#LaDignitàNonScade - salviamo i lavoratori a rischio!

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Abolire il precariato è stata una delle prime promesse fatte dal Vicepremier e Ministro del Lavoro e Sviluppo Economico Luigi Di Maio a tutti i cittadini italiani. Il Decreto Dignità presentato dal Governo si propone infatti di combattere il precariato e di cercare di ridare speranza al mondo del lavoro.

Tuttavia il Decreto Dignità presenta una criticità: la normativa infatti trasferisce ai contratti in somministrazione (il vecchio lavoro interinale) gli stessi limiti introdotti per i contratti a tempo determinato portando il limite massimo da 36 a 24 mesi e le proroghe da 5 e 4.

Queste formule burocratiche in realtà hanno un impatto concreto sulla vita di tanti lavoratori, uomini e donne come noi: è il caso dei 20 lavoratori di Nestlè in servizio presso la sede di Benevento.

Siamo le prime vittime del decreto dignità – hanno scritto sui social questi lavoratori – da precari siamo diventati disoccupati”. “Un dirigente – hanno poi raccontato alla stampa- ci ha detto che per il momento i nostri contratti non potevano essere rinnovati. Ci ha spiegato soltanto che dovevamo aspettare.

In un momento storico in cui tante aziende delocalizzano o tagliano, Nestlè avrebbe volentieri continuato ad accogliere questi 20 lavoratori ma come dichiarato dalla stessa azienda ai media: “ Non si potevano richiamare i lavoratori in somministrazione che hanno raggiunto il nuovo limite imposto dal decreto”.

Parliamo di lavoratori che hanno perso il proprio lavoro proprio a causa di questa normativa che cerca di debellare il precariato. Quello che lascia l’amaro in bocca è che questi 20 lavoratori hanno alle spalle oltre 15 anni di precariato presso l'azienda dove hanno impiegato tutte le loro forze contribuendo a farla diventare la Nestlè che tutti conosciamo.

Essere vittime di un decreto legislativo che ti toglie il lavoro è straziante.

Sarebbe quindi importante che il Ministro Di Maio e il Premier Giuseppe Conte si impegnassero a correggere queste distorsioni causate dal Decreto Dignità e eliminassero i limiti di rinnovo nei contratti a tempo determinato per ridare la speranza a questi 20 lavoratori che come tanti altri precari rischiano di diventare disoccupati a vita.



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