Diamo una voce ai pensieri ed ai sentimenti che sostituisse quella assurda della violenza.

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E' stato coniato recentemente forse il concetto di "cambiamento", non so bene in quale contesto ma il concetto è stato ad esempio accoppiato al “governo”...del cambiamento. All'autore della petizione nei primi mesi dell'anno si rivelarono alcuni paradossi nel merito dell'amministrazione della società. In questi frangenti s'è manifestata sempre più spesso quella che circa 100 anni fa veniva ipotizzata ovvero l'esistenza dell'inconscio collettivo che in altre parole significherebbe che il pensiero d'uno fosse il pensiero di tutti. Quando si pensa il pensiero si propaga a macchia l'olio ed in breve raggiunge tutti. Non è una novità la trasmissione del pensiero anche s'è sempre stata forse una tematica d'elite ma come sembra manifestarsi attualmente è stupefacente anche grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa e ciò che colpisce maggiormente è che il pensiero se abbraccia tutti raggiunge tutti altrimenti rimane incompiuto e degenera e grazie a questa conoscenza l'auspicio è che l'ingiustizie nel mondo avessero un giorno fine. Paradossalmente tuttavia scrivere ciò risulterebbe essere inutile poiché il pensiero sarebbe più veloce della penna ma alla stessa stregua si dovrebbe anche ammettere che in questo contesto non si dovrebbe più pronunciare alcuna parola poiché si comunicherebbe con il pensiero. Non so in quale contesto fosse stato coniato il concetto di “compromesso storico” in ambito politico e forse varrebbe la pena di rispolverare il caso ma un compromesso sarebbe forse anche la soluzione al contesto in oggetto del pensiero, della parola e del loro libero uso per il quale ci s'è adoperati anche molto negli stessi o in altri frangenti della politica e della società forse e c'è forse ancora molto da dire nel merito o da pensare. Se il tempo tuttavia avvalorasse l'ipotesi supposte cancelerebbe forse pure paradossalmente la realtà che involontariamente le ha generate e che è così di seguito illustrata: alcuni anni fà un'insostenibile legge per il turismo regionale vide i proprietari d'una tipologia di struttura extralberghiera colpiti particolarmente dal nuovo regolamento unirsi per difendere i loro diritti. In questi frangenti all'autore della petizione venne ingiunta una sanzione che la suddetta legge avrebbe giustificato. In un'altra petizione accessibile oltre in questo testo e' smentita la plausibilità dell'ingiunzione della suddetta sanzione e della legge che la giustificherebbe, sono contemplate le sostenibili alternative alla legge in oggetto e sono contestati altri privilegi che alle leggi non sono dovuti. Questo è il link che permetterà l'accesso alla suddetta petizione: https://www.change.org/p/la-provincia-di-belluno-la-legge-x-tutti-o-dell-errare-umanum-est-non-pu%C3%B2-prendersi-gioco-della-giustizia?recruiter=859391392&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

In questi anni dopo la suddetta vicenda vissuta in prima persona dall'autore della petizione, egli riflettendo nel merito della giustizia e della sua pessima amministrazione, un giorno assistendo alla televisione alla notizia dell'ennesimo femminicidio gli si rivelo' quanto nella società fosse palesemente paradossale e necessitasse d'un cambiamento radicale. Tutto ciò è così sintetizzato: "40 anni fa vennero chiusi i manicomi e se si pensa alle carceri ed ai disgraziati che pur compiendo ogni sorta di delitto e crudeltà vi vengono imprigionati privati anche della dignità ci si chiede se fosse peggiore il crimine o la pena o se si pensasse con il carcere d'ottenere un giorno che certi crimini non avessero più adito d'essere commessi. Che diritto si ha di giudicare? Se lo si fa' non si rida' la vita a chi la ha persa e non si rende il mal tolto condannando un disgraziato. Contemplare le carceri lascia adito a molti dubbi e significa rimuovere per paura una realtà scomoda per allontanarla dai propri pensieri ma condannare un criminale non pone fine alla sofferenza che si perpetua con la condanna alla stessa stregua dei crimini stessi. Ci vuole coraggio per effettuare le scelte proposte in questa sede nell'ottica tuttavia che non è giusto privare della libertà chi pur avesse commesso un crimine. I delinquenti sono un prodotto della società e s'e' tutti colpevoli di cio' che accade. La giustizia va riformata, la giustizia è un'istituzione che non s'è votata alla giustizia poiché si dichiara “uguale per tutti” nel bene come nel male quindi giusta o sbagliata che sia e questo non può giustificarla. La giustizia va cercata, giorno dopo giorno, non c'è nel dna, non si puo' credere d'esserne gli artefici se la si usa contro i propri simili invece che a favore. Oggi viene palesata da taluni la disapprovazione nel merito della presenza al governo di parlamentari che avessero subito condanne ma ciò contrasta con il principio delle pari opportunità. Politici e funzionari degli enti locali devono tuttavia essere uguali ai cittadini. Essi non possono darsi privilegi che essi non sono dovuti come i vitalizi ai parlamentari per fare l'esempio più eclatante poiché s'è tollerabile rubare con una mano, in alcune culture il ladro è pure una manifestazione del divino, non può esserlo farlo con entrambe. Essi non sono migliori dei cittadini. Nella società democratica non devono esistere migliori. Ma dove sono finiti i valori della democrazia e della sovranità popolare? Forse nelle alte sfere della società essi sono sempre risultati essere utopici ed irrealizzabili? Si vorrebbe citare l'ultimo atto criminoso seguito alla televisione, 2 uomini che hanno compiuto varie aggressioni in poche ore ferendo più persone, uccidendone una per un cellulare e pochi spiccioli forse. Episodi come questo sono ricorrenti al punto che non vi si presta nemmeno più attenzione come se inevitabilmente dovessero accadere ed i mass media vorrebbero forse pure farcelo credere, ma non è così. Cosa porta a compiere questi delitti? La sopravvivenza, il cibo ed i bisogni primari sono le risposte. Si sentiva spesso un tempo parlare di welfare ovvero dell'assistenza dello Stato ai bisognosi, malati ecc. ed era di conforto sapere che qualcuno c'era in caso di bisogno. Ma che fine ha fatto il welfare (stato sociale) in Italia? L'era del computer portando da una parte innovazione, progresso ecc., ha trasformato le menti in altrettanti computer facendo perdere di vista i sentimenti ed i risultati si vedono: guerre, terrorismo, violenze d'ogni genere. La soluzione a tutto ciò è una sanità garantita a tutti gratis e le carceri devono essere istituti a porte aperte, offrire cibo ed alloggio a chi per sopravvivere è costretto o sarebbe costretto da una società che pensa ancora troppo agli interessi di parte a compiere ogni sorta di crimini. Non si cancella il dolore che un crimine può causare condannando chi lo ha commesso poichè la condanna perpetua il dolore arrecato che chiederà altro sangue ed altro dolore. Il malessere che ci si porta dentro viene proiettato su ciò che la società indica essere sbagliato, su chi ha rubato, ucciso e quant'altro ma il malessere rimane poichè è il frutto d'una società i cui valori fondamentali sono da rivedere in toto. Chi compie un crimine attira su di sè involontariamente tutte le colpe dell'umanità e questo non è giusto. Un buon governo deve occuparsi innanzitutto di chi nella società ha bisogno. Va condiviso nei programmi dei partiti di aiutare i terremotati ed anche le famiglie, di togliere i vitalizi ai parlamentari ma non d'aprire nuove carceri e nel merito d'aumentare la sicurezza sarebbe necessario prima chiarire in quale contesto. E' necessario individuare le lacune che ancora minano alle radici l'amministrazione della giustizia nella società. Queste le ipotesi di cambiamento: 1) la legalizzazione delle droghe leggere che limiterebbe l'uso di quelle pericolose per la salute, droghe light che come le sigarette e le bevande alcoliche sarebbero accessibili solo agli adulti. La clandestinità per gli adulti come per i minori è uno stimolo alla trasgressione, non si cresce mai. 2) Quasi 29 anni fa è stato abbattuto il muro di Berlino per riunificare la Germania, apriamo ora tutte le frontiere perché il mondo appartiene a tutti. 3) Il disarmo nucleare va esteso a tutte le armi ad uso bellico. Le forze dell'ordine armate in paesi civilizzati come l'Italia servono solo ad incutere terrore. Perchè? Magari potranno dare una risposta i signori dei vitalizi senza volere demonizzare alcuno tuttavia visto ribadisco il principio giuridico delle pari opportunità. S'era ipotizzato che le forze dell'ordine lavorassero disarmate e ricorressero all'armi solo a mali estremi ma la sfida e' piu' grande e nel nome d'un sentimento che fosse comune a tutti e' richiesto il coraggio per giustificare la societa' d'affrontare la delinquenza senza l'uso dell'armi e viste ribadisco le culture umanamente piu' evolute accogliendola pure come una manifestazione del divino ovvero lasciandole libero arbitrio che condurrebbe tuttavia inevitabilmente invero alla sua scomparsa poichè non lascerebbe più adito alla sua stessa manifestazione. 

Nel merito del governo e dell'apparentemente tanto discussa legge elettorale: i programmi dei partiti sono la loro anima, ciò che li distingue e li divide. Tuttavia ci sono delle linee comuni sulle quali vale la pena di concentrarsi invece di perdersi in un bicchiere d'acqua, o di vino. I dissidi con il tempo si dissipano se s'é tutti nella stessa barca. Meglio un'uovo oggi che una gallina domani. E' necessario impegnarsi su ciò ch'è condiviso con l'obiettivo di lavorare per la comunità come per l'ultimo cittadino. Non ci deve essere antagonismo tra i partiti ma partecipazione per regolare al meglio l'attività della collettività. Non sono contemplabili scorciatoie nè alternative. Non è plausibile un governo di maggioranza e ribadisco i partiti devono condividere le linee comuni dei loro programmi, cercando un compromesso ove le linee dissentissero senza esclusi od opposizioni per non creare malessere e divisione poichè nuociono alla collettività. 

 

 



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