12 PUNTI PER L'AGENDA DI DRAGHI

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LAVORO E GIOVANI. DIRITTI DI CITTADINANZA E GIUSTIZIA SOCIALE. I 12 PUNTI  CHE VOGLIAMO NELL' AGENDA DI MARIO DRAGHI

Il Presidente Joe Biden qualche giorno fa ha annunciato che aumenterà il salario minimo da 7,25 a 15 dollari l'ora per 27 milioni di lavoratori americani.

 "Nessuno in America - ha detto - dovrebbe lavorare 40 ore alla settimana rimanendo al di sotto della soglia di povertà. Quindici dollari portano le persone al di sopra della soglia di povertà”.

E in Italia?

Secondo l'art. 36 della Costituzione "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Secondo dati Eurostat, nel nostro Paese quasi il 12% dei lavoratori dipendenti riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali contro una media Ue del 9,6%. Per il Censis ben 5,7 milioni di giovani nel 2050 avranno pensioni sotto la soglia di povertà.

Gli studi condotti dalla Commissione europea rilevano che l’incremento del costo del lavoro con un salario minimo potrebbe comportare, almeno in una prima fase, soprattutto per quelle imprese rientranti nei settori in cui attualmente si applica un trattamento retributivo non adeguato, una compensazione da un incremento dei consumi da parte dei lavoratori a basso salario sostenendo la domanda interna.

È necessario accompagnare l'istituzione del salario minimo orario con misure volte ad attenuare gli incrementi del costo del lavoro incentivando la contrattazione collettiva a fissare salari dignitosi. Prevedere la detassazione - degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei CCNL.

Presidente Draghi, teniamo a sottolinearle per le suddette ragioni la primarietà che riveste per noi la previsione del salario minimo come fulcro centrale della vostra azione di governo.

A questa si affianca il tema del lavoro, delle tutele, dell'accesso al sapere e alle cure primarie, dell'inserimento dei giovani.

In questi dieci anni i salari mediani sono diminuiti mentre gli affitti sono aumentati. Il part-time involontario è passato dal 50 al 67%. La capacità produttiva del nostro Paese ha perso circa il 20% in quantità e si è impoverita in qualità.
Noi chiediamo che il diritto all'emancipazione si fondi prima di tutto su un salario e un lavoro dignitosi, sulla creazione di posti di lavoro e non sulle politiche dei bonus e dell'assistenzialismo.

Chiediamo formalmente al nuovo governo di mettere al centro il lavoro, la giustizia intergenerazionale, perché la vera libertà passa dalla sicurezza sociale.

Con la presente petizione chiediamo di inserire i seguenti punti per noi prioritari e caratterizzanti nell'azione del prossimo governo:

1) Salario minimo

Salario minimo orario di 10 euro l'ora

2) Retribuzioni tirocinanti

Porre fine allo sfruttamento giovanile prevedendo un compenso per stagisti e tirocinanti non inferiore ai 700 euro mensili e altresì di fissare un rimborso spese minimo per i tirocinanti curriculari con sanzioni più severe per chi assume in nero.

3) Fiscalità generale

Una riforma fiscale progressiva dell'Irpef che tuteli i ceti medio-bassi e riveda la modulazione degli scaglioni di reddito e un rimborso per gli incapienti


4) Imposta di successione, fondo giovani e diritto alla casa

L’Italia ha una un’imposizione sulle successioni e donazioni tra le più basse d’Europa, con un gettito che, nel 2018, si è attestato sugli 820 milioni di euro, ben lontano da quello ottenuto, con lo stesso strumento fiscale, da Germania, Francia e Regno Unito: rispettivamente, 14.3 miliardi, 6.8 miliardi e 5.9 miliardi.
Potenziare l’imposta sulle successioni e donazioni non sarebbe solo un modo per arginare le diseguaglianze economiche (peraltro, in continuo aumento in Italia), ma anche per livellare i punti di partenza, ridurre il peso delle rendite di posizione e favorire, pertanto, il merito individuale.
Proponiamo, in aggiunta, di utilizzare gli introiti generati dalla misura per finanziare una serie di politiche per i giovani, dal diritto allo studio agli sgravi fiscali per le assunzioni, in modo da rafforzare ancor di più il principio alla base dell’intervento, quello che, secondo noi, ben più delle mere esigenze di bilancio, ne motiva davvero l’implementazione: meno rendite di posizione, più meritocrazia; meno capitali cristallizzati, più opportunità per chi ha talento.
• in Italia il sistema dell'edilizia residenziale pubblica è ormai fermo da decenni così come le graduatorie in cui si trovano migliaia di famiglie nella speranza di accedere ad un alloggio popolare.
È arrivato il tempo di sbloccare questo impasse esistenziale non solo per le famiglie sempre più in difficoltà economiche ma anche per i giovani. Questi ultimi, infatti, tra lavori precari e stage - ma in verità, per i più fortunati, anche nonostante un primo contratto a tempo indeterminato - non riescono a sostenere il costo dei fitti a prezzo di mercato essendo costretti di conseguenza a rinunciare a offerte di lavoro e offerte formative. Diventa pertanto improrogabile la messa in opera di un nuovo Piano Casa non solo per un esigenza di equità sociale e pari opportunità ma anche per dare un vero e proprio slancio all' economia del Paese.

5) No Tax Area e borse di studio

L'innalzamento della no tax area a 30mila di reddito della fascia ISEE-U e l'eliminazione della figura dell'idoneo non beneficiario di borsa di studio.

6) Tutele per stagisti e tirocinanti

La stesura di uno Statuto Generale del Tirocinante che ampli i diritti e le tutele di una generazione claudicante e impedisca i soprusi alla luce della risoluzione dell'8 ottobre 2020 del Parlamento  Europeo.

7) Praticanti avvocati

Una seria riforma dell'accesso alla professione forense trasparente e meritocratica che sblocchi l'ingresso di una generazione di praticanti avvocati lasciati nel limbo dall'Avvocatura italiana e dal precedente Ministro Bonafede.

8) Medici specializzandi

L' azzeramento dell'imbuto formativo per i giovani specializzandi nel settore medico e il recupero del finanziamento perso per borse abbandonate tramite accordo in Conferenza Stato-Regioni.

9) Diritti di cittadinanza

Il superamento della legge n. 91 del 05/02/1992 e successive modifiche con una nuova norma che garantisca il diritto regolamentare all'ottenimento della cittadinanza con una normativa ad hoc per coloro i quali effettuano un percorso di studi (principio di ius culturae) e per coloro che sono nati nel nostro paese (principio di ius soli temperatum), contrastando qualsiasi prolungamento eccessivo delle tempistiche di acquisizione della cittadinanza stessa dovuto alla burocrazia e garantendo, di conseguenza, tempi certi e celeri affinché si garantisca il pieno godimento dei diritti civili e sociali. Questa riforma deve contrastare qualsiasi distinzione discriminatoria tra italiani naturalizzati e quelli per nascita potenziando così i principi dell'articolo 3 della Costituzione, abrogando l'articolo 14 del decreto legge n. 113 del 4/10/2018 e l'abrogazione dell'articolo 10 bis della legge n. 91 del 5/02/1992 che prevede la revoca della cittadinanza.
• il superamento da un lato dei requisiti di reddito per chi ha completato un percorso di vita e di crescita in Italia, abbattendo il requisito della residenza continuativa se ci si trova fuori dall'Italia in alcuni periodi per motivi di lavoro o di studio, pur conservando legami affettivi con il paese. • L' allineamento dall'altro lato dei tempi di ottenimento del passaporto italiano agli standard europei di 6 mesi o 1 anno.

10) Sfruttamento e precariato femminile                                                 

Contrastare il lavoro gratuito e il part-time involontario.
A dicembre l'ISTAT ci ricorda che su 101mila lavoratori in meno 99mila sono donne. Le donne hanno perso il lavoro perché spesso assunte con contratti precari non per via delle chiusure, il tutto in assenza di un welfare pubblico e accessibile per i figli.
Chiediamo:
• Estensione del congedo di paternità fino a 4 mesi senza la possibilità di renderli trasferibili alla madre, ma con possibilità di farlo coincidere/anticipare/ iniziare successivamente alla conclusione a quello della madre, entro il primo anno di età del figlio/figlia.
• Rafforzamento di asili nido e dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza.
• Creazione di un fondo sociale per il mantenimento del congedo di maternità per le donne detentrici di Partita Iva.

11) Diritti dei senza fissa dimora

• Risulta fondamentale permettere alle persone senza dimora di ottenere il rilascio, da parte del Comune, della residenza fittizia, ovvero un indirizzo che non corrisponde al luogo di effettiva dimora, ma che consente alle persone che vivono in uno stato di precarietà abitativa di accedere ai servizi. Risulta altrettanto fondamentale garantire comunque il diritto alle persone senza dimora di iscriversi al servizio sanitario ovvero di poter avere un medico di base. A seguito di quanto detto, dunque, si richiede l’uniformazione delle procedure di riconoscimento della residenza fittizia presso le varie anagrafi comunali, le cui prassi si basano ancora troppo spesso su criteri disomogenei e discrezionali;
• L’approvazione di una legge che consenta di iscriversi alle liste per ottenere un medico di base anche senza residenza, mediante la sola elezione di domicilio. 

12) Tutela degli orfani

Equiparare i superstiti per malattia di un genitore che siano diventati orfani  prima della maggiore età agli altri orfani causati da malattie professionali o infortunio in servizio del genitore. Dare le stesse tutele di preferibilità nei concorsi statali. Non imputare la pensione di reversibilità superstiti come reddito  ai fini del carico familiare o per accedere a borse di studio ed equiparati.