Cosa dire d'una legge che equa od iniqua si dichiara banalmente uguale per tutti!?

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


Chiedo ai ministri o agli italiani con un referendum: 1) di cambiare la destinazione d'uso delle carceri in istituti di recupero dei loro ospiti a porte aperte che offrissero cibo ed alloggio a chi per sopravvivere è o sarebbe costretto da una società che favorisce le lobbies a compiere ogni sorta di crimini. 2) Che le forze dell'ordine lavorassero senza bisogno di un'arma a propria o altrui difesa. 3) Una paga oraria uguale per tutti ed una pensione uguale per tutti. 4) Chiarezza ai media nel merito dei vitalizi che il decreto Fico voleva tagliare al 18% e le ultime notizie vedrebbero abrogati. 5) Una sanità gratuita per tutti. 6) Che non si discriminasse per sesso ed/od eta' nella partecipazione ad attività sportive. 7) La legalizzazione delle droghe leggere che limiterebbe l'uso di quelle pericolose per la salute, droghe light che come le sigarette e le bevande alcoliche sarebbero accessibili solo agli adulti. La clandestinità per gli adulti come per i minori è uno stimolo alla trasgressione, non si cresce mai. Il limite imposto del max contenuto di principio attivo non è trasparente. 8) D'adoperarsi perchè tutti questi cambiamenti avvenissero in tutto il mondo e perchè venissero aperte le frontiere ancora esistenti. Quasi 29 anni fa è stato abbattuto il muro di Berlino per riunificare la Germania e si dovrebbero ora aprire tutte le frontiere perché il mondo appartiene a tutti. S'è fatta prima l'Italia, poi l'Europa ed ora si deve fare il mondo. Il disarmo nucleare va esteso a tutte le armi ad uso bellico e che l'Italia esca dalla Nato è già chiesto in una petizione accessibile dal II° dei 2 link a pié di pagina. Il referendum popolare chiesto con questa petizione metterebbe i cittadini a confronto con sé stessi, la loro maturità e la loro civiltà.

 


L'inconscio collettivo è stato ipotizzato forse 100 anni fà, in senso figurativo un grande calderone ove tutti s'avrebbe accesso con il pensiero e se la sua presunta esistenza potrebbe essere oggi una realtà conclamata alla portata di tutti è ipotizzabile che i meno abbienti non v'avessero accesso per ragioni di sopravvivenza che lascerebbero loro poco spazio per pensare poichè sarebbe più importante soddisfare i bisogni primari. Dunque una società che contempla una differenza abissale tra la classe al potere e gli ultimi cittadini è la causa di tutto questo ed è quindi responsabile. Non permettere di pensare è un'abuso intollerabile, una limitazione alla libertà degli individui ed i nostri governi che tanto ci tengono ad "apparire" ai nostri occhi invece di fare ciò che gli competerebbe poi è naturale che debbano temere che ci si ritorca contro essi e per difendersi abbiano bisogno d'un esercito armato solo apparentemente per difendere i cittadini.

 


La certezza che la trasmissione del pensiero non fosse più un'utopia ma invero nella natura degli esseri viventi dalle piante agli animali agli esseri umani potrebbe essere ribadisco una realtà in un mondo libero da ingiustizie.

 


Perchè con il pensiero si può comunicare indipendentemente dall'etnia e dalla lingua parlata? La risposta non richiede d'essere espressa con le parole e viene da sè. Per questa ragione anche tutte le frontiere perdono il loro senso e dovrebbero scomparire prima o poi.

 


Vivendo tutti sulla stessa terra perchè abbiamo innalzato muri per rivendicare diritti sui territori? Non è umano, non possiamo appropriarci di cosa non ci appartiene, potrebbero appartenerci le opere che abbiamo costruito noi stessi ma per fare questo abbiamo usato i doni della terra ed essa non appartiene a nessuno, è di tutti!

 


Acquisire la consapevolezza della telepatia aiuterebbe a cambiare la società poiché diventare consapevoli di pensare non permetterebbe piu' di mentire così che l'ingiustizie finirebbero. Sarebbe altresi' sufficiente che la parola non smentisse il pensiero inizialmente e la consapevolezza dell' "uni"-verso emergerebbe.

Il pensiero può unirci tutti e permetterci dopo milenni d'orrori d'essere un popolo che vive s'un pianeta in pace.

 

Vorrei tornare un'attimo indietro di 3 anni prima del momento in cui mi si rivelò ciò che ha ispirato questi scritti. Non avevo mai avuto né il modo nè la possibilità di dover dubitare dell'autorità che fa capo alla nostra società, dal governo agli enti locali finché un giorno dei funzionari della provincia in cui risiedo suonarono al campanello del b&b che personalmente gestisco pretendendo d'effettuare un controllo dei locali adibiti all'attività. Venne riscontrata la presenza d'un locale non autorizzato e successivamente venne ingiunta una sanzione pagata poi a rate per evitare danni peggiori. Contestai la sanzione poiché la ritenni non congrua al contesto d'una reale violazione e per maggiori particolari è possibile accedere dal I° dei 2 link a piè di pagina alla petizione dedicata anche al cambiamento della legge regionale che avrebbe voluto giustificare la sanzione in oggetto. Successivamente emerse che il titolo V° che permette alle regioni di regolare il turismo non è equo poiché ogni regione fa quello che vuole contro il principio delle pari opportunità. La gestione del turismo può essere sostenibile ed avvenire in sede regionale ma la legge che lo regola dev'essere uguale per tutti. Questo contesto è trattato in una terza petizione accessibile dalla petizione accessibile dal I° dei 2 link a piè di pagina. Ora sconvolto da quanto malamente fosse gestita la giustizia nel nostro paese non potei darmi pace poiché poche firme avevo raccolto con le 2 petizioni lanciate quando un giorno nei primi mesi dell'anno corrente ebbi ribadisco la rivelazione nel merito della giustizia in generale in tutto il mondo ed i pensieri che fino a poco prima erano confusi, tristi, disperati e senza speranza iniziarono come d'incanto a fluire, ad acquistare un senso, a far nascere una speranza ed a chiarire quei contesti che avevano fino a quel momento solo fatto soffrire in silenzio. Quando mi resi conto che la cattura e la condanna d'un presunto criminale non era la soluzione al misfatto compiuto tutta la società ed i valori sui quali avrebbe voluto fondarsi crollarono ed iniziai a scrivere e sono 8 mesi che lo sto facendo.

 


Riflettere nel merito della macchina giudiziaria che vorrebbe incarnare il sentimento della giustizia ma del sentimento non lascia trasparire nulla ha finito per sfociare nel pensiero che dopo 40 anni che si sono chiusi i manicomi ora si dovrebbero aprire le carceri e convertirle in istituti di accoglienza a porte aperte per tutti coloro che vi sono detenuti e per quant'altri avessero bisogno temporaneamente d'un tetto. Se ora un ministro non emana un decreto per aprire le carceri come a suo tempo si fece per chiudere i manicomi mi vedo costretto a cercare di raccogliere le firme necessarie (500'000) per indire un referendum che chieda agli italiani di fare questa scelta se al governo nessuno lo fà.

 


Inoltre chiedo ai ministri o agli italiani se ribadisco si dovesse ricorrere al voto che alle forze dell'ordine venissero tolte le armi. E' chiaro che queste misure se attuate rivoluzionerebbero la struttura della società ma altresì senza questo “sacrificio” tra virgolette poiché si tratta solo di buon senso non sarà mai possibile liberare l'uomo dalla schiavitù d'un potere iniquio che con la politica dei piccoli passi non cambierà mai nulla anche se ci si vota per farlo mentre dietro le quinte riflette forse su come non lasciarsi scappare l'occasione per fare fortuna. Solo con una scelta radicale e drastica si può cambiare una società votata all'ingiustizia.

 

Sono passati 40 anni dalla chiusura dei manicomi e se si pensa alle carceri ed ai disgraziati che pur compiendo ogni sorta di delitti e crudeltà vi vengono imprigionati privati anche della dignità ci si chiede se fosse peggiore il crimine o la pena o se si pensasse con il carcere d'ottenere un giorno che certi crimini non avessero più adito d'essere commessi. Che diritto s'ha di giudicare? Se lo si fa' non si rida' la vita a chi l'ha persa e non si rende il mal tolto condannando un disgraziato. Contemplare le carceri lascia adito a molti dubbi e significa rimuovere una realtà scomoda per allontanarla dai propri pensieri ma condannare un criminale non pone fine alla sofferenza che si perpetua con la condanna alla stessa stregua dei crimini stessi chiedendo altro dolore ed altro sangue. Non è giusto privare della libertà chi pur avesse commesso un crimine. Le carceri dovrebbero avere le porte aperte. Condannare chi commette un reato è una palese inconsapevole forma di razzismo. Si proiettano su chi ha rubato, ucciso e quant'altro, tutte le colpe dell'umanità, ma sono i valori della società che sono da rivedere. I delinquenti sono un prodotto della società e s'e' tutti colpevoli di cio' che accade. La giustizia va riformata, la giustizia è un'istituzione che non s'è votata alla giustizia poiché si dichiara superficialmente, quasi prendendosi gioco di chi la dovesse subire, “uguale per tutti” nel bene come nel male quindi giusta o sbagliata che fosse e questo non può giustificarla. La giustizia non si può imporre poichè essa lo farebbe da sè se fosse parziale.

Cito un'atto criminoso seguito alla televisione, 2 uomini che hanno compiuto varie aggressioni in poche ore ferendo più persone, uccidendone una per un cellulare e pochi spiccioli forse. Episodi come questo sono ricorrenti al punto che non vi si presta più attenzione come se inevitabilmente dovessero accadere ed i media vorrebbero forse pure farcelo credere, ma non è così. Simili delitti si compiono per la sopravvivenza, il cibo ed i bisogni primari e non è necessario essere psicologi per intuirne le cause. La nostra cultura inconsapevolmente esalta la violenza forse perché non la comprende, quando viene commessa una violenza non c'è alternativa valida alla ricerca del capro espiatorio, chi compie una violenza può finire paradossalmente per diventare quasi un'eroe, un simbolo vincente, la cinematografia esalta la violenza proponendola in tutte le salse finendo per fare credere che fosse indispensabile. I miti proposti dal cinema che incarnano un'idea della giustizia, sono obsoleti poichè propongono una soluzione alla violenza che non è in grado di cancellarla e che serve solo a tenere in vita un mito che non esiste.

 


L'era del computer portando da una parte innovazione, progresso ecc., ha trasformato le menti in altrettanti computer facendo perdere di vista i sentimenti ed i risultati si vedono: guerre, terrorismo, violenze d'ogni genere.

 


Il governo deve occuparsi di chi nella società ha bisogno. Condivido d'aiutare i terremotati ed anche le famiglie ma non d'aprire nuove carceri e d'aumentare la sicurezza. E' necessario individuare le lacune che ancora minano alle radici l'amministrazione della giustizia nella società.

 

La guerra non può essere civiltà. Le forze dell'ordine armate in paesi civilizzati come l'Italia servono solo ad incutere terrore. Perchè? Magari potranno dare una risposta i signori dei vitalizi senza volere demonizzare alcuno tuttavia visto ribadisco il principio giuridico delle pari opportunità. S'era inizialmente ipotizzato che le forze dell'ordine lavorassero disarmate e ricorressero all'armi solo a mali estremi ma la sfida e' piu' grande e nel nome d'un sentimento che fosse condiviso da tutti e' richiesto il coraggio per giustificare la societa' d'affrontare la delinquenza senza l'uso dell'armi e viste ribadisco le culture umanamente piu' evolute accogliendola pure come una manifestazione del divino ovvero lasciandole libero arbitrio e s'è vero ch'è il pensiero che conta essa invero scomparirebbe in modo naturale poichè non lascerebbe più adito alla sua stessa manifestazione anche perché se una legge fosse giusta ed imparziale parlerebbe da sè senza bisogno d'un esercito armato per farla rispettare. E' uscita la notizia d'una proposta dell'uso da parte delle forze dell'ordine delle armi elettriche volendo forse far credere che fosse meno brutale e violento dell'uso delle armi da fuoco mentre fa ricordare i metodi che s'usavano negli ospedali psichiatrici prima della loro chiusura. Invece d'andare avanti si torna indietro.

 


 

La legge sulla privacy contrasta con l'idea di una societa' trasparente e cela informazioni che invero tutti avrebbero diritto di conoscere, palese esempio di come sia gestito in modo errato e delirante un potere che non dovrebbe dare adito a trarne vantaggi personali. La privacy è contemplata apparentemente da un'eccesso di zelo del legislatore mentre in realtà palesa il modus operandi della macchina giudiziaria che invece d'agire in nome della trasparenza e della verità cela l'informazioni senza una ragione plausibile poichè che benefici si potrebbero avere dall'occultamento della verità. La macchina giudiziaria inconsapevolmente s'è tradita ed infatti finalmente sono stati resi pubblici stipendi d'oro, pensioni d'oro e vitalizi.

I valori che dovrebbero sostenere la società non sono giusti ed i risultati non si possono più nascondere a nessuno.

 


L'alta percentuale di assenteismo per malattia è comprensibilissimo in un'ambiente stressante come quello ospedaliero ma l'onorevole Brunetta ha voluto trovare il pelo nell'uovo e come abbia fatto lo sa solo lui, con il dovuto rispetto. Ora a tutti gli ospedalieri non vengono più retribuiti i giorni di malattia inferiori ai 10 consecutivi, potevano punire solo quelli che avevano forse abusato del privilegio poichè non è possibile che lo facessero tutti perché chi per ipotesi non avesse mai contratto malattia ora se s'ammalasse non gli verrebbe retribuita se inferiore ai 10 giorni, è giustizia questa? Un'uomo può decidere della vita di tutti ed alcuno può opporsi nel nome della democrazia!

 


Udendo la notizia dello stanziamento di denaro da parte del governo per la sicurezza sulle spiagge serviti a nulla poiché s'era consumata l'ennesima violenza sessuale sarebbe stato più saggio che quel denaro fosse stato stanziato per aiutare quei disgraziati che poi commettono le violenze ed i risultati sarebbero forse stati migliori.

 


Razzismo ed antirazzismo sono 2 facce della stessa medaglia, è la neutralità la scelta etica.

Il razzismo è ancora lungi dall'essere superato poichè un banale esempio sono gli sport ove si discrimina tra i sessi e l'età palese forma di razzismo che dà vita ad una competitività al limite della patologia conclamata basti ricordare tutti gli episodi di violenza associati agl'eventi sportivi. Se in una scala dei valori ponessimo anche l'uguaglianza tra i sessi in nome del principio delle pari opportunità si dovrebbe permettere di partecipare all'attività sportive ad entrambi i sessi nell'uno e nell'altro verso ed anche l'età non dovrebbe più essere discriminante per fare sport per essere coerenti con i principi ed i valori condivisi. Fare questo grande passo verso la libertà farebbe dello sport un'attività creativa e farebbe scomparire la competizione che premia chi vince. Denaro e successo alimentano solo lo sfociare nelle manifestazioni sportive in episodi violenti che non hanno nulla in comune con lo sport ch'è sinonimo solo di partecipazione.

Il razzismo è tuttavia assurdo e va solo accolto anch'esso come tutti i peggiori crimini di cui ci si potesse macchiare come una deviazione del comportamento umano ch'è solo imputabile alla società ovvero a tutti noi.

Bisogna far scomparire i ceti e le classi sociali e tollerare solo una razza, quella umana poichè è l'unica esistente alla quale tutti s'appartiene, bianchi o neri.

Ribadisco che il trattamento che riserviamo a chi commette un crimine è anche razzismo.

 


Ho assistito ad un report televisivo nel merito della vicenda d'un uomo ch'era stato latitante e ricercato per mesi nel Veneto e nell'Emilia Romagna anche per omicidio ch'è stato catturato successivamente in Spagna. Sono apparse le foto sui media dell'uomo quasi a voler far apparire quella crudeltà che avrebbe giustificato la sua cattura e la sua condanna ma invece la sensazione ha destato piuttosto dubbi nel merito dei suoi sentimenti così che insorsero i primi dubbi nel merito d'un plausibile giudizio di condanna per il reato d'assassinio. Quando sui media si seguiva la caccia a quest'uomo gli stessi media fecero notare, tuttavia in un contesto non meglio chiarito, lo sguardo "carismatico" dell'uomo. Lo sguardo dell'uomo lasciava invero trasparire la sua profonda umanità al di là di tutto quello che potesse avere compiuto prima o dopo lo scatto della fotografia e quello sguardo ha fatto a lungo riflettere ed ha certo anche contribuito nel dare adito a tutte le considerazioni che sono in questa sede state contemplate. Vorrei ricordare anche un'altro sguardo, quello di una madre che avrebbe ucciso il proprio bambino di 5 anni che si dichiarava tuttavia innocente, il cui sguardo era anche emblematico poiche' al di la' della sua presunta colpevolezza od innocenza lasciava trasparire solo ed ancora la sua infinita umanita' e stupore quando l'assurda macchina giudiziaria, alla perenne ricerca d'un capro espiatorio utile solo a tenere in vita un mito da sfatare, quello d'una giustizia sì ma imposta e che invece dovrebbe parlare da sè, ha emesso il verdetto di colpevolezza. Si stava infine seguendo un'altra vicenda violenta sui media, l'ennesimo femminicidio quando tutto quanto scritto in questa sede iniziò a prendere forma ed a rivelarsi portando alla stesura di questa petizione la quale con il tempo s'è arricchita sempre più di particolari significativi.

 


Si dovrebbe riflettere nel merito che su questo pianeta ci sono miliardi di persone che possono godere delle sue meraviglie, del sole, dell'acqua, della vegetazione, degli animali e che tutto ciò non lascerebbe adito di pensare che potessero esserci invece persone che dai loro stessi simili sullo stesso pianeta fossero imprigionate e private della loro libertà. Qualunque cosa essi avessero fatto essa non può giustificare la loro condanna e la loro prigionia. Se non si comprende ciò non si comprende il senso della vita.

Alla società del terrore e della repressione sono imputabili anche tutte le malattie moderne ch'è ormai risaputo abbiano origine psicosomatica grazie alla cultura che privando della libertà causa solo stress e malessere che prima o poi somatizziamo ammalandoci ed aprendo le carceri e togliendo le armi alle forze dell'ordine ne guadagnerebbe anche la salute di tutti.

 

 

 

I media hanno trasmesso un servizio sulla mafia. S'è citato l'ultimo dei capi latitanti e dell'arresto d'un suo stretto collaboratore. La mafia dovrebbe essere l'incarnazione del male e del crimine e farebbe quindi crollare tutto quanto contemplato in questa sede come un castello di carte ma così non è, la criminalità organizzata è anch'essa un prodotto della società come tutte le altre degenerazioni dei comportamenti umani. E' l'istituzione della giustizia che fin dai tempi antichi ha solo attirato su di sé l'ira e la rabbia delle classi inferiori che piano piano hanno conquistato la loro libertà lottando anche perdendo la loro vita ed a volte purtroppo degenerando nei comportamenti deviati. Se oggi si pensa d'avere conquistato la libertà invero se n'è forse ad un passo ma è un passo che bisogna fare. Si pensi solo ai carabinieri armati che girano tra i civili per difenderli da un nemico nascosto chissà dove che certo prima o poi deve uscire allo scoperto, ma non sarà piuttosto che la società lo crea silenziosamente e prima o poi esso si materializzerà? Sì perché che senso hanno i carabinieri armati quando non c'è nessuno da arrestare? Si pensa che non ci sia nulla di peggiore delle forze dell'ordine armate quando la vita scorre tranquilla poiché si finisce poi per giustificare pure che qualcuno impazzisca e commetta una pazzia.

 

 

 

Le scorte armate dei politici, del papa, di coloro che combattono la mafia sono misure che pesano anche sulle persone oneste che devono subire la presenza di eserciti armati pur non avendo commesso nessun reato ma la criminalità è una risposta ad altre ingiustizie sociali celate negli ambienti che non sanno amministrare il potere che gl'è stato conferito, che dispongono di enormi somme di denaro pubblico e non riescono a sottrarsi alla tentazione di accapparrarsene una parte trovando poi pure le scusanti perché trovandosi in quella posizione sicuramente sono tentate di pensare che fosse pure dovuto che si prendessero quello che serve perché sono preposti a migliaia di persone e meritano più degli altri e mille altre scemenze per credere che fossero migliori. Certo forse ora avrebbero ribadisco abolito quasi tutti i vitalizi si spera. I carabinieri che girano armati a priori sono giustificati solo dai criminali latitanti che non sono ancora stati assicurati alla giustizia e su questo le forze dell'ordine ci campano mentre i crimini si susseguono senza tregua e le pistole dei nostri carabinieri non possono nulla per fermare il circolo vizioso ma solo ad incutere paura ai cittadini che forse non se ne rendono nemmeno conto del giogo al quale s'è sottoposti nella società. Se i carabinieri deponessero le armi dando un esempio umano scomparirebbe anche la mafia ci scommetterei. Ci si vanta dei progressi che la scienza ha fatto negli ultimi secoli che negli ultimi decenni hanno raggiunto dei livelli impensabili e la velocità con la quale il progresso procede è incredibile ed eppure a livello umano quanto c'è ancora da fare. Le forze dell'ordine sono indegne della divisa che portano poiché è l'arma che portano che li distingue e non la divisa, quell'arma che a priori priva i cittadini della loro libertà poiché si trovano perennemente sotto tiro anche se non fanno nulla e tuttavia sono giustificate fintanto che i cittadini sono convinti che senza non si possa stare perché senza esse che si farebbe se qualcuno perdesse la testa e commettesse qualche sciocchezza.

 


Il terrorismo dell'isis sembra essersi temporaneamente pacato. Ci s'è mai chiesto qual'era il messaggio? Guerra santa? Hanno dato però spettacolo e tutti si stava a guardare la televisione incantati quasi come davanti ad un film e le leggi e le misure antiterrorismo ci sono andate a nozze servendo a dare un senso alle forze dell'ordine che potevano e possono presidiare città, eventi ed aereoporti armati, uno spettacolo poco edificante tuttavia, io preferirei saltare in aria vicino ad un terrorista islamico! Le forze dell'ordine armate non sono un'attributo di civiltà e progresso. L'uomo armato per difendere gli uomini da altri uomini non è bizzarro?! Carabinieri e finanzieri sono stati istituiti nel 18° secolo quando in fatto di diritti umani non s'era forse potuti ancora evolvere anche se solo pensiamo allo sterminio degli ebrei avvenuto un secolo dopo eppure le 2 armi esistono ancora e mi chiedo se non fossero un pò obsolete.

Bisogna accogliere ladri ed assassini nelle nostre case per far loro cambiare vita e far scomparire gl'istinti brutali e deviati e penso che nell'ottica ch'è il pensiero che conta sarebbe sufficiente avere una mentalità aperta alle devianze sociali perché il mondo cambiasse poiché si vedrebbe tutto in modo diverso ed il male s'esiste non avrebbe più adito d'accadere.

Lo scenario contemplato vedrebbe scomparire una serie di figure professionali quali Magistrati, Giudici, Avvocati che non avrebbero più ragione d'esistere e che altresì se avessero compreso il senso etico che ha dato vita al cambiamento qui contemplato si potrebbero convertire in insegnanti o testimoni di codesto cambiamento essi che in prima persona erano già votati alla giustizia anche se purtroppo interpretandola erroneamente ed ora avrebbero una ragione di più per testimoniare la verità.

Anche le forze dell'ordine possono essere convertite in operatori sociali che rispondessero ad una serie di bisogni dei cittadini da quali già fungono in parte.

La non violenza non è una novità, 2000 anni fa qualcuno finì inchiodato s'una croce, in epoche più recenti altri vennero assassinati, la cosa fece sempre notizia e grandi masse vennero coinvolte, cambiarono molte cose ma ne rimasero altre delle quali non era emersa ancora la consapevolezza. Perchè il nuovo governo s'è votato al cambiamento? Molte ingiustizie sociali più o meno apparenti chiedono un cambiamento. Se si pensa che al mondo nel terzo millennio ancora esistono guerre che dividono popoli e culture diverse viene da chiedersi quanto poco ancora sia evoluta la civiltà umana che pure ha conseguito enormi risultati nei vari campi scientifici conosciuti. Chi ha vissuto questa realtà da spettatore non ha che potuto assistere inerme a questi atti d'inciviltà (guerre, terrorismo...) senza potersi dare forse una spiegazione plausibile.

 


Mi parrebbe che si fossero consolidati tra i valori più alti della nostra società la solidarietà, l'amore, il disarmo, l'uguglianza in contrapposizione al razzismo, le pari opportunità, la giustizia sociale, i diritti umani, il perdono, la tolleranza, la libertà, l'amicizia, questi sono alcuni dei valori che io auspicherei fossero al vertice d'una ipotetica scala che avesse lo scopo di guidare le nostre scelte per noi e per gli altri. Se anche Voi condivideste questo genere di valori Vi chiedo se Vi parresse che quanto accadesse tutti i giorni fosse giustificato da che questi valori fossero universalmente condivisi o se piuttosto gli avvenimenti rivelassero la mancanza della presenza di questi valori a guida delle nostre scelte. Ed essendo che è palese che se questi valori guidassero le nostre azioni tutto ciò che nel mondo è deprecabile non esisterebbe va da sé che ci si dovrebbe adoperare per diffondere ed educare a vivere in nome di ciò ch'è giusto, libero, solidale, umano, tollerante, amico, equo ecc. e la cultura ci guadagnerebbe, una cultura fondata su valori etici e non materiali.

Le uniche leggi che si devono accettare sono quelle della natura e le leggi dell'uomo vi si dovrebbero adeguare altrimenti egli si autodistruggerà ed è già sulla buona strada.

Una società ribadisco dovrebbe essere fondata su valori spirituali ma quelli si preferisce relegarli ai religiosi e questo crea già una società divisa. Religione e stato dovrebbero essere un tutt'uno ed invece la chiesa è uno stato a sé stante perché l'uomo è ancora alla ricerca della verità e non si riconosce nei valori che la chiesa da sola non riuscirà mai a trasmettere finché chiesa e stato non si fonderanno condividendo ed integrando le loro conoscenze. É una contraddizione che lo stato e la chiesa seguano strade diverse, confonde le masse e crea solo stupidità.

 


Qual'è la parola d'ordine che governa le nostre azioni, chiediamocelo, denaro, amore, ricchezze? Che cosa sta al vertice della nostra scala dei valori? Noi stessi, la nostra casa, gli amici o tutti gli abitanti della terra? Io ho scelto tutti gli abitanti della terra e voi?

Quando si parla di gerarchie o di scale dei valori sarebbe opportuno disporre le persone o i valori orizzontalmente per non discriminare tra chi sta sotto e chi sta sopra.

Dobbiamo essere maturi ed amare davvero per affrontare la sfida che lo spirito della non violenza invoca.

Ci s'è mai chiesti cosa fosse la giustizia e s'è trovata una risposta soddisfacente?

Se dobbiamo ricordare la nostra storia per continuare a ripetere sempre gli stessi errori è meglio dimenticarla se non riusciamo a comprenderla e dovremmo riscriverne una nuova nel nome di sentimenti quali amore e giustizia. La giustizia può anche essere un sentimento oltre che un'ammasso di leggi inutili ed ingiuste che altresì dovrebbero fare capire che la giustizia esiste davvero ed è dettata dal buon senso comune e non da migliaia di articoli utili solo a trarne vantaggi personali e difendere un comodo posto di lavoro.

 


A cosa sono servite le guerre mondiali oppure non possono essere servite perché come può essere stato utile uno scempio simile? Dire che non sono servite e poi ricordarle però sarebbe contradditorio quindi devono essere servite. Dunque le ricordiamo ma vi sono aspetti contradditori come glorificare il conflitto ed i suoi presunti eroi. I terroristi che si suicidano non fanno tanta notizia!

Una riflessione nel merito alle commemorazioni dei caduti nelle varie guerre o battaglie per una patria che infine ti rende schiavo del potere. Che senso ha ricordare gli episodi più brutti della nostra storia se non per ammettere che sono stati errori che se pure inevitabili non sono serviti a nulla ed hanno solo portato dolore e morte. Dovremmo guardare al passato per imparare dagli errori fatti e non per miticizzare episodi che nessuno invocherebbe accadessero ancora. Questa sarebbe vera cultura.

Forse ci si accanisce per ricordare gli episodi cruenti del passato per non pensare a quelli che accadono ogni giorno sotto ai nostri occhi ma in questo modo si va avanti senza imparare nulla dagli errori.

 


E' paradossale come i quotidiani mescolino cronaca rosa a cronaca nera e mentre in molti paesi ancora esiste la pena di morte in Italia si trova il tempo d'inscenare le pagine sportive e se pure la nostra società non sia ancora libera, questa non è solidarietà verso chi vive in società ove la libertà è pagata a prezzi più cari e ciò accade tuttavia poiché anche in casa nostra c'è ancora molto da cambiare e quindi la percezione dei crimini contro l'umanità in posti lontani scema.

 


“Politica” esprime un concetto poco trasparente che necessita d'avere un'indirizzo al quale votarsi e l'unico plausibile è quello sociale che paradossalmente nella politica dei nostri giorni occupa soltanto un piccolo spazio nella politica globale che volge il proprio interesse a tutt'altro che dovesse essere di sua competenza, ciò non lo può negare più alcuno. La politica dovrebbe essere solo ed unicamente sociale!

Ciò che ho immaginato e scritto non è poi nulla di nuovo anzi idee simili le hanno avute molti in passato unica nota dolente è che hanno tutti fatto una brutta fine, li ho già citati in altro contesto precedentemente senza svelarne direttamente l'identità poiché è intuibile infine un cantante rock scrisse una canzone che forse era solo un sogno come lui stesso canta nella canzone stessa ove si contempla in sintesi un mondo come quello che auspicherei si realizzasse con i cambiamenti proposti in questa sede. Anche il cantante venne assassinato. Morirono tutti per la libertà ma non invano lasciando un messaggio che non è andato perduto. Il testo della canzone tradotto dall'inglese così recita:

"Immagina che non ci sia alcun paradiso

È facile se ci provi

Niente inferno sotto di noi

Solo il cielo sopra di noi

 


Immagina tutte le persone

Vivere per oggi (ah ah ah)

 


Immagina non ci siano paesi

Non è difficile da fare

Niente per cui uccidere o morire

E nessuna religione, anche

 


Immagina tutte le persone

Vivendo la vita in pace

 


Potresti dire che sono un sognatore

Ma non sono il solo

io spero che un giorno ti unirai a noi

E il mondo sarà come una cosa sola

 


Immagina nessun possesso

Mi chiedo se puoi

Non c'è bisogno di avidità o fame

Una fratellanza di uomini

 


Immagina tutte le persone

Condividere tutto il mondo

 


Potresti dire che sono un sognatore

Ma non sono il solo

io spero che un giorno ti unirai a noi

E il mondo vivrà come uno"

Tutto ciò è il frutto delle riflessioni nel merito dell'amministrazione delirante della giustizia nel nostro paese, e non solo, fatte in seguito all'ingiunzione d'una sanzione. Con il link s'accede alla petizione ov'è smentita la plausibilità della sanzione e della legge che la vorrebbe giustificare, sono contemplate le sostenibili alternative alla legge in oggetto e sono contestati altri privilegi che alle leggi non sono dovuti: https://www.change.org/p/regione-veneto-privilegi-non-dovuti-diritti-non-tutelati-altri-deliri-e-alternative-sostenibili?recruiter=859391392&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

 


Firmando una petizione non si firmano automaticamente tutte, se quindi condividete i contenuti delle petizioni firmatele cortesemente una per una.

 


Allego anche il link della petizione non lanciata dal sottoscritto ma che è perfettamente in linea con i miei pensieri che chiede l'uscota dell'Italia dalla Nato ovvero la sua neutralità. Link: https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale

 



Oggi: Mario conta su di te

Mario Dall'asta ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "ll governo: cosa dire d'una legge che equa od iniqua si dichiara banalmente uguale per tutti!?". Unisciti con Mario ed 721 sostenitori più oggi.