Petitioning Comune di Roma

Licenziato per difendere dei gattini. Chiediamo GIUSTIZIA

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Salve a tutti il mio nome è federica funi. 

 

sono la moglie di un ragazzo di quasi 27 anni che si chiama cristian castaldi.

 

mio marito gran lavoratore da quando aveva 18 anni, nel febbraio 2010 è stato assunto come interinale nella ditta AMA spa tramite obbiettivo lavoro. e successivamente con manpower. sono rimasta incinta nel luglio 2010, e da quel momento lui ha capito che quel lavoro ci serviva piu di ogni altra cosa. e cosi cominciò ad abbozzare a tutti i supprusi. questi supprusi erano anche causa dei nostri malesseri familiari.ad esempio ci chiamavano quando mio marito si prendeva un giorno di ferie per fare delle ecografie al bimbo, solo per dirci che siccome mio marito era interinale non si poteva permettere di prendersi le ferie. e tantissime altre cattiverie su me e il nostro bambino. ma la cosa che ha fatto scoppiare tutto in me, è successa il 18 febbraio 2012, quando mio marito è tornato a casa dopo il turno delle 6.00-12.00 con la testa bassa e delle lesione sullo zigomo. gli ho domandato cos'era successo e lui con molta paura negli occhi mi disse: nulla amore. insistendo volendo sapere cosa sia successo, lui mi disse che era stato picchiato sul posto di lavoro, spiegandomi quanto segue.

 

stava facendo il suo solito lavoro, quando vede tre piccoli gattini di pochi giorni, se non appena nati, vicino al nastro dove scorre la spazzatura, e vede un suo collega (uomo di 50 anni) che ne afferrà uno e lo sbatte a terra. mio marito incredulo gli dice : PEZZO DI MERDA. e lui innervosito afferra un altro gattino e glielo tira addosso, dopodichè non contendo lo tira dal cappuccio rompendoglielo, e lo spinge contro il muro facendogli sbattere la testa e dandogli una gomitata sullo zigomo. tralaltro c'erano altri due colleghi presenti a questa vicenda che hanno negato il tutto. salendo alla sala manovra per andare a firmare prima di staccare, il suo collega ( l'aggressore ) , fa al capoturno : metti a rapporto castaldi. e il capoturno risponde perche? cosa è successo? e cristian risponde: ho preso le botte per difendere dei gattini. e il capoturno risponde:SI VEDE CHE NON TI HA MENATO PER I GATTI TE LE MERITAVI. cioè vi rendete conto? un capoturno che deve segnare tutto anche se si fa un graffietto ha detto TE LE MERITAVI!!! io sono sconvolta, ma non è mica finita qui ragazzi PURTROPPO. finito di raccontarmi questa bruttissima vicenda, mi dice ora però zitta non dire nulla a nessuno perche io devo lavorare, abbiamo bisogno. dopo neanche pochi minuti inizia ad avere degli attacchi di panico che quasi non respirava piu... e ci siamo recati subito al pronto soccorso che gli ha riscontrato un trauma cranico, lesioni allo zigomo, e attacchi di panico crisi reattiva da aggressione. all'ospedale ci hanno obblicato ad andare dai carabinieri sennò andavano loro. usciti di li cristian non voleva andare aveva paura di perdere il lavoro, ma a me non importava nulla delle conseguenze volevo denunciare il fatto e non farla passare liscia a persone del genere. la denuncia è stata fatta. subito gli hanno riconosciuto l'infortunio. l'INAIL. ed è stato sotto infortunio per ben 6 mesi. quando gli dicono che l'infortunio anche se lui stava molto male psicologicamente doveva essere chiuso. e prima di rientrare a lavoro come tutte le aziende dopo un infortunio fanno fare la visita per vedere se puo rientrare. il 2 agosto ci rechiamo ( premetto che mio marito non guida piu per problemi di attacchi di panico e non esce piu solo) presso la sede principale dell'AMA a via calderon della barca, per la visita. ma a quella visita non c'era la dottoressa ma un sostituto che gli lascia un foglio con scritto " NON IDONEO PUO RIENTRARE A LAVORO"  mio marito il giorno dopo si reca a lavoro ( sempre accompagnato da me) e loro paurosi che poteva succedere qualcosa sul posto di lavoro lo hanno chiuso in uno stanzino e gli hanno detto: non ti muovere di la. mio marito non poteva neanche prendere una boccata d'aria. tornato a casa riceve una chiama dal dirigente dell'AMA che gli dice : cristian tranquillo stai a casa, tranquillo ti mettiamo in permesso retribuito.ma dopo 9 giorni riceve una chiamata dalla sua agenzia manpower dove gli dice che lui risulta assente ingiustificato da 9 giorni. e si reca di nuovo a lavoro. però quel giorno a lavoro una parola detta male ha fatto sentire male mio marito e hanno chimato l'ambulanza riscontrandogli attacchi di panico gravi.tra l'altro dei colleghi quando lo caricavano in ambulanza ridacchiavano facendo battute del tipo: non gli date l'acqua dategli del cianuro. tornando dalle ferie la dottoressa dell'AMA  lo visita e gli dice in faccia a lui ( ovviamente io in queste visite non posso entrare) che ora farà lei qualcosa per spostarlo in un posto dell'impianto migliore. mentre invece dopo qualche giorno si reca a lavoro perche nessuno gli faceva sapere se dalla visita era positiva  o no. e tornando a lavoro 2 ingnegneri tra cui uno era il suo lo spingevano fuori ( abbiamo dei testimoni tra cui un giornalista Martino Villosio) dopo poche ore si riceve una chiamata dalla sua agenzia di lavoro che gli dice che il giorno stesso deve recarsi li per "una chiaccherata" beh quella chiaccherata era il licenziamento ragazzi. tantè che mio marito impaurito di non garantire piu un pasto caldo chiede se ci sono altri lavoro ma loro rispondo: NO. (fuori c'erano tanti annunci di lavoro) ma per mio marito NO.Cristian è stato licenziato con un cambio manzione. perche essendo idoneo doveva tornare a lavorare ma pur di buttarlo fuori lo hanno licenziato che risultava autista quando lui era un semplice spazzino .Ha vinto il ricorso avverso (articolo 41) sull'inidoneità stabilita dai medici dell'AMA ,e scongiurata dai medici dell'ASL. 

 

ragazzi l'aggressore è ancora tranquillo a lavoro.. non era a lavoro, solo quando mio marito era rientrato quei pochi giorni. (magari chissa, gli avreanno anche pagato le vacanze ) e ora questa persona mi hanno appena informata che è diventato vice capo turno ci rendiamo conto? una persona ancora indagata su quello che ha fatto VICE CAPO TURNO? anche le promozioni? ORA BASTA VOGLIO GIUSTIZIA . Un altra vicenda è che il 27 dicembre 2012 sono passati tutti gli interinali a tempo indeterminato con AMA e li ci doveva essere anche cristian. ma anche se ha vinto l'idonietà non è stato chiamato dall'azienda a firmare. Di cose da dire ce ne sono ancora tantissime ma mi fermo qui. 

 

 

Dopo il licenziamento è iniziato il vero e proprio calvario di cristian.. lui è seguito da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri dell'asl, dell'ospedale, e privati da dopo l'accaduto. Hanno rovinato MIO MARITO, hanno rovinato un ragazzo. un padre. una famiglia appena partita. Mio marito la notte non dorme, almeno una volta a settimana se non di piu gli prendono gli attacchi di panico.Non ha piu stimoli, ogni cosa per lui è negativa. questa vicenda la segnato, anzi ci ha segnato, perche io sono con lui 24 h su 24 h e anchio sono sotto cura da una psicologa. cristian è sempre stato un ragazzo che aveva voglia di vivere, di confrontarsi, di viggiare, di condividere con altre persone le gioie che questa vita ci ha regalato. quando è nato nostro figlio era stupendo come si impegnava in tutto, il figlio è la cosa che lo sta tenendo piu forte in questo momento. Vedere nostro figlio che quando si sveglia, la prima parola che dice è PAPà e questa parola a cristian lo rende unico e speciale.. lui è un super papà.. ma per me è anche un super marito. è sempre stato vicino a me mi ha sempre regalato emozioni e amore. lui per me è un eroe anche se lui si sente tutto tranne che eroe.Io rivoglio il cristian di una volta. vorremmo tanto che sia fatta giustizia e che ci si dia voce di questa vicenda.

 

Quello che abbiamo passano lo sapremo solo noi. Come soffriamo lo sappiamo solo noi. E anche quello che tutti i giorni viviamo lo sappiamo solo noi. Vorrei solo avere una famiglia serena, un lavoro e tanto amore. Andare in giro con nostro figlio e potergli comprare un gioco. 

 

 

 

 La storia di mio marito è finita su delle testate di roma tra cui quella del corriere della sera, questo è l'articolo dedicato a lui:

 

ROMA - Rocca Cencia, il massacro dei gatti. Micetti scaraventati sul pavimento e lasciati lì agonizzanti. Uccisi per gioco, tra le risate, per vedere che effetto fa. È un operaio dell'Ama sui 50 anni a essere chiamato in causa da un ex collega, in questa nuova puntata sulle attività «extra» nella municipalizzata. Lo scenario è l'impianto «Ama 2» per il trattamento dei rifiuti, già salito alla ribalta per i video sull'uso di cocaina e i furti di rame. Qui, a Rocca Cencia, ultimo lembo di periferia est fuori da ogni controllo, i felini sono attirati a schiere, da sempre, dal lezzo dell'immondizia. 

È lo scorso 18 febbraio, ore 10,30. Il dipendente accusato scopre 4 mici appena nati vicino al nastro per la selezione dei rifiuti. Ne prende uno grigio, lo soppesa sul palmo. Poi, con gesto di sfida, lo scaglia a terra, uccidendolo all'istante. Ora sta per afferrarne un secondo... Ma un addetto più giovane, inorridito e indignato, tenta di bloccarlo. «Fermati, pezzo di m..., non si trattano così gli animali!». 

Il lanciatore di gatti reagisce: «Attento, ti faccio fa' la stessa fine!». L'aggredito, spaventato, fa dietrofront. E, sulla schiena, sente un colpo secco. Non è un pugno: è un'altra bestiola che gli è stata lanciata dietro per sfregio. La ricostruzione, attimo per attimo, è nella denuncia presentata ai carabinieri di San Vittorino: «Purtroppo anche questo gattino moriva immediatamente...». 

Ma non era finita. Insulti, grida. Parte il pestaggio: l'amico dei mici, addetto di 2° livello, padre di un bimbo di un anno, a Rocca Cencia dal 2011 dopo aver lasciato gli studi universitari di Lettere «perché io, mia moglie e mio figlio dovevamo pur mangiare», ha la peggio. «Colpendomi con il gomito, mi provocava un graffio alla zigomo. Dopodiché mi faceva battere con la nuca alla parete». Il ferito piange, è terrorizzato. «Temendo di perdere il posto, con un pezzo di carta rimuovevo il sangue dell'animale morto dalla mia felpa e continuavo a lavorare. Dopo un po' ho parlato con il capoturno, "sono stato menato per difendere i gatti", gli dico, e lui mi ha risposto: "Si vede che te lo meritavi"...». Arriva un'ambulanza, lo portano all'ospedale di Tivoli: il referto parla di trauma cranico, lesioni al volto, crisi di panico. 

Cristian Castaldi, 26 anni, assunto in Ama attraverso l'agenzia Manpower, oggi è disoccupato. «Da quel giorno è iniziata una trafila vergognosa. L'unica preoccupazione è stata mascherare l'accaduto, coprire le responsabilità. L'Ama ha scritto in un rapporto che i 4 mici erano stati trovati già morti, ma non è vero. Un collega ha preso i due superstiti e a uno gli dà ancora da mangiare. Ma a me, intanto, mi hanno licenziato». La lettera di «recesso» della Manpower risale al 5 settembre. «Stante l'impossibilità di adibirla ad altra mansione, il suo contratto è risolto...». 

L'ex operaio mostra le carte, freme di rabbia. «Anche se i responsabili hanno sempre minimizzato - esclama - l'Inail ha riconosciuto l'infortunio sul lavoro! Al rientro, in agosto, mi hanno messo in permesso retribuito. Poi, il 3 settembre, mi hanno sottoposto ad accertamenti sanitari per una mansione superiore, da conduttore d'impianto, non la mia come da contratto. E così, sulla base di questa alterazione, adducendo la scusa che lo stato psico-fisico non mi consentiva di svolgere quella funzione, hanno raggiunto lo scopo di togliermi di mezzo». Il ragazzo ha paura, teme ritorsioni. «Ma non potevo star zitto, tenermi dentro una simile ingiustizia - confida con un sorriso timido - Adesso non so se mi riprenderanno in Ama oppure, magari, troverò un lavoro con gli animali, che è sempre stato il mio sogno... Quando vedo un gatto per strada, ci penso: è stato per uno come te, cucciolo, che mi hanno licenziato, però mica sono pentito...».-

 

 

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