Diritto alla salute/quiete Roma

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Da tempo, oramai, noi cittadini residenti in  quartieri densamente popolati della capitale, non godiamo piu’ del diritto alla quiete e alla conseguente salvaguardia della salute, nelle nostre abitazioni.

Locali e musei come il Maxxi, funestano le nostre notti con impianti acustici da discoteca, posti all’aperto, senza nessun tipo di barriera fonoassorbente, a pochi metri dai nostri popolosi palazzi.

I volumi ed i suoni bassi delle casse acustiche sono altissimi, insostenibili,  ed insistono per ore, danneggiando cosi gli anziani, i malati, le persone che lavorano di giorno e tutti coloro che, semplicemente, vorrebbero leggere un libro o guardare la televisione. Tutte  queste attivita’, in molti casi, non sono possibili. Inoltre, vengono danneggiate anche le attivita’ extra alberghiere esistenti nel territorio, che perdono clienti.

Nonostante le numerose rimostranze ed esposti alle forze di Polizia Municipale, che hanno le armi spuntate, e la ricerca di un pacifico colloquio con i gestori/direttori/organizzatori di tali eventi (che dovrebbero svolgersi, casomai, lontano da abitazioni o in locali chiusi ed insonorizzati), non riusciamo a fare ascoltare la nostra voce. Ci rispondono che hanno ottenuto le autorizzazioni dal comune e dobbiamo rassegnarci.

Il fatto e’ che vengono date delle direttive, con le concessioni, ma nessuno controlla, poi, che le stesse vengano rispettate, nei tempi e nei modi.

Le norme comunali, in fatto di disturbo della quiete ed inquinamento acustico, parlano chiaro. Le leggi esistono e chiediamo che vengano rispettate.

Non dovrebbe essere permesso questo livello di inquinamento acustico, continuativo, con l’aggravante che tali episodi si svolgono, prevalentemente, nella stagione calda, quando e’ impossibile tenere le imposte chiuse. Anche se fosse possibile, tale intensita’ di suono, penetra attraverso le imposte e le mura.

Chiediamo di tutelare i diritti dei cittadini, calpestati nel nome del guadagno di pochi.

Chiediamo che gli eventi musicali rumorosi vengano circoscritti negli spazi adatti, ovvero lontano da quartieri residenziali o in locali chiusi ed insonorizzati, oppure negli stadi o nei parchi. O, almeno, che siano episodi isolati e non abituali.

Soprattutto, chiediamo che ci siano controlli serrati, sia sulle concessioni, sia sul rispetto delle stesse e che vengano, una volta per tutte, presi provvedimenti.



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