La cura del ferro per la città di Roma

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Ogni giorno alcuni milioni di cittadini e pendolari sono costretti a muoversi a Roma con l’auto privata per l'inadeguatezza dei trasporti pubblici locali e regionali.
Qualsiasi grande città europea, per limitarci al vecchio continente, ha linee metropolitane che fanno impallidire sia per numero che per copertura le due linee e mezza di Roma.
Qualsiasi progetto per la realizzazione di altre linee deve fare i conti con le enormi complicazioni date dai duemila anni di storia della città, costi astronomici e tempi biblici, senza nessuna speranza di poter realisticamente realizzare un miglioramento significativo della mobilità cittadina in tempi ragionevoli e comunque prima che si arrivi al collasso:

  • della realizzazione della metro C si parla da quasi 50 anni, per la tratta realizzata fin qui ci sono voluti 10 anni di fase esecutiva e 3,5 Miliardi di Euro, mancano altri 5 anni per la prossima tratta e nessuno sa veramente quante centinaia di milioni di Euro ancora si dovranno spendere
  • complessivamente le tre linee non raggiungono neanche 60 km di tratte, per avere un riferimento, restando sempre nella capitale, il Grande Raccordo Anulare è più lungo (68 km)

Eppure una soluzione c’è, è a bassissimo costo ed altissimo valore aggiunto ed è sotto gli occhi di tutti: le linee ferroviarie regionali che penetrano nella città, almeno 6 linee, tanti km di tratte ferrate, stazioni e infrastrutture di supporto già disponibili che andrebbero solo adeguate al servizio metropolitano ed integrate con ulteriori stazioni per migliorarne la capillarità, ad un costo nettamente inferiore a quello di linee e stazioni sotterranee.

I passeggeri dei treni regionali tradizionali provenienti da fuori Roma in alcuni casi scenderanno alle stazioni periferiche di scambio e prenderanno la metro restando sulla stessa banchina, questo piccolo disagio sarà ampiamente compensato dai vantaggi che avranno dall'aumento delle stazioni, dei nodi di scambio e della velocità dei treni metropolitani, che consentiranno poi la miglior mobilità una volta entrati in città. Senza trascurare la possibilità di aumentare anche la frequenza proprio di quei treni regionali, sfruttando il fatto che non dovranno più attraversare mezza Roma e soprattutto non dovranno più accodarsi nella complicata gestione degli slot in ingresso e in uscita da grandi nodi internazionali come la stazione Termini e la stazione Tiburtina.

Aggiungo solo qualche elemento sugli enormi ritorni di questo investimento relativamente basso: miglioramento della mobilità dei romani e di tutti i pendolari, quindi riduzione del traffico, dell’inquinamento, dei costi connessi diretti e indiretti, come ad esempio i continui ampliamenti delle strade consolari di accesso in città, con un generale miglioramento della qualità della vita, senza dimenticare il ritorno d’immagine a livello internazionale per una grande capitale europea che in tempi ragionevolmente brevi finalmente si dota di una rete metropolitana degna di questo nome.

Facciamo in modo che i prossimi soldi spesi per la mobilità a Roma siano soldi spesi bene!

Per chi volesse approfondire consiglio il progetto dell’architetto Paolo Arsena, al sito MetroviaRoma.it, alla pagina https://www.facebook.com/metroviaroma/ ed ora anche sul sito PUMSROMA.it, da cui è tratta l'immagine di questa campagna. 



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