No al supermercato accanto alla Cattedrale

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Anche in Via Indipendenza 11, proprio accanto alla cattedrale di San Pietro, entro un anno nascerà un nuovo supermercato di oltre 650 mq. con immancabile spazio di ristorazione di altri 300 mq. e probabile estensione anche sulla terrazza in copertura.
La città del cibo dilaga ormai senza ostacoli nella nostra città storica occupando anche gli edifici, come questo che ha una storia antica tutta intrecciata con la nostra Cattedrale.
Il nobile edificio di origine quattrocentesca che ospitava prima i canonici della cattedrale e poi il dal 1532 il Monte di Pietà, ristrutturato nel 1758 dall'architetto romano Marco Antonio Bianchini in collaborazione con Alfonso Torreggiani e inutilizzato invero da tempo, meritava ben altro destino.
La notizia non può passare sotto silenzio e non può non far riflettere sul futuro del nostro centro storico già stravolto dall’uso incongruo delle sue piazze, dai container che ingombrano spazi la cui dignità pretenderebbe ben altro rispetto, dalla lenta ma inesorabile trasformazione di intere zone in una lunga successione di ristoranti e vendite di alimentari e in tanti luna park notturni stracolmi di attività dedicate alla somministrazione esclusiva di cibi e bevande.
Viene ancora una volta naturale domandarsi qual’ è l’idea di città che sta sullo sfondo di questa continua ed inarrestabile trasformazione che avviene sotto gli occhi di tutti e con l’approvazione ed, in molti casi come quello a ridosso del Teatro Comunale, anche con il diretto coinvolgimento dell’Amministrazione.
Non mancano oggi gli strumenti legislativi per opporsi alle liberalizzazioni che hanno sottratto da tempo all’Amministrazione la possibilità di pianificare le funzioni commerciali nel proprio territorio lasciando campo libero alla competizione del libero mercato. Nel novembre 2016 Il Governo ha approvato un decreto (ribattezzato “Norma Unesco”) con cui si danno più poteri ai sindaci per regolamentare il commercio nelle zone di maggiore pregio artistico e architettonico, a partire dai Centri Storici. Col decreto si dà la possibilità di vietare, o regolamentare pesantemente, l’apertura di nuove attività di somministrazione, negozi di cibo da asporto, e anche supermercati. All'uscita del decreto l’allora assessore competente Lepore, soddisfatto del provvedimento, aveva immediatamente dichiarato che si sarebbe avvalso del nuovo strumento a partire dalla zona universitaria e dal quadrilatero. Ciò nonostante niente si è fatto fino ad ora. E’ arrivato veramente il momento invece di partire con un’azione decisa e lungimirante che porti a riequilibrare in tutta la città storica le attività a difesa del suo patrimonio storico e dei suoi caratteri funzionali consolidati.
Invitiamo quindi questa Amministrazione e in special modo il nuovo Soprintendente, per le funzioni che a lui specificamente competono a termini di legge, ad operare immediatamente a partire dal rifiuto di questo nuovo progetto che non può che trovare il netto dissenso di quanti hanno a cuore e si prendono ancora cura di questa nostra città.

(Lettera aperta al Sindaco di Bologna Virginio Merola e al Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna Cristina Ambrosini)



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