Vittoria confermata

Largo Saluzzo vivo e vivibile per tutti

Questa petizione ha creato un cambiamento con 403 sostenitori!


Al

Sindaco Città di Torino Dott. Piero Fassino
Questore della Città di Torino Dr. Salvatore Longo
Prefetto della Città di Torino Dr.ssa Paola Basilone
Comandante dei Carabinieri della Città di Torino Colonnello Arturo Guarino
Comandante della Polizia Municipale della Città di Torino Dott. Alberto Gregnanini

Per conoscenza al

Presidente Circoscrizione 8 Dott. Mario Cornelio Levi
Giunta Comunale della Città di Torino, in particolare agli assessori con deleghe a:
Piani dei tempi e orari della Città, Arredo e decoro urbano Dr.ssa Ilda Curti
Politiche per l'ambiente, politiche per l’energia, lo sviluppo tecnologico, la qualità dell'aria e l’igiene urbana Dr. Enzo Lavolta
Piano per il commercio Dr. Domenico Mangone
Polizia Municipale e politiche per la sicurezza, Partecipazioni societarie del Comune ed aspetti finanziari e gestionali di aziende e consorzi Dr.ssa Giuliana Tedesco
Presidente Amiat S.P.A. Dr. Maurizio Magnabosco

Scriviamo in merito a quanto sta succedendo, quest’anno come negli ultimi 4 anni, in largo Saluzzo.

Sentiamo l’esigenza di far presente una situazione che sta assumendo dimensioni che vanno ben al di là dei semplici problemi di convivenza tra residenti, locali e giovani frequentatori notturni del nostro bellissimo quartiere.

Il problema ha ormai dimensioni impensabili: largo Saluzzo in particolare ha assunto nell’immaginario collettivo la veste di una zona franca dove tutto è permesso, a qualsiasi ora.
Negli ultimi tempi abbiamo constatato che persino nella rete internazionale degli artisti di strada è considerato un luogo dove è possibile fare spettacolo, senza controllo, fino all’alba.

Non abbiamo mai smesso di perseguire l'idea di rendere il quartiere inclusivo e vivibile sia di giorno che di notte, continuiamo a pensare che la città debba poter offrire occasioni di aggregazione sociale e culturale di qualità e che sia del tutto positivo che i quartieri abbiano, anche di notte, una certa vitalità.

Ma quello che sta succedendo oggi è molto diverso.
Non si tratta di conflitti tra residenti e gestori di attività notturne per questioni di disturbo della quiete, ma di un uso massiccio dello spazio pubblico, indipendente dall’apertura dei locali, come luogo destinato al mero consumo di alcolici e dove poter liberamente praticare in massa comportamenti fortemente disturbanti o addirittura violenti.

Gli interventi fin’ora adottati si sono rivelati efficaci solo in parte: l’applicazione delle norme esistenti riguardanti il commercio e l’ordine pubblico, unita allo sforzo dei locali per il presidio notturno del territorio (orari di chiusura, istituzione del servizio di stewards, sensibilizzazione della clientela) hanno lievemente migliorato la situazione fino all’orario di chiusura.
A chiusura avvenuta però, largo Saluzzo rimane gremita di gente che, senza nessun controllo, schiamazza e festeggia fino all’alba impedendo il sonno, e a volte persino l’accesso, dei residenti.

Questa paradossale situazione, tuttavia non è così inaudita: nella maggior parte delle metropoli europee, esistono aree con le medesime problematiche in cui il deflusso del pubblico a fine serata è gestito efficacemente.

Chiediamo fortemente, che alcune delle soluzioni lì sperimentate siano adottate, con immediatezza, anche in largo Saluzzo.

Nello specifico:
1-la pulizia delle strade deve coincidere ed essere contemporanea alle operazioni di chiusura dei locali notturni in modo da non arrecare ulteriore disturbo ai residenti;
2-la pulizia delle strade e il deflusso del pubblico devono essere accompagnati e facilitati dalla presenza delle forze dell’ordine;
3-a deflusso avvenuto è necessaria la permanenza delle forze dell’ordine in loco onde garantire che non tornino gli schiamazzi.

Riteniamo che questo approccio:
non comporti particolari esborsi da parte delle istituzioni riceventi,
che permetta un immediato miglioramento delle condizioni di vita dei residenti,
che garantisca un più consona percezione di questo spazio pubblico come di un luogo non solo vivo ma anche vivibile per tutti.



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