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COMUNICATO SULLE ARMI NUCLEARI / ARTICOLO: IL GRANDE GIOCO NUCLEARE IN EUROPA

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
Italy

Mar 15, 2017 — COMUNICATO DEL CNGNN: LA NOSTRA POSIZIONE SULLE ARMI NUCLEARI IN ITALIA

La crescente tensione con la Russia, provocata dalla strategia Usa/Nato, sta trasformando l’Europa in prima linea di un confronto nucleare per certi versi più pericoloso di quello della guerra fredda. L’aspetto più minaccioso di tale confronto è che lo schieramento Usa/Nato comprende centinaia di testate nucleari schierate in Europa in prossimità del territorio russo. È come se la Russia avesse schierato in Messico centinaia di testate nucleari puntate sugli Usa.

La punta di lancia dello schieramento Usa/Nato in Europa è costituita dalle bombe nucleari statunitensi B-61 dislocate in Italia, Germania, Belgio, Olanda e anche in Turchia. La B-61, secondo il programma del Pentagono, sarà sostituita dalla B61-12, una nuova arma nucleare che svolge la funzione di più bombe, comprese quelle penetranti in grado di distruggere i bunker dei centri di comando in un first strike nucleare. Lo schieramento delle B61-12 è previsto per il 2020, ma potrebbe essere anticipato. Da quel momento l’Italia si troverebbe in una situazione molto più pericolosa di quella odierna, esposta alla minaccia di rappresaglia nucleare.

Per tale ragione il Comitato No Guerra No Nato (CNGNN) ritiene assolutamente prioritario l’obiettivo che, in base al Trattato di non-proliferazione ratificato dall’Italia, siano rimosse immediatamente dal nostro territorio le bombe nucleari statunitensi B-61 e non vi siano installate le nuove B61-12 né altre armi nucleari.

Su tale base, il CNGNN concorda con la risoluzione presentata il 28 febbraio, alla III Commissione della Camera, dall’On. Manlio Di Stefano e altri deputati del Movimento Cinque Stelle (v. Allegato), nella parte in cui essa afferma che l’Italia è in contrasto con quanto stabilisce il Trattato di non-proliferazione poiché mette a disposizione il suo territorio per l'installazione di armi nucleari. Non concorda invece sul fatto che la risoluzione non chiede direttamente al governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione e di conseguenza far sì che gli Usa rimuovano immediatamente le loro bombe nucleari B-61 dal nostro territorio e rinuncino a installarvi le ancora più pericolose B61-12 e altre armi nucleari.

La risoluzione dei parlamentari Cinque Stelle si limita a chiedere al governo di supportare l’iniziativa all’Onu per l’abolizione giuridica delle armi nucleari, adempiendo in tal modo agli stessi obblighi del Trattato di non-proliferazione nucleare. Noi sosteniamo invece che, per adempiere agli obblighi del Trattato di non-proliferazione, non basterebbe che l’Italia supportasse l’iniziativa all’Onu per l’abolizione giuridica delle armi nucleari.

Rinnoviamo quindi all’On. Manlio Di Stefano l’invito a presentare la mozione proposta dal CNGNN (v. Allegato). Rivolgiamo lo stesso invito a tutti i parlamentari che vogliano impegnarsi per il disarmo nucleare. L’unico modo che abbiamo in Italia per contribuire, non a parole ma con i fatti, alla campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari e all’iniziativa in corso alle Nazioni Unite per creare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari è pretendere l’osservanza da parte del nostro paese del Trattato di non-proliferazione e quindi la denuclearizzazione del nostro territorio.

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ALLEGATI

ATTO CAMERA / RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7-01202 / PRESENTATO DA DI STEFANO MANLIO
Martedì 28 febbraio 2017, seduta n. 750

LA III COMMISSIONE, PREMESSO CHE:

la sussistenza delle armi nucleari rappresenta una minaccia alla sopravvivenza della stessa umanità e, per i popoli della Terra, liberarsi di tale minaccia rappresenta, più che una necessità, un diritto istitutivo e costitutivo della stessa vita sociale;

secondo l'articolo VI del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), ratificato alla Repubblica Italiana con legge 24 aprile 1975, n. 131, ciascuna parte del trattato si impegna a perseguire in buona fede negoziati per definire, nel più breve tempo possibile, misure effettive che conducano alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare e a un trattato sul disarmo generale e totale sotto il severo e effettivo controllo internazionale;

secondo il parere della Corte internazionale di giustizia dell'Aja dell'8 luglio 1996, in applicazione del diritto internazionale ius in bello, sono illegittimi la minaccia o l'uso delle armi nucleari e, anche se la Corte non si è espressa sul caso di estrema legittima autodifesa, gli Stati devono comunque rispettare il diritto umanitario internazionale;
ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, «si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente»;

l'Italia, a giudizio dei presentatori del presente atto, ponendosi in contrasto con questo obbligo e in contrasto con l'articolo 26 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 23 maggio del 1969, mette a disposizione il suo territorio per l'installazione, il transito, la deterrenza e l'uso di armi nucleari, in attuazione di accordi con gli USA e conformemente alle dottrine della «condivisione nucleare NATO»;

l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il voto del 23 dicembre 2016 sulla risoluzione A/C.1/71/L.41, ha avviato il nuovo, storico percorso che attuerà l'obiettivo conclamato del TNP mediante la predisposizione, come primo passo, di strumenti giuridicamente vincolanti per la proibizione delle armi nucleari che portino alla loro totale eliminazione;

IMPEGNA IL GOVERNO a prendere attivamente parte alla conferenza Onu di New York decisa dalla citata risoluzione A/C.1/71/L41, nelle sessioni previste (marzo e giugno-luglio 2017), supportando gli Stati non nucleari e la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) nel pervenire l'abolizione giuridica degli ordigni nucleari, adempiendo in tal modo agli stessi obblighi del Trattato di non proliferazione nucleare.

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BOZZA DI MOZIONE PROPOSTA DAL CNGNN AI PARLAMENTARI E AI RAPPRESENTANTI IN ENTI LOCALI

CONSIDERATO che – secondo i dati forniti dalla Federazione degli Scienziati Americani (FAS) – gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), 50 in Turchia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180.

CONSIDERATO che – come documenta la stessa U.S. Air Force – sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire le attuali B61 installate dagli Usa in Europa.

CONSIDERATO che – come documenta la FAS – la B61-12 non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuova arma nucleare, con un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo, con una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, con capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.

CONSIDERATO che foto satellitari, pubblicate dalla FAS, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per installarvi le B61-12.

CONSIDERATO che l’Italia mette a disposizione non solo il suo territorio per l’installazione di armi nucleari, ma anche piloti che – dimostra la FAS – vengono addestrati all’uso di armi nucleari con aerei italiani.

CONSIDERATO che l’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’Art. 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente».

I PROPONENTI CHIEDONO al Governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far sì che gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.

PER CONTATTI:
Coordinatore nazionale del CNGNN, Giuseppe Padovano
cell. 393 998 3462
e-mail: giuseppepadovano.gp@gmail.com

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IL GRANDE GIOCO NUCLEARE IN EUROPA

Manlio Dinucci

Il siluro lanciato attraverso il New York Times – l’accusa a Mosca di violare il Trattato sulle forze nucleari intermedie (Inf) – ha colpito l’obiettivo: quello di rendere ancora più tesi i rapporti tra Stati uniti e Russia, rallentando o impedendo l’apertura di quel negoziato preannunciato da Trump già nella campagna elettorale.

Il siluro porta la firma di Obama, che nel luglio 2014 (subito dopo il putsch di Piazza Maidan e la conseguente crisi con la Russia) accusava Putin di aver testato un missile nucleare da crociera, denominato SSC-X-8, violando il Trattato Inf del 1987 che proibisce lo schieramento di missili con base a terra e gittata compresa tra 500 e 5500 km.

Secondo quanto dichiarano anonimi funzionari dell’intelligence Usa, ne sono già armati due battaglioni russi, ciascuno dotato di 4 lanciatori mobili e 24 missili a testata nucleare. Prima di lasciare l’anno scorso la sua carica di Comandante supremo alleato in Europa, il generale Breedlove avvertiva che lo schieramento di questo nuovo missile russo «non può restare senza risposta».

Taceva però sul fatto che la Nato tiene schierate in Europa contro la Russia circa 700 testate nucleari statunitensi, francesi e britanniche, quasi tutte pronte al lancio ventiquattro’ore su ventiquattro. E man mano che si è estesa ad Est fin dentro la ex Urss, la Nato ha avvicinato sempre più le sue forze nucleari alla Russia.

Nel quadro di tale strategia si inserisce la decisione, presa dall’amministrazione Obama, di sostituire le 180 bombe nucleari B-61 – installate in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), Germania, Belgio, Olanda e Turchia – con le B61-12: nuove armi nucleari, ciascuna a quattro opzioni di potenza selezionabili a seconda dell’obiettivo da colpire, capaci di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando. Un programma da 10 miliardi di dollari, per cui ogni B61-12 costerà più del suo peso in oro.

Allo stesso tempo gli Usa hanno realizzato in Romania la prima batteria missilistica terrestre della «difesa anti-missile», che sarà seguita da un’altra in Polonia, composta da missili Aegis, già installati a bordo di 4 navi da guerra Usa dislocate nel Mediterraneo e Mar Nero. È il cosiddetto «scudo» la cui funzione è in realtà offensiva: se riuscissero a realizzarlo, Usa e Nato terrebbero la Russia sotto la minaccia di un first strike nucleare, fidando sulla capacità dello «scudo» di neutralizzare la rappresaglia.

Per di più, il sistema di lancio verticale Mk 41 della Lockheed Martin, installato sulle navi e nella base in Romania, è in grado di lanciare, secondo le specifiche tecniche fornite dalla stessa costruttrice, «missili per tutte le missioni», comprese quelle di «attacco contro obiettivi terrestri con missili da crociera Tomahawk», armabili anche di testate nucleari. Mosca ha avvertito che queste batterie, essendo in grado di lanciare anche missili nucleari, costituiscono una violazione del Trattato Inf.

Che cosa fa l’Unione europea in tale situazione? Mentre declama il suo impegno per il disarmo nucleare, sta concependo nei suoi circoli politici quella che il New York Times definisce «una idea prima impensabile: un programma di armamenti nucleari Ue». Secondo tale piano, l’arsenale nucleare francese sarebbe «riprogrammato per proteggere il resto dell’Europa e posto sotto un comune comando europeo», che lo finanzierebbe attraverso un fondo comune. Ciò avverrebbe «se l’Europa non potesse più contare sulla protezione americana».

In altre parole: qualora Trump, accordandosi con Putin, non schierasse più le B61-12 in Europa, ci penserebbe la Ue a proseguire il confronto nucleare con la Russia.

(il manifesto, 14 marzo 2017)