Cosa dire d'una legge che equa od iniqua si dichiara banalmente uguale per tutti!?

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E' significativo che lo "slogan" al quale la legge si vota, poich'è scritto su tutte l'entrate e le aule dei tribunali, lasci trasparire un forte dubbio nel merito alla sua fondatezza che affonda le sue radici proprio nell'istituzione stessa della macchina giudiziaria che lascia adito al sospetto (ch'è ormai una conclamata realtà, basti pensare al contesto dei vitalizi tutt'altro che risolto dal decreto del presidente della camera) che dietro ad essa si celi una verità diversa da quella ufficialmente nota.

Rai 1 ha commentato (16/08/2108) lo sputo d'un giocatore della juve, con la pelle forse di colore diverso, verso un'avversario in modo poco ortodosso permettendosi di giudicarlo in modo improprio ed incompetente anche se seguito ad una presunta gomitata nei confronti dello stesso giocatore dell'altra squadra. Quando un beniamino (ora ex) si permise con la maglia della nazionale di sputare in faccia ad un danese ci si limitò a citare il fatto senza aggiungere commenti di sorta. Come dunque tollerare tanta assurda indignazione che se pure le leggi antirazziste fossero state contemplate per un eccesso di zelo comunque non si può dire ch'esse siano sbagliate e quanto trasmesso su Rai 1 è pura istigazione all'odio razziale in quanto i giovani che avessero seguito la diretta non potendo discernere consapevolmente tra il bene ed il male avrebbero dovuto subire una notizia falsa ed ingiusta alla quale potrebbero reagire pure come è già accaduto altre volte e Rai 1 avrebbe dovuto almeno consigliarsi alla visione d'un pubblico adulto. Come si può constatare la nostra cultura che reputiamo evoluta presenta ancora delle lacune incolmabili sul lato umano e questo dato è certificato dai media che tutti possiamo seguire 24 ore su 24 senza che alcuno se ne accorga, o quasi. La notizia trasmessa da Rai 1 lascia trasparire che in una società che sbandiera ai 4 venti il superamento del pregiudizio razzista, lo stesso in realtà giace solo sopito e traspare palesemente quando l'occasione si presenta mettendo a nudo l'ignoranza delle istituzioni e dei loro funzionari e ciò dovrebbe far riflettere invece di far perdere ogni anno tempo inutilmente per ricordare lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti apparentemente senza uno scopo che se fosse quello di far invero ribadisco riflettere richiederebbe piuttosto di trovare le parole per indurre una riflessione e non l'inutile commemorazione del ricordo di fatti accaduti in un passato quasi dimenticato che sembra non avere insegnato nulla quando dovrebbe avere lasciato molto più d'un segno. Questa riflessione alla luce di ciò che coloro che hanno già firmato la petizione già conoscono e ch'è illustrato di seguito.

Si chiede la grazia per i detenuti nelle carceri italiane e d'ospitarli se necessario presso gli stessi istituti di pena a porte aperte per le seguenti ragioni.

S'è appena assistito ad un report televisivo nel merito della vicenda d'un uomo  ch'era stato latitante e ricercato per mesi nel Veneto e nell'Emilia Romagna anche per omicidio ch'è stato catturato successivamente in Spagna. Sono apparse delle foto sui media dell'uomo e si pensava che lo sguardo dell'uomo avesse lasciato trasparire quella crudeltà che giustificherebbe la sua cattura e la sua condanna ma invece la sensazione ha destato piuttosto dubbi nel merito dei suoi sentimenti. I primi dubbi che insorsero nel merito d'un giudizio di condanna per il reato d'assassinio s'ebbero quando sui media si seguiva la caccia a quest'uomo e gli stessi media fecero notare, tuttavia in un contesto non meglio chiarito, lo sguardo "carismatico" dell'uomo. Lo sguardo dell'uomo lasciava invero solo trasparire la sua profonda umanità al di là di tutto quello che potesse avere compiuto prima o dopo lo scatto della fotografia e quello sguardo ha fatto a lungo riflettere ed ha finito infine per dare adito a tutte le considerazioni che successivamente sono in questa sede state contemplate. E si vorrebbe ricordare anche un'altro sguardo, quello di una  madre che avrebbe ucciso il proprio bambino di 5 anni che si dichiara tuttavia innocente, il cui sguardo e' anche emblematico poiche' al di la' della sua presunta colpevolezza od innocenza lascia trasparire solo ed ancora la sua infinita umanita' e lo stupore quando l'assurda macchina giudiziaria, alla perenne ricerca d'un capro espiatorio utile solo a tenere in vita un mito da sfatare, quello della giustizia imposta e che invece dovrebbe parlare da sè, ha emesso il verdetto di colpevolezza. Si stava più precisamente seguendo un'altra vicenda violenta sui media, l'ennesimo femminicidio quando s'ebbe la rivelazione la quale con il tempo s'è arricchita di particolari e ch'è così riassunta.

Sono passati 40 anni dalla chiusura dei manicomi e se si pensa alle carceri ed ai disgraziati che pur compiendo ogni sorta di delitti e crudeltà vi vengono imprigionati privati anche della dignità ci si chiede se fosse peggiore il crimine o la pena o se si pensasse con il carcere d'ottenere un giorno che certi crimini non avessero più adito d'essere commessi. Che diritto s'ha di giudicare? Se lo si fa' non si rida' la vita a chi l'ha persa e non si rende il mal tolto condannando un disgraziato. Contemplare le carceri lascia adito a molti dubbi e significa rimuovere una realtà forse scomoda per allontanarla dai propri pensieri ma condannare un criminale non pone fine alla sofferenza che si perpetua con la condanna alla stessa stregua dei crimini stessi chiedendo altro dolore ed altro sangue. Non è giusto privare della libertà chi pur avesse commesso un crimine. Le carceri dovrebbero avere le porte aperte. Condannare chi commette un reato è una palese inconsapevole forma di "razzismo". Si proiettano su chi ha rubato, ucciso e quant'altro, tutte le colpe dell'umanità, ma sono i valori della società che sono da rivedere. I delinquenti sono un prodotto della società e s'e' tutti colpevoli di cio' che accade. La giustizia va riformata, la giustizia è un'istituzione che non s'è votata alla giustizia poiché si dichiara superficialmente, quasi prendendosi gioco di chi la dovesse subire, “uguale per tutti” nel bene come nel male quindi giusta o sbagliata che fosse e questo non può giustificarla. La giustizia non si può imporre poichè essa lo farebbe da sè se fosse parziale, non si puo' credere d'esserne gli artefici se la si usa contro i propri simili invece che a favore. Si cita un'atto criminoso seguito alla televisione, 2 uomini che hanno compiuto varie aggressioni in poche ore ferendo più persone, uccidendone una per un cellulare e pochi spiccioli forse. Episodi come questo sono ricorrenti al punto che non vi si presta più attenzione come se inevitabilmente dovessero accadere ed i "media" vorrebbero forse pure farcelo credere, ma non è così. Simili delitti si compiono per la sopravvivenza, il cibo ed i bisogni primari e non è necessario essere psicologi per intuirne le cause. La nostra cultura inconsapevolmente esalta la violenza forse perché non la comprende, quando viene commessa una violenza non c'è alternativa valida alla ricerca del capro espiatorio, chi compie una violenza può finire paradossalmente per diventare quasi un'eroe, un simbolo vincente, la cinematografia esalta la violenza proponendola in tutte le salse finendo per fare credere che fosse indispensabile. I miti proposti dal cinema che incarnano un'idea della giustizia, sono obsoleti poichè propongono una soluzione alla violenza ed al crimine che non è in grado di cancellarla/o e che serve solo a tenere in vita un mito che non esiste, quello del giustiziere, si salva solo Zorro.

E' stata disapprovata la presenza al governo di parlamentari che avessero subito condanne ma ciò contrasta con il principio delle pari opportunità. Politici e funzionari degli enti locali devono tuttavia essere uguali ai cittadini. Essi non possono darsi privilegi che essi non sono dovuti come i vitalizi ai parlamentari per fare l'esempio più eclatante (ora sembra tuttavia che sia pronta la delibera per toglierli) poiché s'è tollerabile rubare con una mano, in altre culture il ladro è pure una manifestazione del divino, non può esserlo farlo con entrambe. Essi non sono migliori dei cittadini. Nella società democratica non devono esistere migliori. Ma dove sono finiti i valori della democrazia e della sovranità popolare? Forse nelle alte sfere della società essi sono sempre risultati essere utopici ed irrealizzabili? Si sentiva spesso un tempo parlare di welfare ovvero dell'assistenza dello Stato ai bisognosi, malati ecc. ed era confortante sapere che qualcuno c'era nell'emergenza. Ma che fine ha fatto il welfare (stato sociale) in Italia? L'era del computer portando da una parte innovazione, progresso ecc., ha trasformato le menti in altrettanti computer facendo perdere di vista i sentimenti ed i risultati si vedono: guerre, terrorismo, violenze d'ogni genere. Una soluzione è una sanità gratis per tutti, le carceri devono essere istituti a porte aperte, offrire cibo ed alloggio a chi per sopravvivere è costretto o sarebbe costretto da una società che pensa agli interessi di parte a compiere ogni sorta di crimini. Il governo deve occuparsi di chi nella società ha bisogno. Si condivide nei programmi dei partiti d'aiutare i terremotati ed anche le famiglie ma non d'aprire nuove carceri e nel merito d'aumentare la sicurezza sarebbe necessario prima chiarire in quale contesto. E' necessario individuare le lacune che ancora minano alle radici l'amministrazione della giustizia nella società. Queste altre ipotesi di cambiamento: 1) la legalizzazione delle droghe leggere che limiterebbe l'uso di quelle pericolose per la salute, droghe light che come le sigarette e le bevande alcoliche sarebbero accessibili solo agli adulti. La clandestinità per gli adulti come per i minori è uno stimolo alla trasgressione, non si cresce mai. 2) Quasi 29 anni fa è stato abbattuto il muro di Berlino per riunificare la Germania e bisogna adoperarsi ora per aprire tutte le frontiere perché il mondo appartiene a tutti. 3) Il disarmo nucleare va esteso a tutte le armi ad uso bellico. La guerra non può essere civiltà. Le forze dell'ordine armate in paesi civilizzati come l'Italia servono solo ad incutere terrore. Perchè? Magari potranno dare una risposta i signori dei vitalizi senza volere demonizzare alcuno tuttavia visto ribadisco il principio giuridico delle pari opportunità. S'era inizialmente ipotizzato che le forze dell'ordine lavorassero disarmate e ricorressero all'armi solo a mali estremi ma la sfida e' piu' grande e nel nome d'un sentimento che fosse comune a tutti e' richiesto il coraggio per giustificare la societa' d'affrontare la delinquenza senza l'uso dell'armi e viste ribadisco le culture umanamente piu' evolute accogliendola pure come una manifestazione del divino ovvero lasciandole libero arbitrio e s'è vero ch'è il pensiero che conta essa invero scomparirebbe in modo naturale poichè non lascerebbe più adito alla sua stessa manifestazione anche perché se una legge fosse giusta ed imparziale parlerebbe da sè senza bisogno d'un esercito armato per farla rispettare. Ultimamente è uscita la notizia d'una proposta dell'uso da parte delle forze dell'ordine delle armi elettriche volendo forse far credere che fosse meno brutale e violento dell'uso delle armi da fuoco mentre fa ricordare i metodi che s'usavano negli ospedali psichiatrici prima della loro chiusura. Invece d'andare avanti si torna indietro.

La legge sulla privacy cela informazioni che non possono causare danno a nessuno e che se mai tutti avrebbero diritto di conoscere ed è un palese esempio di come si usi in modo errato e delirante un potere che non dovrebbe dare adito a trarne dei vantaggi personali. Nella petizione accessibile dal link a pié di pagina è palese quanto assurda sia la legge sulla privacy. I valori che dovrebbero sostenere la società non sono giusti ed i risultati non si possono più nascondere a nessuno.

Si fà un'ultimo appello di riflettere sul fatto che su questo pianeta ci sono miliardi di persone che possono godere delle sue meraviglie, del sole, dell'acqua, della vegetazione, degli animali poichè tutto ciò non lascerebbe adito di pensare che potessero esserci invece persone che dai loro stessi simili sullo stesso pianeta sono imprigionate e private della loro libertà. Qualunque cosa essi avessero fatto essa non può giustificare la loro condanna e la loro prigionia. Se non si comprende ciò non si comprende il senso della vita.

Ed a confermare che nel mondo qualcosa non và sono anche altri episodi accaduti da poco, due vittime, una che ha perso la vita con la tuta alare ed un'altra praticando lo slackline, la camminata s'una fettuccia di poliestere o nylon, in casi estremi ad altezze da brivido. Questi sport estremi dovrebbero venire vietati poichè simboleggiano solo imprese estreme che non insegnano nulla d'utile e creano solo dei miti pericolosi e niente altro. 

Si crede infine in considerazione di quanto fin qui contemplato che la liberta' sia un diritto umano.

Quando si vive per un'ideale, qualcosa in cui si crede più che in sè stessi, si va fino in fondo, nulla può fermare il corso di ciò che si crede sia giusto. Cosa potrebbe ancora mettere in dubbio quanto contemplato fin qui? La risposta è venuta da sè per completare questa che s'insiste di voler definire una rivelazione. La rivelazione è un “cambiamento” nell'intelletto umano che non è avvenuto nella mente di chi Vi sta scrivendo poichè lo stesso governo ci s'è votato e questo potrebbe significare ch'è un movimento di massa se non addirittura globale. Le prerogative ci sarebbero tutte ma è meglio non perdersi in un bicchier d'acqua. I media hanno trasmesso un servizio sulla mafia, quella che in Italia si conosce bene poichè vi risiede essendone la culla. S'è citato l'ultimo dei capi latitanti di "cosa nostra" e dell'arresto d'un suo stretto collaboratore. Si ritiene inutile e pure offensivo per la sua persona citare il suo nome poichè è un ricercato e quindi esposto ad un giudizio che si ritiene tuttavia non essere richiesto. La mafia dovrebbe essere l'incarnazione del male e del crimine e farebbe quindi crollare tutto quanto contemplato in questa sede come un castello di carte ma così non è, la criminalità organizzata è anch'essa un prodotto della società come tutte le altre degenerazioni dei comportamenti umani. E' l'istituzione della giustizia che fin dai tempi antichi ha solo attirato su di sé l'ira e la rabbia delle classi inferiori che piano piano hanno conquistato la loro libertà lottando anche perdendo la loro vita. Se oggi si pensa d'avere conquistato la libertà invero se n'è forse ad un passo ma è un passo che bisogna fare. Si pensi solo ai carabinieri armati che girano tra i civili per difenderli da un nemico nascosto chissà dove che certo prima o poi deve uscire allo scoperto, ma non sarà piuttosto che lo s'è creato e prima o poi si materializzerà? Sì, perché che senso hanno i carabinieri armati quando non c'è nessuno da arrestare? Si pensa che non ci sia nulla di peggiore delle forze dell'ordine armate quando la vita scorre tranquilla poiché si finisce poi per giustificare pure che qualcuno impazzisca e commetta una pazzia. Ma non è sufficiente forse leggere queste parole ed è invero necessario pensare ad esse per comprenderle fino in fondo, pensare alla realtà e chiedersi se si potesse giustificare tutto nel mondo che si conosce o se qualcosa fosse invece profondamente sbagliato ed andasse cambiato. Forse c'è ancora molto da dire ma di certo si troveranno anche le parole per farlo.

Tutto ciò è il frutto delle riflessioni nel merito dell'amministrazione delirante della giustizia nel nostro paese, e non solo, fatte in seguito all'ingiunzione d'una sanzione. Con il link s'accede alla petizione ov'è smentita la plausibilità della sanzione e della legge che la vorrebbe giustificare, sono contemplate le sostenibili alternative alla legge in oggetto e sono contestati altri privilegi che alle leggi non sono dovuti: https://www.change.org/p/regione-veneto-privilegi-non-dovuti-diritti-non-tutelati-altri-deliri-e-alternative-sostenibili?recruiter=859391392&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

Firmando una petizione non si firmano automaticamente tutte, se quindi condividete i contenuti delle petizioni firmatele cortesemente una per una.

 



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