La peggior crisi umanitaria che coinvolge l'Italia non é nel Mediterraneo, é in Venezuela!

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Onorevole Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Onorevoli Ministri Di Maio e Toninelli, Onorevole Vice Presidente del Senato, Onorevoli Presidenti delle Commissioni Esteri della Camera e del Senato, Onorevoli Deputati e Senatori


Volevamo associarci alla preoccupazione già espressa più volte anche nel corso di questa legislatura anche da altre forze politiche (Interrogazioni n.3-03404 e n.3-03407 o la lettera scritta al Presidente Gentiloni dall’On. Borghese e dal Sen. Zin del MAIE) rispetto alla situazione dei 150.000 Cittadini e dei quasi 2 milioni di Oriundi Italiani presenti in Venezuela.


Basta fare una rapida ricerca via web per vedere le  immagini dei bambini Venezuelani costretti a frugare nella spazzatura: oltre al dovere affrontare l’aggravarsi della crisi politica di un paese travolto dall’inflazione piu' alta della storia moderna, la penuria di generi alimentari, il crimine, le epidemie e una situazione sanitaria al collasso, la repressione del Governo, i nostri Connazionali sono fatti bersaglio del rancore verso l’Unione Europea a seguito delle sanzioni nei confronti del Paese. Rancore che si e’ condensato in una lunga scia di omicidi di Italiani (fra i quali quello di Mauro Monciatti, funzionario del ministero degli Esteri).


Il flusso di 1,2 milioni di Venezuelani che sono stati forzati ad andarsene nel corso degli ultimi due anni, e che affollano i campi di accoglienza in Brasile e Colombia, non accenna ad arrestarsi e ora che anche Brasile, Ecuador e Colombia hanno schierato la polizia per fermare questo affluire di immigrati senza documenti (che il Governo Venezuelano si rifiuta di emettere per non ammettere la gravità’ della situazione) mentre la crisi del Paese continua a peggiorare, prefigurando una crisi umanitaria che gia' ora rischia di diventare peggio di quella Siriana.


E noi? Noi, tanto per cambiare, siamo complici: data la carenza di personale, i costi per i richiedenti e la discontinuità con cui operano i nostri consolati, non siamo in grado di rispettare un diritto ai nostri connazionali di fronte alla legge (art 17bis della legge n.5 del 5/2/92) o fornire un qualsiasi documento che permetta loro di uscire dal Paese e neppure abbiamo un piano di evacuazione come ha persino il piccolo Portogallo.


Alla luce di questo vi vogliamo chiedere:

- se fosse possibile,  viste le cifre che già spendiamo in aiuti internazionali  e riconoscendo il parziale interessamento del precedente Governo alla vicenda (che nello scorso biennio fra aiuti diretti alla comunità Italiana e alle Nazioni Unite è ammontato a circa 2 milioni di Euro), creare un fondo di emergenza specifico o di incrementare i fondi già disponibili per gli aiuti diretti alla cittadinanza.

- vista la drammaticità situazione economica del Paese, di ridurre le spese di bollo per l’espletamento delle pratiche consolari ad un prezzo congruo rispetto al reddito medio se non eliminarle temporaneamente.

- di rafforzare il contingente consolare in modo deciso onde evadere rapidamente le pratiche correnti e di velocizzare le procedure di convalida e la certificazione dei documenti.

- di trovare un accordo con i Governi di Brasile, Ecuador e Colombia per accogliere i nostri oriundi anche in fase di riconoscimento della cittadinanza, magari attraverso l’emissione di una Carta d'Identità o di un visto temporanei


- senza con questo dare alcuna valutazione sul Governo Maduro, di rivalutare l'utilità e l’opportunità delle sanzioni economiche onde aiutare il Governo Venezuelano ad uscire dal proprio isolamento.


Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati e Senatori, nel ringraziarVi per l’attenzione prestataci, cogliamo l’occasione per porgere al Governo e ai Parlamentari del Movimento 5 Stelle i nostri migliori auguri di Buon Lavoro.

 



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