Tor Marancia merita un vero centro culturale, non un’appendice di una scuola di danza

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Con una procedura partecipata il Comune aveva deciso di costruire a Tormarancia un centro culturale, accogliendo una proposta dei cittadini e dalle cittadine. Si tratterebbe di un’opera realizzata con gli oneri di urbanizzazione di piazza dei Navigatori e quindi finalizzata a “risarcire” il territorio per aver subito quella speculazione. Dopo alterne vicende finalmente sono stati trovati i fondi per realizzarlo e si è avviato, come richiesto con una petizione, un percorso partecipativo per decidere le caratteristiche del futuro Centro Culturale. Ne siamo felici.

Ma prima ancora di ascoltare i cittadini e le cittadine avete già deciso che nell’area destinata al Centro Culturale sarà insediata la scuola di danza e canto corale del Teatro dell’Opera. Una scuola esclusiva e chiusa al quartiere, che occuperà gran parte dell’edificio lasciando al centro culturale solo il 15% della cubatura inizialmente prevista. Tor Marancia merita di più.

Non abbiamo nulla contro il Teatro dell’Opera che è un’importante istituzione culturale, ma non ha la mission di gestire centri culturali popolari. A Roma ci sono tanti altri edifici pubblici inutilizzati che potrebbero ospitare la sua scuola di danza e coro senza occupare un’area e dirottare verso altri scopi fondi che erano invece destinati per i cittadini di Tormarancia.

Nelle assemblee partecipative è emerso con chiarezza che l’aspettativa degli abitanti è che il futuro centro culturale di Tor Marancia sia ampio luogo di aggregazione sociale e di incontro, con una ampia offerta culturale e formativa e spazi per le associazioni di base che producono cultura, gestita insieme agli abitanti e ospitare attività aperte al quartiere e non essere l’appendice di un’istituzione in gran parte chiusa,.

Siete ancora in tempo a cambiare una decisione affrettata e inadeguata individuando un’altra modalità di gestione. Roma ha tante altre risorse e istituzioni culturali più inclusive, a cominciare dalla “Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali”.

I migliori amministratori sono quelli che cambiano idea ascoltando i cittadini.