Liberiamo l'italia dal debito pubblico

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Il congelamento del debito pubblico italiano e la sua conversione in un “mutuo” trentennale con interesse fisso al tasso corrente BCE (ovvero quasi pari allo zero) è ormai condizione necessaria, non più rinviabile, pena il default, ovvero la continua crescita del debito, l’aumento costante delle tasse, dell’IVA e il continuo ricatto (anche tramite lo spauracchio dello “spread”) da parte dei nostri “partner” europei, delle agenzie di rating e degli speculatori finanziari nazionali ed internazionali.  Ciò premesso, lo Stato Italiano, non potendo più emettere moneta e pare neppure “mini bond” (perché vietato dalle "regole" della UE), dovrebbe tornare alle regole antiche (dettate dall'illuminante soluzione economica del mercante Datini di Prato) e chiamare gli italiani, ad emettere, annualmente, in suo favore, effetti cambiari (da acquistare in tabaccheria…) per il totale del rateo di “mutuo” del debito pubblico da pagare (circa € 75 miliardi annui), per il prossimo trentennio. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, se ogni italiano ha, come ci viene detto, un debito di circa €35.000,00, la popolazione attiva e che lavora (sia persone fisiche, sia giuridiche), pari a circa la metà dei cittadini presenti sul territorio nazionale (circa 32 milioni di persone), dovrà acquistare, via, via, ogni anno,  in tabaccheria, n. 12 titoli cambiari da circa € 200,00 cadauno da pagare mensilmente in favore dello Stato. Lo Stato così, ricevuti gli effetti, potrà pagare i suoi debiti ai creditori, in relazione al rateo di “mutuo” del debito pubblico (anche potendo emettere, contestualmente, mini-bond, oggi “vietati”, in quanto garantiti da moneta circolante ovvero le cambiali dei singoli cittadini) per circa 75 miliardi di €uro all’anno. In 30 anni il debito pubblico sarà così, finalmente, ripianato. Nel frattempo, il Paese non sarà più sotto il ricatto dei creditori e della UE e i vari Governi che si succederanno potranno, finalmente, avviare le necessarie politiche di sviluppo economico e sociale, senza troppi vincoli di bilancio e divieti esterni. Infatti, solo congelando il debito, ovvero convertendolo in un “mutuo” trentennale, da pagare annualmente con le cambiali dei cittadini, garantito dai beni medesimi dello Stato, quest’ultimo potrà, avendo “nuova valuta” contante, risparmiare tutti gli interessi e i costi annuali sul debito stesso. Così facendo calerà il suo fabbisogno annuale di almeno € 150 miliardi all’anno e, finalmente, calerà la tassazione complessiva per tutti i cittadini italiani (lavoratori dipendenti inclusi che diverranno così anche loro nel tempo dei “liberi professionisti”). Tutti i cittadini con la minore tassazione, non subiranno più aumenti di tasse, d’IVA e/o quant’altro per il prossimo trentennio e si vedranno compensati/rimborsati dallo Stato, anche sotto altra forma (a titolo esemplificativo, con un’assicurazione pensionistica integrativa), i € 2.400,00 annui circa di cambiali da pagare (in pratica, invece di continuare a pagare interessi, ai “partner” europei, agli speculatori e alla finanza internazionale, gli italiani investiranno su loro stessi). I vari governi che si succederanno, nel prossimo trentennio, saranno definitivamente liberati dallo "Spread" e, il nostro Paese, tornerà a essere davvero il Bel Paese, avrà la capacità di ripartire con forza, senza troppi aiuti esterni, facendo fronte a tutti gli impegni, nel rispetto delle "regole" europee ed internazionali. Un’ultima considerazione, l’Agenzia delle Entrate, (ovvero lo Stato), concede credito d’imposta alle aziende che fanno ricerca, formazione e sviluppo. Mi chiedo, allora come sia possibile che l’Europa degli “illuminati” non conceda “credito” ai vari Stati membri per i costi sostenuti in tal senso. Ritengo, infatti, che i costi per l’istruzione, la scuola, la formazione dei nostri figli, non possano e non debbano essere considerati nei bilanci statali costi effettivi per Stati che si considerino “civili” ma, bensì, “crediti”. In Italia, ad esempio, così facendo si avrebbero risorse per ulteriori € 65 miliardi annui circa (il costo che sosteniamo per l’istruzione nel complesso)! Gli Stati “illuminati” che vogliano considerarsi “civili”, a mio avviso, infatti, non possono e non debbono ritenere costi di bilancio, quantomeno, le seguenti voci: istruzione, sanità, ordine pubblico e giustizia. Nessuno riflette, allora ora riflettete! A disposizione per gli ulteriori dettagli e chiarimenti, a presto. Buon lavoro a tutti per la rimonta dell'Italia e degli Italiani. Cordialmente. Lorenzo Vanni