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No all'utero in affitto: riprendiamoci la maternità!

Noi di Se non ora quando - Libere rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore.

In Italia è vietata, ma nel mondo in cui viviamo l’altrove è qui: “committenti” italiani possono trovare in altri paesi una donna che “porti” un figlio per loro. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione: non più del patriarca ma del mercato. Vogliamo che la maternità surrogata sia messa al bando.

Oggi, per la prima volta nella storia, la maternità incontra la libertà. Si può scegliere di essere o non essere madri. La maternità, scelta e non subìta, apre a un’idea più ricca della libertà e della stessa umanità: il percorso di vita che una donna e il suo futuro bambino compiono insieme è un’avventura umana straordinaria. I bambini non sono cose da vendere o da “donare”. Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce.

Siamo favorevoli al pieno riconoscimento dei diritti civili per lesbiche e gay, ma diciamo a tutti, anche agli eterosessuali: il desiderio di figli non può diventare un diritto da affermare a ogni costo.

CI APPELLIAMO ALL’EUROPA

Nessun essere umano può essere ridotto a mezzo. Noi guardiamo al mondo e all’umanità ispirandoci a questo principio fondativo della civiltà europea.
Facciamo appello alle istituzioni europee – Parlamento, Commissione e Consiglio – affinchè la pratica della maternità surrogata venga dichiarata illegale in Europa e sia messa al bando a livello globale.

 

 

CI SOSTENGONO:

A firmare, un mondo vasto che va dal cinema alla letteratura, dal campo universitario a quello delle associazioni per i diritti. Ci sono Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Claudio Amendola, Francesca Neri, Pippo Baudo, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Micaela Ramazzotti. E poi intellettuali come Giuseppe Vacca, Peppino Caldarola, la scrittrice Dacia Maraini. E ancora Livia Turco, le suore orsoline di Casa Rut a Caserta, l'associazione Slaves no more di Anna Pozzi, Aurelio Mancuso, già presidente di Arcigay e ora di Equality Italia, Cristina Gramolini presidente di ArciLesbica Milano, Gi.U.Li.A , rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome, Vittoria Doretti di Codice Rosa, etc.

Segue qui l'elenco dei primi firmatari.

 

ENGLISH TRANSLATION:

What freedom

We cannot regard surrogacy  as a gesture of freedom or love.

In Italy the practice is illegal, but in our world the ‘elsewhere’ is here: Italian “customers” can choose from various countries to find a woman’s belly that will “carry” a child for them. We cannot accept – simply because it is technically possible, and in the name of alleged individual rights – that women should once again become disposable objects – objects that are no longer at the disposal of the patriarchy, but of the market.   We want surrogacy to be banned.

Today, for the first time in history, motherhood and freedom go together. A woman can choose to be or not to be a mother. Motherhood, when freely chosen and not suffered, is a path to a richer idea of freedom, of humanity itself:  the life journey shared by a woman and her future child is an extraordinary adventure. Children are not objects to be sold or “donated”.  If they are deliberately separated from the history that gave them life and remains their own, children become disposable goods.

We are in favour of the full recognition of civil rights for lesbian and gay people, but we say to everyone, including heterosexuals: the desire to have children cannot become a right to be vindicated at all costs.

WE ADDRESS EUROPE

No human being can be reduced to a means [to an end]. Our outlook on the world and on humanity is shaped by this fundamental principle of European civilization.

We want to address the European institutions – the European Council, Commission and Parliament – to ask that surrogacy be outlawed in Europe and banned on a global level.

This petition was delivered to:
  • le istituzioni europee (Parlamento, Commissione e Consiglio europei)

    Se non ora quando - Libere started this petition with a single signature, and now has 2,288 supporters. Start a petition today to change something you care about.