individuare le lacune che ancora minano alle radici l'amministrazione della giustizia nella società.

Le forze dell'ordine armate in paesi civilizzati servono solo ad incutere terrore. Perchè? Magari potrebbero dare una risposta i signori dei vitalizi senza volere demonizzare alcuno tuttavia visto il principio giuridico delle pari opportunità che invece il Parlamento ha violato ingenuamente prendendo misure contro i parlamentari che avessero subito condanne. S'era inizialmente ipotizzato che le forze dell'ordine lavorassero disarmate e ricorressero all'armi solo a mali estremi ma la sfida e' piu' grande e sarebbe richiesto il coraggio per giustificare la societa' d'affrontare la delinquenza senza l'uso dell'armi, vista anche l'esistenza di culture umanamente piu' evolute che l'accolgono come una manifestazione del divino, lasciandole libero arbitrio e s'è vero ch'è il pensiero che conta essa invero scomparirebbe in modo naturale poichè non lascerebbe più adito alla sua stessa manifestazione. La notizia della proposta dell'uso da parte delle forze dell'ordine dell'armi elettriche vorrebbe forse far credere d'essere meno brutale e violento dell'uso dell'armi da fuoco mentre farebbe ricordare i metodi che s'usavano negli ospedali psichiatrici prima della loro chiusura, invece d'andare avanti torneremmo indietro.

Bisogna rendersi conto che condannare chi commette un crimine non e' la scelta giusta poiche' il crimine e' il frutto della pazzia d'un momento, l'attimo precedente e quello successivo chi lo ha commesso e' una persona normale ed e' la societa' con le sue diseguaglianze e la sua indifferenza che produce i criminali, le diverse classi sociali, i privilegi di pochi, le forze dell'ordine armate a priori non sono simboli di civilta' ma di arretratezza e barbarie. Un carcere e' come un campo di concentramento dove non si viene uccisi ma istigati silenziosamente al suicidio ed ogni anno le cifre di chi si toglie la vita dietro le sbarre fanno rabbrividire. Non siamo umani ma peggio delle bestie.

Se un tempo m'indignavo o rimanevo forse indifferente in fronte alla notizia d'una  qualsivoglia forma di violenza oggi in fronte alla stessa soffro perche' e' stato perpetrato un crimine ed ancor piu' perche' ci si vuole vendicare sul colpevole arrestandolo e condannandolo e la pieta' che provo e' per entrambi. Riflettendo in questo modo nel merito delle violenze che giorno dopo giorno accadono diventa piu' che verosimile ipotizzare la plausibilita' d'una soluzione nonviolenta all'approccio dei crimini d'ogni genere.

Ho sentito le cifre alla televisione del numero dei suicidi che nelle carceri avvengono ogni anno e c'è da rabbrividire. 

Su questo pianeta ci sono miliardi di persone che possono godere delle sue meraviglie, del sole, dell'acqua, della vegetazione, degli animali e di quant'altro e ciò non lascerebbe adito di pensare che potessero esserci persone che dai loro stessi simili sullo stesso pianeta venissero recluse e private della loro liberta'.

Le misure antiterrorismo sembrerebbero dare un senso alle forze dell'ordine che possono presidiare città, eventi ed aereoporti armati quando anche in questo caso l'unica soluzione rimarrebbe quella non violenta che vedrebbe sicuramente scomparire anche il fenomeno terrorismo.  Carabinieri e finanzieri sono stati istituiti nel 18° secolo quando i diritti umani non erano quelli attuali anche se solo pensiamo allo sterminio degli ebrei avvenuto un secolo dopo eppure le 2 armi esistono ancora ma sono obsolete ed andrebbero riconvertite in figure sociali da quali già fungono in parte. Questo scenario vedrebbe scomparire una serie di figure professionali, quali Magistrati, Giudici, Avvocati, lo stesso Ministero della Giustizia dovrebbe trovarsi un'indirizzo alternativo al quale votarsi, che non avrebbero più ragione d'esistere e che altresì se avessero compreso il senso etico che ha dato vita al cambiamento qui contemplato si potrebbero riconvertire in insegnanti o testimoni di codesto cambiamento essi che in prima persona erano già votati alla giustizia anche se purtroppo interpretandola erroneamente ora avrebbero una ragione di più per testimoniare la verità.

A cosa sono servite le guerre mondiali oppure non possono essere servite perché come può essere stato utile uno scempio simile? Dire che non sono servite e poi ricordarle però sarebbe contradditorio quindi devono essere servite. Dunque le ricordiamo ma vi sono aspetti contradditori come glorificare il conflitto ed i suoi eroi. I terroristi che si suicidano non fanno tanta notizia! Che senso ha ricordare gli episodi più brutti della nostra storia se non per ammettere che sono stati errori che se pure inevitabili non sono serviti a nulla ed hanno solo portato dolore e morte. Dovremmo guardare al passato per imparare dagli errori fatti e non per miticizzare episodi che nessuno invocherebbe accadessero ancora. Questa sarebbe vera cultura. 

E' paradossale come i quotidiani mescolino cronaca rosa a cronaca nera e mentre in molti paesi ancora esiste la pena di morte in Italia si trovi il tempo d'inscenare le pagine sportive, questa non è solidarietà verso chi vive in società ove la libertà è pagata a prezzi più cari e ciò accade tuttavia poiché anche in casa nostra c'è ancora molto da cambiare e quindi la percezione dei crimini contro l'umanità in posti lontani scema.

“Politica” esprime un concetto poco trasparente che necessita d'avere un'indirizzo al quale votarsi e l'unico plausibile è quello sociale che paradossalmente nella politica dei nostri giorni occupa soltanto un piccolo spazio della politica globale che volge il proprio interesse a tutt'altro che dovesse essere invero di sua competenza.

Razzismo ed antirazzismo sono 2 facce della stessa medaglia, è la neutralità la scelta etica.

Il razzismo è assurdo come ogni crimine contro l'umanità e va accolto anch'esso come una deviazione del comportamento umano ch'è solo imputabile alla società ovvero a tutti noi. Il trattamento che riserviamo a chi commette un crimine è una forma conclamata di razzismo che contrasta con il principio giuridico delle pari opportunita'. Essere coerenti con principi incontrovertibili giustifica ogni sacrificio richiesto all'uopo.

La legge sulla privacy contrasta con l'idea di una societa' trasparente e cela zelantemente informazioni per proteggere il cittadino ma il fine non giustifica i mezzi, palese esempio di come sia gestito in modo errato e delirante un potere che da' adito a trarne vantaggi personali. La macchina giudiziaria e del potere inconsapevolmente si tradisce ed ormai fa' acqua da tutte le parti.

Alla società sono imputabili anche tutte le malattie moderne ch'è ormai risaputo avessero origine psicosomatica grazie alla cultura che privando della libertà causa solo stress e malessere che prima o poi si somatizzano ammalandosi ed aprendo le carceri e privando dell'armi le forze dell'ordine ne guadagnerebbe anche la salute di tutti.

I valori che dovrebbero sostenere la società non sono giusti ed i risultati non si possono più nascondere a nessuno.

L'inconscio o immaginario collettivo è la consapevolezza (conscio) interiore (in), la mente o il pensiero collettivo, ne è stata ipotizzata l'esistenza circa 100 anni fà, in senso figurativo uno spazio virtuale ove tutti s'avrebbe accesso con il pensiero e se la sua esistenza potrebbe essere oggi una realtà conclamata alla portata di tutti è ipotizzabile che i meno abbienti non v'avessero accesso per ragioni di sopravvivenza che lascerebbero loro poco spazio per pensare poichè sarebbe più importante soddisfare prima i bisogni primari e la società che contempla una differenza abissale tra la classe al potere e gli ultimi cittadini ne sarebbe invero la causa. Non permettere di pensare è un'abuso intollerabile, una limitazione alla libertà degli individui ed i nostri governi che tanto ci tengono ad "apparire" ai nostri occhi invece di fare ciò che gli competerebbe poi è naturale che debbano temere che ci si ritorca contro essi e per difendersi abbiano bisogno d'un esercito armato solo apparentemente per difendere i cittadini.

La certezza che la trasmissione del pensiero non fosse più un'utopia ma invero nella natura degli esseri viventi dalle piante agli animali agli esseri umani potrebbe essere ribadisco una realtà in un mondo libero da ingiustizie.

Perchè con il pensiero si può comunicare indipendentemente dall'etnia e dalla lingua parlata? La risposta non richiede d'essere espressa con le parole e viene da sè. Per questa ragione anche tutte le frontiere perdono il loro senso e dovrebbero scomparire prima o poi.

Acquisire la consapevolezza della telepatia aiuterebbe a cambiare la società poiché diventare consapevoli d'essere esseri pensanti non permetterebbe piu' di mentire a sè stessi né agli altri così che l'ingiustizie finirebbero.

Con il pensiero non si puo' mentire poiche' si mentirebbe a se' stessi. Perche' abbiamo paura di comunicare con il pensiero? Perche' il pensiero e' spirituale e noi siamo troppo attaccati alla materia che pensare ci fa' temere di perdere tutto cio' che abbiamo accumulato forse non sempre in nome della trasparenza.
Altresi' scrivere il proprio pensiero lo renderebbe indelebile, ai posteri l'ardua sentenza.

Ciò che ho immaginato e poi scritto in questa sede non è poi nulla di nuovo anzi cose simili le hanno contemplate molti in passato unica nota dolente e' che molti hanno perso la loro vita per mano d'altri esseri umani, sono morti sognando un mondo libero dall'ingiustizie ma non invano lasciando un messaggio che non è andato perduto.
Se tuttavia quanto denunciato possa apparire come una tragica realta' altresi' ho scoperto che l'inconscio collettivo sembra essere davvero emerso alla consapevolezza e che sarebbe sufficiente crederci nel cambiamento e paradossalmente che il pensiero fosse piu' veloce della penna sarebbe pure la realta' alla quale tutti dovremmo adeguarci poiche' c'indicherebbe la strada molto semplicemente senza lasciare piu' adito a dubbi.

Ammettiamolo almeno a noi stessi d'essere inconsciamente combattuti tra noi e gli altri poichè sarebbe sufficiente scegliere la seconda opzione affinché l'inconscio personale divenisse collettivo e scopriremmo di comunicare naturalmente con il pensiero ancor prima che con la parola così che tutti gli orrori che macchiano ancora la nostra quotidianità scomparirebbero inevitabilmente.

Credo che l'"uomo" anche s'é riduttivo e razzista definirlo tale poiché non è ermafrodita si trovi ad un passo da una successiva evoluzione da "sapiens" ad "essere" o "entità" "pensante" o "consapevole", una creatura che non contemplerebbe più distinzioni e discriminazioni d'alcun genere tra gl'individui che il comune pensiero unirebbe permettendo loro dopo millenni di molti orrori d'essere un solo popolo che vive s'un pianeta in pace.

Nell'ottica ch'è il pensiero che conta sarebbe sufficiente avere una mentalità aperta alle devianze sociali perché il mondo cambiasse poiché si vedrebbe tutto in modo diverso ed il male s'esistesse pure non avrebbe più adito di manifestarsi.

Le uniche leggi che si devono accettare sono quelle della natura e le leggi dell'uomo vi si devono adeguare altrimenti egli si autodistruggerà ed è già sulla buona strada.  Dobbiamo essere maturi ed amare davvero per affrontare la sfida che lo spirito della non violenza invoca poiche' non ci sarebbe da meravigliarsi che i nostri sentimenti negativi accumulati nel tempo ed a lungo repressi non si trasferissero prima o poi all'ambiente che si rivolterebbe a sua volta contro le opere dell'uomo ed a cavallo tra ottobre e novembre (2018) ne abbiamo fatta in molti l'esperienza.

Vorrei tornare indietro di 3 anni dal momento in cui inizio' a rivelarmisi ciò che ha ispirato questi scritti. Non avevo mai avuto modo di dover dubitare dell'autorità che fa capo alla nostra società, dal governo agli enti locali finché un giorno dei funzionari della provincia in cui risiedo suonarono al campanello del bed and breakfast che personalmente gestisco pretendendo d'effettuare un controllo dei locali adibiti all'attività. Venne riscontrata la presenza d'un locale non autorizzato e successivamente venne ingiunta una sanzione pagata poi a rate per evitare danni peggiori. Contestai la sanzione poiché la ritenni incongrua al contesto d'una violazione ma causa limiti temporanei non potei presentare una memoria difensiva plusibile cosi' che dovetti lanciare una petizione per difendere i miei diritti. Successivamente emerse che il titolo V° che permette alle Regioni di regolare il turismo non era equo poiché ogni Regione faceva quello che voleva contro il principio delle pari opportunità. La gestione del turismo può essere sostenibile ed avvenire in sede regionale ma la legge che lo regola dev'essere uguale per tutti. Questo contesto è trattato in un'altra petizione. Non mi sembrava umana la gestione della giustizia quando un giorno nei primi mesi dell'anno corrente i miei pensieri che fino a poco prima erano confusi, tristi, disperati e senza speranza iniziarono come d'incanto a fluire, ad acquistare un senso, a far nascere una speranza ed a chiarire quei contesti che avevano fino a quel momento solo fatto soffrire in silenzio. Quando mi resi conto che la cattura e la condanna d'un presunto criminale non era la soluzione al misfatto compiuto tutta la società ed i valori sui quali avrebbe voluto fondarsi crollarono ed iniziai a scrivere e sono 8 mesi che lo sto facendo.

Vorrei finire con poche parole che in senso figurativo riescono tuttavia a dipingere l'immagine della dovuta uguaglianza tra gli esseri umani: "quando si contemplasse d'istituire una gerarchia od una scala dei valori da rispettare sarebbe opportuno porre le persone od i valori orizzontalmente per non discriminare tra chi stesse sopra e chi stesse sotto".



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