PETIZIONE CHIUSA

Giustizia per Nicola Guagliardo

Questa petizione aveva 90 sostenitori


Nicola è un nostro connazionale che vive in Inghilterra. Non è un emigrato per mancanza di lavoro in patria, venne lì negli anni 90 per studiare la lingua ed accettò offerte lavoro fattegli in loco.

Nicola ha lavorato e gestito in qualità di manager e proprietario varie attività; ha pagato le sue tasse e si è anche interessato alla cosa pubblica. E' stato membro di una vostra Camera di Commercio, si e' candidanto alle vostre elezioni, ha organizzato petizioni e raccolte firme per avere dei passaggi pedonali in aree urbane della città dove vive, contribuendo alla realizzazione di necessarie opere pubbliche, ha organizzato eventi di beneficenza per raccogliere fondi da destinarsi ad aiutare i vostri anziani. Nicola è uno che quando ha potuto, ha destinato, gratuitamente e senza beneficio alcuno il suo tempo libero per la vostra comunità che gentilmente lo ospitava.

Nicola circa 10 anni fa ha scoperto di essere ammalato e essere un disabile, in Italia noi diciamo “diversamente abile”, in Inghilterra dite solo “disabile”, lo sappiamo che non è un’offesa. Diabete, con i relativi effetti negativi che si sono piano piano presentati al punto che dalle pillole e dovuto passare all'insulina e poi ha dovuto prenderle entrambe. Da aggiunger gli effetti postumi di un incidente avuto sul lavoro all'età di 30 anni. Disabile ma cosciente del fatto che col tempo avrebbe dovuto smettere di fare il manager per via degli orari ed il tipo di vita, mica e' rimasto a casa a vivere di sussidi, ha continuato a lavorare riducendosi la qualifica e lo stipendio in relazione a ciò che sapeva di poter fare guardandosi intorno per trovare un lavoro che gli permettesse di essere utile ma che andasse a braccetto con la sua disabilità.

Trovato. Nel 2012 viene assunto allo RD&E, il Royal Devon and Exeter Hospital, un vostro ospedale situato a Exeter, nel Sud-Ovest della vostra bellissima nazione, un posto dove lavorano più di 5000 persone. Nicola accetta un lavoro come “Catering Assistant”, assistente al catering. Cosi colui che prima era manager e si occupava di conti e ordini, diventa colui che serve i pasti agli ammalati, pulisce i vassoi e lava le tazzine sporche; spazza e lava il pavimento e tiene pulito il cucinino del reparto. Problema? A sentire lui è un lavoro come un altro, ma un problema gli capita, ed anche grosso.
In ospedale gli comincia ad andare tutto storto dal giorno in cui riferisce ad un manager che ad una paziente operata da poco, del personale non-medico ha dato del cibo ignorando gli ordini del personale medico. A quel punto a Nicola succede di tutto; i manager dell’ospedale abusando della propria posizione lo maltrattano in vari modi tipo: gli cancellano turni di lavoro all’ultimo minuto, praticamente si presenta al lavoro e lo mandano a casa senza pagarlo; non gli pagano lo straordinario di tre mesi, 500 Sterline spendendo oltre 10 volte quella cifra in avvocati pur di non pagarlo; lo accusano, accusa infondata e provata falsa, di aver violato regole di sicurezza di un reparto di isolamento; lo maltrattano verbalmente al punto tale che il medico gli proibisce per mesi di andare al lavoro e lo fa visitare da consulenti e psicologi per lo stress a cui è sottoposto. Tutto qui? No. Perché ad un certo punto della nostra storia Nicola viene licenziato in tronco con l’accusa infamante di avere avuto una condotta riprovevole. Il tutto in base a nulla, senza che Nicola ricevesse un regolare processo e senza avere la possibilità di difendersi. Pratica contraria ai diritti umani in particolare l’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti Umani o all’articolo 6 dello Human Right Act. Inglese, legge creata dal vostro Parlamento e che avrebbe dovuto garantire il rispetto dei diritti umani del nostro Nicola, cosa che purtroppo non è avvenuta.

Dopo il “licenziamento”, aiutato dalla moglie per via delle sue precarie condizioni di salute, Nicola contatta prima i Direttori dell’ospedale (persone assunte), cosa che aveva già fatto per altri episodi ma senza ricevere alcun riscontro, e poi i Governatori (quelli che sono eletti o mandati dalla pubblica autorità), per informare di quanto gli accade. Il tutto nuovamente senza riscontro alcuno. L’ospedale, pur di evitare un colloquio con Nicola, spende in legali e avvocati oltre 400.000 Sterline, una cifra quattro volte superiore a ciò che lui avrebbe ricevuto in stipendio lavorando fino alla pensione.

Nicola, vivendo con salario minimo, ovviamente perso dopo il “licenziamento”, non ha soldi per un avvocato e perde in Tribunale nonostante provi al giudice le incongruenze tra carte ed eventi, dimostri che l’ospedale aveva fabbricato e presentato documenti falsi (cosa confermata in Tribunale), e cerca invano di dimostrare che il testimone contro di lui, viene “premiato” con un lavoro da Supervisore, posto vacante mai reso pubblico (pratica illegale anche nel vostro paese), poiché il giudice, su ricorso dell’avvocato, quello dell’ospedale perché Nicola non ne ha, non permette l’uso dei documenti che provano il reato; mentre un altra persona, che non era dipendente dell'ospedale, dopo aver contribuito al licenziamento di Nicola riceve un lavoro da 60.000 sterline l'anno.
Da notare un importante particolare, Nicola, che è disabile per la vostra legge, non viene ritenuto disabile dal Tribunale sulle false (confermate) dichiarazioni dell’avvocato dell’ospedale.

In tema di giustizia va da contrapporre alla storia del nostro Nicola, licenziato per “Condotta Riprovevole” sulla base di incongrue dichiarazioni (false anche quelle e provato in Tribunale) e senza processo alcuno, quella della vostra infermiera, Donna Wood's, infermiera inglese che, dopo regolare processo, ha ricevuto solo due mesi di sospensione per aver: “falsificato la temperatura di una collega che tornava in Inghilterra da un paese dove vi era il virus ebola”. La collega è poi risultata positiva al virus e la popolazione ha corsi i rischi del caso ma a lei gli hanno dato solo due mesi di sospensione mentre Nicola è stato ridotto in miseria e senza neanche essere processato.

Nicola, sempre rispettando la scala gerarchica, ha ora scritto a dei vostri deputati per far presente l’accaduto. Chiaramente non può accettare di pagare le conseguenze di quella che e' chiaramente un’ingiustizia.
Viene ovviamente anche da chiedersi perché Nicola deve rispettare delle procedure per ottenere giustizia mentre coloro che gli hanno fatto del male si sono semplicemente limitati a farglielo?

Noi, i segnatari di questa petizione chiediamo, che sia fatta giustizia e chiarezza sugli eventi che hanno praticamente contribuito a rovinare la vita di una persona che nulla vi ha fatto se non quello di rispettare le leggi del vostro paese aspettandoci l'immediata riassunzione.
Vi chiediamo di investigare le circostanze misteriose riguardanti l’attitudine di oblio da parte di coloro che avrebbero dovuto sorvegliare e fungere da garanti agli eventi che hanno portato all'illegale allontanamento, contrario ai fondamentali principi dei diritti umani, di Nicola Guagliardo dal suo posto di lavoro.
Vi chiediamo di investigare i favori fatti a coloro che hanno illegalmente ricevuto pubblici impieghi e promozioni dopo aver testimoniato il falso (cosa provata in Tribunale) e di giustificare il motivo dietro l’enorme somma di denaro pubblico sperperato per la creazione di falsi documenti e false testimonianze (provato in Tribunale).
Vi chiediamo infine di confermare se un Tribunale nel prendere una decisione può ignorare la violazione dei diritti umani, le incongruenze tra eventi, documenti e testimonianze, l’alterazione e falsificazione di documenti presentata dal vostro servizio sanitario nazionale e nel contempo non permettere al nostro connazionale di presentare documenti autentici che sono a lui favorevoli.

Distinti Saluti



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