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Petitioning La buona società letteraria

Un grafico per la Nave di Teseo

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A Elisabetta Sgarbi non si può imputare niente: aveva detto che si sarebbe occupata di prender su i post-it colorati, anche quelli a forma di freccia, e così ha fatto.

Eugenio Lio aveva sotto un braccio quattro risme di carta quasi nuove, e sotto l’altro due stagiste e mezza (mezza nel senso che ancora un paio di settimane e finiva le ore previste).

Mario Andreose aveva il piano editoriale in mente e le mani libere per aprire le porte: quella di Bompiani in uscita, quella della Nave di Teseo in entrata.

Quanto agli altri – Veronesi Colombo Perroni Nesi – sono tutta gente che porta con sé la propria arte, quindi nessuno faceva davvero affidamento su di loro per le cose pratiche. A parte forse Nesi, che in fin dei conti nasce imprenditore, e a certe cose ci dovrebbe badare (ma dall’arrivo dei cinesi prima, e dello Strega poi, si sa, ha preferito darsi solo ai romanzi).

Che poi stringi stringi, quando c’è una colpa scomoda e senza paternità, va a finire che la si accolla agli assenti. E chi meglio di lui, in quanto padre e in quanto assente: il povero Umberto Eco, che sulle soglie di questo nuovo corso di editoria indipendente di cultura, qualità, lotta e governo purtroppo se n’è andato. Doveva essere lui a occuparsene, mormorano da prua a poppa voci maligne...

 

Insomma, di che cosa stiamo parlando?

Del fatto che la Nave di Teseo – dinamica e colendissima quanto a scelte editoriali, ufficio stampa, presenza in libreria, moltiplicazione prodigiosa di copie vendute al giorno, post motivazionali su facebook, aperitivi e gadget – sembra essersi dimenticata di recuperare un grafico degno di questo nome.

Ecco svelato l’arcano: si sono scordati di prelevarlo su da Bompiani, vuoi la fretta, vuoi che come abbiamo visto erano tutti molto presi. D’altra parte va sempre così, anche nei migliori picnic c’è sempre qualcuno che si dimentica il cavatappi.

E così le novissime copertine della mitologica Nave di Teseo sembrano fatte dall’altrettanto mitologico “Cugino che sa usare bene Photoshop”. Adesso che il Cugino è costretto a barcamenarsi tra un accostamento di rosso e fucsia da epilessia per Pape Satàn Aleppe e una cover simil-Nottetempo per La femmina nuda, non riesce più a sfornare le sue celebri locandine per la festa del salame gentile della Pro Loco in Lomellina. Adesso poi, con l’estate alle porte, chi si occuperà della sagra del brigidino di Lamporecchio? Chi studierà il layout dei flyer per il tour padano di Tony Peperoni e la sua orchestra?

Salviamo la Nave di Teseo e soprattutto il Cugino, liberiamoli entrambi e magari liberiamoci anche noi da questo tuffo negli Einaudi tascabili anni Novanta.

Con la presente, dunque, apriamo una petizione perché si raccatti un grafico vero da imbarcare su questa nobilissima Nave. Va bene anche part time, e non importa se è nuovo o usato sicuro: tanto già sappiamo dal mito che la Nave di Teseo è fatta di rattoppi. Basta che funzioni.

 

Firmatari: Simone Simonini, Benedetta Cappa D'Aramengo, Luce Cassolo

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  • La buona società letteraria

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