Aiutiamo i bambini e le vedove del Burundi

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L’associazione Burundi Amo presenta un progetto di sviluppo agricolo e rurale che possa consentire l’autosufficienza e la sicurezza alimentare della popolazione burundese, bersaglio del progetto, la tutela e la valorizzazione delle risorse umane, in particolare della forza produttiva femminile e lo sviluppo dell’educazione giovanile. Il progetto è stato sviluppato per la popolazione residente nella Diocesi di Bururi, in particolare nelle province di Bururi e Makamba, nei comuni di Songa, Matana e Rumonge.

 

Ideatori e promotori del progetto di riscatto della popolazione burundese sono il parroco cristiano Don Jean Claude Ndayishimiye (Originario del Burundi e residente in Italia), nella qualità di Legale Rappresentante e Presidente dell'Associazione di Volontariato "BURUNDI AMO ONLUS", con sede operativa in Italia ad Atripalda (AV) cap. 83042, via II Rampa S. Pasquale, 5 CF: 92077950647 , e Monsignor Venant Bacinoni, Vescovo della Diocesi di Bururi.

 

Le condizioni di indigenza in cui versa la popolazione burundese, a causa sprattutto della guerra civile durata in Burundi per oltre 13 anni, hanno attivato le leve della Chiesa per consentire di mutare i pur indispensabili aiuti umanitari in un risveglio culturale e lavorativo locale che possa innescare un circolo virtuoso che funga da esempio per essere poi replicato in scala in tutto il Paese.

Obiettivo del progetto è l’ammodernamento delle attrezzature agricole, delle tecniche agricole e di allevamento del bestiame, favorire migliori condizioni igieniche a tutela della salute pubblica e soprattutto dei bambini, soggetti ad un tasso di mortalità molto elevato, favorire ed incentivare la scolarizzazione degli adolescenti e la formazione dei giovani, impedire il continuo esodo dei rifugiati in fuga verso i Paesi limitrofi ed in cerca di vie per l’Europa, tutti obiettivi indispensabili per la costruzione del futuro del Paese.

 

La perenne e deprecabile situazione di malnutrizione, le scarse condizioni igieniche, l’assenza di acqua potabile non consentono alcuna prospettiva sociale ed hanno relegato il Paese negli ultimi posti della classifica mondiale dei Paesi poveri.

 

La mancanza di conoscenze e tecniche rurali oltre che di idonee attrezzature agricole non consentono un’efficace attività agricola per il fabbisogno alimentare per cui impera la malnutrizione e le morti premature a causa della scarsa resistenza alle diffuse epidemie (malaria, colera e HIV).

 

La Diocesi di Bururi ha raccolto il consenso di diverse famiglie, composte per lo più da vedove e bambini, affinchè si rendessero disponibili a seguire programmi di formazione finalizzata a migliorare le condizioni igieniche ed una migliore la produzione agricola e l’allevamento.

Per conseguire risultati apprezzabili necessitano attrezzature, mezzi, sementi e docenti che anche con il metodo e-learning possano consentire la diffusione delle migliori tecniche agricole.

 

Il progetto si rivolge, quindi, a tutte quelle organizzazioni benefiche, alle grandi aziende, ai donatori internazionali e a tutte quelle organizzazioni in grado di fornire attrezzi e macchine agricole inutilizzati affinchè possano essere riutilizzati in un Paese poverissimo in cui il reddito procapite giornaliero è un solo dollaro.

L’area d’intervento è quella a sud del Paese ma con l’obiettivo che il miglioramento delle condizioni di vita possa consentire di replicare tali azioni (best practice) anche in altre province.



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