LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI ??... caso "Evinrude E-TEC 40cv"

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Gentili Ministro Toninelli e Sottosegretario Rixi, 

lancio questa petizione per porre alla Vostra cortese attenzione la questione legata agli effetti prodotti dalla modifica dell'articolo 39 del nuovo codice della nautica da diporto (Decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229), entrato in vigore a febbraio di quest'anno. 
Tale modifica normativa, inerente la revisione della regolamentazione delle caratteristiche dei motori conducibili senza la patente nautica, seppur secondo me legittima e  condivisibile nelle presumibili intenzioni, per come è stata definita, causa l'esclusione dalla lista dei motori conducibili senza patente, di soli pochi modelli specifici tra quelli di potenza inferiore ai 40,8 cv / 30 kw disponibili sul mercato (tra i quali il diffusissimo "BRP Evinrude E-TEC 40 cv", venduto in Italia in circa 10.000 unità).
Ad oggi sono disponibili sul mercato vari altri motori di produttori differenti, tuttora ancora conducibili senza patente, che seppur caratterizzati da soluzioni tecniche differenti in termini di fasi (2 o 4 tempi) e/o di cilindrata, all’atto pratico garantiscono prestazioni equivalenti, se non superiori, rispetto a quelli  esclusi per effetto delle recenti modifiche.
Proprio tali livelli prestazionali sono stati presumibilmente uno degli elementi cardine per la definizione delle modifiche introdotte rispetto alla necessità o meno della patente nautica.

Data però la succitata disponibilità di alternative di fatto equivalenti in termini prestazionali, ma non altrettanto assoggettate allo stesso obbligo di patente, la situazione conseguente che si è configurata appare discriminatoria: tra i tanti attuali possessori di motori non più conducibili senza patente, chi ha sufficienti capacità economiche può sostituire rapidamente il motore con uno dei citati modelli “prestazionalmente equivalenti” e continuare quindi a usufruire legalmente, senza l’obbligo di conseguire la patente, del proprio natante (piccole imbarcazioni e gommoni usati per lo più per la pesca sportiva e giri sotto costa); chi invece non ha tale capacità è ora obbligato a conseguire la patente (sostenendo ovviamente i relativi impegni aggiuntivi in termini di costi, tempo e studio) oppure a rinunciare forzatamente alla nautica da diporto.  
Credo sia evidente che tale nuova “situazione di fatto”, conseguenza unicamente delle modifiche normative recentemente apportate, è quantomeno parziale, quindi ingiusta e forse ai limiti della costituzionalità. Diverso sarebbe stato se l’effetto delle modifiche normative  avesse equamente impattato su tutti i differenti modelli capaci di erogare prestazioni equivalenti.
 
Consapevole dei molteplici Vostri impegni su questioni di ben altra portata, Vi chiedo comunque di agire rapidamente, tramite gli strumenti più opportuni a disposizione di chi come Voi in questo momento esercita il potere esecutivo, quantomeno per rimandare l’applicazione di tale nuova norma, per il tempo necessario ad una più equa riformulazione.

Confidando nel “cambiamento”, anche in termini di reattività delle istituzioni, porgo i miei più cordiali saluti.

 



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