Chiediamo una maggiore tutela da parte dell'ambasciata italiana a Madrid.

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0 hanno firmato. Arriviamo a 100.
Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 100 firme!
Tullio Corica ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Italiani che vivono in Spagna

Vi racconto la mia vicenda da italiano che vive a Granada.
Dal 24 di Febbraio ho sintomi influenzali.
Chiamo le autorità perché il 20 di febbraio sono stato vicino ad una persona arrivata dall'aeroporto di Milano.
Quindi per precauzione ho tenuto fosse doveroso avvisare.
Mi dicono che non avendo febbre potevo recarmi dal mio medico di famiglia. Bene. Io più prudentemente mi sono recato in un piccolo centro de emergencias aperto di pomeriggio. Difatti vi erano si e no 6 persone. Il 26 Febbraio.
Nel momento stesso che hanno visto la mia tessera sanitaria sono entrati in panico. Il tizio del triage è andato subito a gridare c'è un italiano! Mi han fatto passare per primo, io avevo solo detto ho sintomi influenzali sia chiaro, e mi han rinchiuso in una stanza.
Poi è entrata una dottoressa con gli indumenti speciali tutta tremante per misurarmi la febbre. 37.2 nulla di che.
Io dicendo loro che non venivo da Milano. Che avevo avuto contatto con una persona che arrivava da lì ma che aveva solo avuto un semplice e leggero mal di gola.
Bene. Quando si sono calmati si è presentata un'altra dottoressa.
Vi dico solo che son tornato a casa senza neanche una ricetta medica di farmaci da prendere.
Mi son dovuto recare venerdì 6 marzo, 9 giorni dopo, perché i sintomi erano aumentati (io ho preso antinfiammatorio nulla più) mi sono presentato dal mio medico di famiglia, mi son seduto a 2mt di distanza, lui ha apprezzato. Si è messo la mascherina e indignato per come si fossero comportati il 26 febbraio mi ha visitato (dal catarro mi era uscito sangue al mattino e mi sono preoccupato). Mi ha dato una cura pesante con antibiotico per 3 giorni. Mi ha dato il suo numero privato e domani Lunedì 9 Marzo mi ha detto di tornare. Ad oggi mi sento ancora male. Penso sia perché non abbia fatto le dovute cure già dal 26 di febbraio e non per il coronavirus. Ma per senso civico io resto a casa e rifiuto anche le visite dei miei amici nell'incertezza. Sono un pò preoccupato. Ma prima di tutto non voglio avere sulla coscienza l'aver infettato qualche persona anziana e che questa abbia la peggio semmai io fossi positivo al coronavirus (che penso e spero di non avere).
Ripeto. Dobbiamo dimostrare di essere parte di un collettivo. Proteggendolo, se abbiamo dubbi sulla nostra salute. Ripeto. Senso civico e coesione. Amore per il prossimo. Non è difficile capirlo. Rifletteteci. 

DETTO QUESTO CHIEDIAMO CHE L'AMBASCIATA A MADRID CI FACCIA SENTIRE PIÙ PROTETTI IN QUESTO PERIODO DI TIMORI E ANSIE. Che ad oggi non capiamo se siano fondate o meno, visti i diversi approcci avuti dallo stato italiano e da quello spagnolo. Io ad oggi non ho scritto nulla all'ambasciata, la raccolta di firme è come per i decreti lanciati dal governo italiano, puramente CAUTELARE E PREVENTIVA. 
Tullio Corica

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