Vittoria confermata

Voglio che la Cooperativa La Baracca Teatro Testoni Ragazzi di Bologna mi reintegri al lavoro restituendomi le mie competenze e che mi reintegri in qualità di socia della Cooperativa quale sono stata per 34 anni.

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1.026 sostenitori!


Il mio nome è Paola Corea, ho 59 anni, e il 23 febbraio scorso sono stata estromessa da socia e licenziata dalla Cooperativa La Baracca Onlus Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, che programma e produce spettacoli e attività performative per bambini e ragazzi.

Ne La Baracca Testoni Ragazzi ho egregiamente lavorato, anche con compiti di responsabilità, per 34 anni, portando a buon fine e al successo tutti i progetti che mi sono stati affidati

Il motivo addotto per il licenziamento è che ho firmato a dicembre 2014 la petizione di Patrizia Zoe, che sosteneva di essere stata licenziata dalla sua azienda a 52 anni, dopo 25 anni di servizio, e dopo aver subito sul lavoro un'agonia di oltre 2 anni, perchè affetta da cancro.

Nel firmare la petizione di Patrizia le esprimevo il mio sostegno e la mia solidarietà, segnalandole che anche io stavo subendo la stessa sorte: dopo essermi assentata dal lavoro a seguito di una mastectomia al seno destro nel gennaio del 2007, ho trovato un ambiente ostile e sono stata vittima di mortificazioni, graduali demansionamenti, mobbing.

In realtà la mia sorte era stata già programmata da uno dei Dirigenti dell'Azienda che nel giugno del 2006 aveva dichiarato in un'assemblea plenaria dei soci che "per una sua incontrollabile incompatibilità di pelle nei miei confronti (nda: = antipatia), seppure nella massima stima professionale, non mi voleva a lavorare nei progetti della Cooperativa".

Pertanto il motivo addotto per il licenziamento è stato solo una scusa per "togliermi dai piedi" secondo il suo volere, al quale hanno aderito i soci della Cooperativa a lui più fedeli.

A causa del mobbing subito dal 2007 in avanti ho avuto una grave sindrome depressiva bipolare che mi ha costretta a casa dal lavoro per un altro lungo periodo di malattia.

Speravo al mio rientro nel 2011 di poter ricominciare a lavorare serenamente e che il Dirigente in questione, e i suoi complici, avessero messo da parte la loro antipatia. Ma non è stato così: l'azienda non aveva previsto un mio graduale reinserimento nelle mie competenze, responsabile delle relazioni con il pubblico, in particolare quello delle scuole, della direzione e della gestione delle sale, della formazione del personale stagionale di supporto all'area di mia competenza e del personale di sala stagionale.

Sono stata trattata come una persona indesiderata, come se anche io non fossi una socia della Cooperativa, come se anche io non avessi contribuito in 34 anni alla crescita, allo sviluppo e al successo dei progetti dell'azienda e, quindi, non avessi diritto alla dovuta considerazione professionale e personale. Mi sono stati affidati semplici compiti esecutivi (attaccare i manifesti nelle bacheche, fotocopiare i materiali necessari per le scuole, andare a spedire la posta dei colleghi, ecc.), mi si è impedito di curare e organizzare il pubblico vietandomi persino di rispondere al telefono alle insegnanti con le quali ho avuto un rapporto più che trentennale, sono stata "eliminata" dall'Area in cui ho sempre lavorato, le Relazioni con il pubblico, l'Organizzazione dello stesso e la Direzione delle Sale pubblico, e, alla fine, sono stata estromessa da socia della cooperativa e licenziata.

Mi hanno lasciata fuori dal mondo del lavoro a 59 anni, senza stipendio, senza contributi e senza quindi poter percepire un'adeguata pensione all'età pensionabile, tra 8 anni e due mesi.

Voglio al più presto essere reintegrata nel mio posto di lavoro, con le competenze e gli incarichi consoni alla mia professionalità, e con la dignità che mi è dovuta per aver lavorato per 34 anni al meglio, con amore e dedizione; perchè non sono ancora una persona da "rottamare" e perchè svolgere la normale attività lavorativa riduce significativamente la probabilità di recidiva della malattia oncologica.

Voglio ringraziare quanti in questi giorni, insegnanti, personalità del mondo del Teatro e del Teatro Ragazzi italiano, mi hanno fatto pervenire attestati di stima e di solidarietà: grazie per il vostro affetto e per il calore umano che mi stanno aiutando in questi giorni a "resistere", in attesa che il giudice del lavoro si esprima sul mio ricorso.

Chiedo a tutti voi di sostenermi firmando la mia petizione per chiedere a La Baracca Società Coop.va Sociale Onlus di reintegrarmi come socia lavoratrice. Paola Corea



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